Itinerario a Sultanahmet, il centro storico di Istanbul

Sultanahmet, che i viaggiatori dell'ottocento chiamavano Stanbul, è il vero centro storico di Istanbul.

Itinerario classico ad Istanbul, il "quello che si deve vedere", o "il minimo sindacale" delle attrazioni dell'ex Costantinopoli. Tutto concentrato nella penisola di Sultahnamet, ma non per questo meno impegnativo. Il "pericolo maggiore" sono le file di turisti che si formano davanti le attrazioni principali, soprattutto a partire dalle 10 di mattina in poi, quando pullman, più o meno grandi, si concentrano in quello che è il centro storico della città (Su questa mappa le principali attrazioni).

La strategia in questi casi è prepararsi per tempo e muoversi in anticipo rispetto a alla massa dei turisti. Noi abbiamo programmato un giro con partenza alle 9 dal botteghino di Santa Sofia, con un errore alla fine dell'itinerario, che ci è "costato" la mancata visita all'harem. In breve l'itinerario comprende le visite a Santa Sofia, Moschea Blu, Basilica Cisterna, sosta pranzo, piccola Santa Sofia, palazzo Topkapi. Sembra tanto, forse troppo concentrato, ma si può fare.

Prima di iniziare due parole sulla Museum Pass İstanbul, la carta per l'ingresso cumulativo nei principali musei cittadini. Con questa card si entra a Santa Sofia, al palazzo di Topkapi, harem compreso, alla Chiesa di Chora, in diversi altri musei e, come abbiamo scoperto dopo, da diritto ad una serie di sconti, come quello per il tour con i traghetti pubblici sul Bosforo. Costa poco, 85 Lire (circa 30 euro al cambio attuale), ma secondo me il suo vero valore sta nel fatto che permette di evitare le file al botteghino. Quindi il consiglio è di acquistarlo alla prima occasione, che per noi è coincisa con la visita a Santa Sofia

Cosa vedere ad Istanbul: Santa Sofia

Santa Sofia

Santa Sofia, Ayasofya per i turchi, con la sua colossale e bellissima cupola, è uno dei simboli di Istanbul. Inaugurata nel 537 dall'imperatore d'Oriente Giustiniano, fu chiesa patriarcale ortodossa, chiesa cattolica durante l'occupazione dei crociati che la saccheggiarono selvaggiamente, quindi nuovamente chiesa ortodossa, poi moschea dal 1453 al 1935, quando per volere del padre della moderna Turchia, Mustafa Kemal Atatürk, fu trasformata in museo (anche se poi c'è chi vorrebbe tornasse ad essere una moschea).

Cosa vedere: il grande spazio interno tra i chiaroscuri creati dai grandi lampadari calati dalle volte (uno dei quali è veramente enorme), e la luce solare che filtra dalle tante finestre sulle cupole. I mosaici; sopra la porta Imperiale (la più grande), il Cristo della Cupola centrale, nell'abside la Vergine con il bambino, nella galleria superiore (quella a destra rispetto l'entrata; l'altra la potete saltare), nel vestibolo (sempre a destra rispetto all'entrata). E poi il mihrab che indica la direzione della preghiera, e i quattro giganteschi medaglioni circolari, tra i quali i due che riportano i nomi di Allah e del profeta Maometto.

All'interno della chiesa-moschea, sempre a destra rispetto all'entrata, si trova un negozietto di souvenir. Prima di uscire dal complesso di Santa Sofia, c'è la possibilità di fermarsi al bagno o prendere qualcosa da bere, nelle due strutture appena dietro l'ingresso al museo. Ammesse le fotografie, aperto dalle 9 alle 19 d'estate, fino alle 17 d'inverno, l'ingresso costa 25 lire. Per il nostro tragitto, occorre calcolare una sosta di un'ora.

Cosa vedere ad Istanbul: Moschea Blu

Moschea Blu

La Moschea Blu in effetti si chiama Sultanahmet camii (moschea di Sultanahmet), si trova proprio di fronte ad Ayasofia, per cui non potete non vederla. E' un luogo di culto, dove i visitatori accedono da una porta laterale, distinta dall'ingresso principale riservato ai fedeli, seguendo le ben note regole; tutti scalzi (se non li indossate, portate con voi dei calzini), pantaloni sotto il ginocchio, e le donne con il capo e spalle coperti.

Ingresso gratuito, soggetto però ad orari, perché nell'ora di preghiera l'ingresso è vietato. Quindi, visto che la prima "pausa preghiera" è tra le 12 e le 13:30, è consigliabile mettersi subito in fila per entrare nella moschea (arrivando da Ayasofia, entrate nel complesso, entrate nel cortile più interno, fino in fondo, dove si scendono le scale per la fila), per poi ammirare esternamente tutta la struttura dopo la visita all'interno. Non mettetevi paura per la lunghezza della fila, perché scorre velocemente. Prima dell'entrata, vi viene dato un sacchetto di plastica, dove mettere le scarpe, da portar con voi, perché l'entrata è distinta dall'uscita.

Cosa vedere: semplicemente la moschea, con la sua cupola, i suoi colori, le luci, il tappetto, l'atmosfera che si respira. Non cercate raffigurazioni pittoriche o sculture, perché considerate forme di idolatria dalla religione mussulmana. Sono ammesse fotografie all'interno. Una volta usciti, si torna alla corte interna porticata, dove si possono leggere i pannelli informativi e ammirare la moschea dall'esterno. Durata consigliata della visita, sempre un'ora.

Da qui si esce, o dall'ingresso che da alla piazza dell'Ippodromo, o da quello da cui siamo arrivati (quello verso Ayasofia), e si ritorna verso Ayasofia, fino all'angolo della strada dove si trova anche la biglietteria. Perché attraversata la strada al semaforo pedonale (non siamo a Roma, e non è detto che le auto si fermino), ci si ritrova all'ingresso per la Basilica Cisterna.

Cosa vedere ad Istanbul: Basilica Cisterna

Medusa

Quelli bravi sanno che si chiama Cisterna Basilica, ma in questo caso preferisco la vulgata popolare; per me è la Basilica Cisterna, anche perché con tutte quelle colonne, il collegamento con le Basiliche maggiori è immediato. La Basilica Cisterna è una cisterna, che raccoglie l'acqua attraverso un complesso sistema di filtraggio. Serviva al palazzo imperiale che sorgeva nell'antica acropoli della città, fino alla sua distruzione. Per circa tre secoli si perse memoria di questa cisterna, fino a quando fu riscoperta nel 1545. Utilizzata per secoli privatamente, anche come discarica urbana di rifiuti, fu "riscoperta" negli anni '80, quando la municipalità decise di restaurarla. Oggi è uno dei luoghi più visitati ed apprezzati di Istanbul.

Bella; mi è piaciuta molto. Oltre alle strane e misteriose prospettive, create dalle colonne, luci ed acqua (dove nuotano le carpe), il foro sulla colonna, dove infilare il pollice facendo compiere un giro completo al palmo della mano per favorire l'avverarsi di un desiderio, ma soprattutto le due testa di medusa (una capovolta, l'altra messa di lato) in fondo alla cisterna (dove tutti fanno le foto).

Se avete un treppiede, oltre a pagare il supplemento, aspettate di tornare verso l'uscita per fare le vostre fotografie. Gli ultimi due "corridoi" offrono le prospettive più lunghe e belle. Attenti al pavimento bagnato; prima dell'uscita un bar ed un negozio di souvenir. Qui non si entrata con il Museum Pass, ma si deve fare il biglietto di 20 Lire. Mezz'ora di visita, almeno un'ora se siete appassionati di fotografia.

Cosa vedere ad Istanbul: Ippodromo

Ippodromo

Dell'Ippodromo di Costantinopoli, dove si svolgevano le corse di cavalli così amate dagli Imperatori d'Oriente e dalla popolazione della città, rimangono solo i tre obelischi che un tempo si trovavano nella spina dello stadio. Curiosamente il più prezioso, è quello più piccolo, quello dei tre serpenti, proveniente da Delfi, le cui teste, rubate e poi recuperate, ora si trovano nel Museo Archeologico della città (salendo verso il palazzo Topkapi).

Un po' come per il Circo Massimo di Roma, di quell'antico stadio rimane poco. Al suo posto una bella piazza con gli obelischi, da dove si può accedere al cortile interno della Moschea Blu, o dove si può riposare un po'. Ottima per fare sfogare i bambini, visto che è una piazza pedonale. Il bel palazzo proprio di fronte alla Moschea Blu, in fase di restauro, ospita gli uffici del catasto di Istanbul.

Questo è il momento giusto per una sosta, e magari per usufruire dei servizi del bagno pubblico sulla piazza (1 lira per l'entrata; se non avete moneta, fatevela cambiare dai custodi). Poco più dietro la piazza un bar dove potersi sedere e mangiare qualcosa (toast, hot dog, succo si melograno, te turco o alla mela; no alcool), ma i più curiosi, facendo due passi in più, possono andare da da Sultanahmet Koftecisi (solo contanti, solo lire), rinomato in tutta Istanbul per le sue tradizionali polpette turche (no alcool; provate l'Ayran insieme alle polpette).

Cosa vedere ad Istanbul: la piccola Santa Sofia

Piccola Santa Sofia


Il giro per arrivare alla piccola Santa Sofia, Kucuk Ayasofya Camii in Turco, è un di più. Se siete curiosi, e avete gamba (si scende dalla collina fino quasi al mare e si risale) vale la pena, anche perché si ha modo di passare per strade meno turistiche. Altrimenti passate via questa parte d'itinerario, e dirigetevi verso Ayasofia e da lì verso il Topkapi.

Si tratta di una ex chiesa, la chiesa dei Santi Sergio e Baccus, trasformata in moschea. Di particolare la forma ottagonale, rimasta la stessa della chiesa originaria, la cisterna e il sistema di raccolta dell'acqua, che si trovano sotto il pavimento della moschea (si alza il tappeto, vicino alla pompa che serviva per prendere l'acqua), l'attiguo cimitero musulmano (le steli a forma di fiore sono le tombe di donne), e la piccola corte annessa alla moschea. Entrata gratuita.

Per arrivare alla chiesa-moschea, dalla piazza dell'Ippodromo prendente per Sht. Mehmetpasa (la piccola strada pedonale sulla destra in fondo alla piazza); quando questa svolta, vi trovate davanti i cancelli di un locale liceo di Istanbul (quello con la bandierona turca). Chiedete e vi faranno entrare nel cortile, da dove potete avere una bella vista sul Bosforo, e sul quartiere più in basso dove si trova la chiesa.

Ora, io non conosco il nome di questa quartiere, ma viene da pensare che è in fase di ristrutturazione, perché accanto a tanti locali turistici rimodernati, alcuni davvero sfiziosi, si trovano vere e proprie stamberghe di legno, alcune anche bruciate, che aspettano solo il colpo di grazia per crollare. Uscendo dalla chiesa, continuare dalla strada da cui si è arrivati, prendendo però a destra, per tornare (ora si sale) nella piazza dell'Ippodromo. Tutto il giro, prende un'oretta.

Cosa vedere ad Istanbul: palazzo Topkapi ed Harem

Topkapi


Da Aysofia arrivare al Topkapi è semplice. Prendente la strada in discesa sul lato sinistro di Ayasofia (guardando la biglietteria), chiudete gli occhi davanti alle vetrine dei locali più turistici della città (se vi fermate in pasticceria, evitate come la peste i gommosissimi dolcetti colorati con base bianca), e passate il varco nelle mura dalla grande porta all'angolo della strada.

Da qui si sale; a metà salita si trova il museo Archeologico, compresso nel Museum Pass, che avrei sicuramente visitato avendo un giorno in più a disposizione (o in caso di forti piogge). Alla fine si arriva ad una grande spianata, con l'ingresso al Palazzo in fondo, guardando verso sinistra. Se non avete la card, prima di entrare dovete passare per la biglietteria; attenzione che per entrare nell'harem occorre fare un biglietto a parte. Noi, avendo la card, ci siamo diretti immediatamente verso i tornelli.

E qui abbiamo fatto un errore; abbiamo pensato di lasciare l'harem per ultimo, pensando che chiudesse alle 18 come il palazzo. Invece l'harem chiude alle 16 (almeno l'inverno). Del palazzo abbiamo visto l'esposizione di ceramiche della ex-cucina (sulla destra appena entrati), l'edificio dove il sultano riceveva sdraiato i dignitari e gli ambasciatori (nella coorte più interna), le sale con i gioielli esposti (curiosi i gioielli provenienti da tutto il mondo in omaggio al sultano) e una bella vista sul Bosforo, nell'angolo più esterno a destra della coorte interna (che era quella privata del Sultano). Su questo stesso lato, ci sono anche i bagni.

Detto che ci siamo persi il meglio, l'harem, il Topkapi rende bene la differenza tra i palazzi reali europei e quelli orientali. Dove i primi sono edifici unici, imponenti nella struttura, circondati da grandi giardini, il Topkapi, è piuttosto una serie di edifici che ruotano intorno a giardini, sempre più interni, sempre più segreti (da sfogliare come le cipolle). Personalmente, di questo giro, il più è stata la Basilica Cisterna, il meno il Topkapi.
Santa Sofia
Itinerario a Sultanahmet, il centro storico di Istanbul

Foto Debora & Wikimedia Commons.


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