Cosa fare a Napoli

Un itinerario di un giorno a Napoli.

Nel 1995 l'Unesco ha riconosciuto il centro storico della città di Napoli come Patrimonio Mondiale dell'Umanità con la seguente motivazione:


"Considerando che il sito è di eccezionale valore. Si tratta di una delle più antiche città d'Europa, il cui tessuto urbano contemporaneo conserva gli elementi della sua storia ricca di avvenimenti. I tracciati delle sue strade, la ricchezza dei suoi edifici storici caratterizzanti epoche diverse conferiscono al sito un valore universale senza uguali, che ha esercitato una profonda influenza su gran parte dell'Europa e al di là dei confini di questa"

Si tratta del centro storico più vasto d'Europa con i suoi 1700 ettari - corrispondenti a circa il 14,5% dell'intera superficie urbana - di cui 981 tutelati divisi sui quartieri Avvocata, Montecalvario, San Giuseppe, Porto, Pendino, Mercato, Chiaia, San Ferdinando, Stella, San Carlo all'Arena, San Lorenzo e Vicarìa e parte delle colline del Vomero e Posillipo.

In esso poi racchiude 27 secoli di storia, dal primo insediamento greco avvenuto nell'VIII secolo a.C. lungo la zona che affaccia sul mare all'era borbonica. Parte del centro storico è stato purtroppo danneggiato dal forte terremoto dell'Irpinia del 1980, che portò alla luce alcuni problemi strutturali e sociali, alcuni dei quali storici. Inoltre molte zone versano ancora in condizioni poco idonee alla loro conservazione, se non in uno stato di estremo abbandono: per far fronte a questa problematica sono in atto numerose iniziative di sensibilizzazione da parte di organizzazioni e comitati cittadini.

Ma nonostante questo le bellezze della città sono innegabili. Scopriamo insieme quelle da non perdere.

Aggiornamento di Arianna Ascione.

Itinerario a Napoli

22 ottobre 2014
a cura di debora

Alcune annotazioni: anche se negli ultimi 10 anni la sua popolazione è diminuita, Napoli è pur sempre la terza città italiana, con un'area metropolitana che arriva a contare 3 milioni di persone. Il Centro Storico di Napoli, tutto il centro, è stato dichiarato patrimonio dell'Umanità dall'Unesco; 2.800 anni di strati di storia, concentrati in un territorio poco esteso. A Napoli il traffico è una variabile incontrollabile, che vive di regole proprie, incomprensibili ai non residenti. Tutto questo per dire, andate a Napoli, ne vale la pena, ma andateci in treno, fino alla stazione centrale.

Inizio con l'unica nota negativa della mia esperienza, per non terminare il mio racconto con l'amaro di una bellissima giornata, che mi ha fatto innamorare di Napoli. I postulanti, un po' ovunque, che si offrono di vendervi cianfrusaglie o vi chiedono la carità; molto, ma molto, insistenti e fastidiosi. Ma a parte questo, tutto bellissimo, per cui niente paura; Napoli si deve visitare.

Tra Natale e l'Epifania ho avuto la fortuna di trovare un bellissimo sabato di sole, per cui, scesi dall'autobus che ci ha portato dalla stazione fino a piazza del Plebiscito (era la linea R2 che fa capolinea proprio nella piazza antistante la stazione), abbiamo fatto una passeggiata fino al lungomare Caracciolo, diventato una bellissima aerea pedonale sul golfo di Napoli. Lungo la passeggiata, la bellissima (ancora, ma è vero) vista del golfo con il Vesuvio sullo sfondo, e Castel dell'Ovo, con il suo caratteristico borgo marinaro. Bella anche le facciate degli storici Grand Hotel che si allineano su via Partenope.

Giravolta, e si torna in piazza del Plebiscito per un caffè d'obbligo allo storico bar Gambrinus, con accompagno di pastarelle. Si riesce all'aperto con un vago senso di colpa, ad ammirare la piazza e la severa facciata del Palazzo Reale, guardato a vista dalle statue giganti, cui la fantasia popolare ha attribuito uno specifico copione (chiedere a Carmine, cicerone non ufficiale in Galleria Umberto).

A due passi il teatro San Carlo, davanti alla Galleria Umberto; se ci si riesce, vale la pena di prenotare una visita guidata al teatro. Breve passeggiata in discesa fino al Maschio Angioino, per ritornare in Galleria e fare tre giri intorno al proprio segno zodiacale. Se è poi tempo di Natale, vale la pena di leggere le cartoline dei bambini appese all'albero. Prima di uscire dalla Galleria per risalire sulla commerciale via Toledo, fermata d'obbligo al chiosco che vende le sfogliatelle (lo riconoscete subito, è quello sempre affollato).

Se è periodo di saldi, via Toledo è tappa obbligata per acquistare capi d'abbigliamento, ma soprattutto scarpe. Risalendo si arriva a Spaccanapoli, la via lunghissima e stretta che attraversa alcuni tra i quartieri più polari della città (prima di chiedere perché si chiama così, guardate questa foto). Da percorrere, con delle deviazioni qua è là, come quella per ammirare la stupefacente e commovente statua del Cristo Velato; un capolavoro troppo poco celebrato.

Tante storiche chiese, che una passeggiata di un giorno sicuramente non basta; occorre scegliere tra la chiesa del Gesù Nuovo, quella di Santa Chiara e quella San Domenico Maggiore, anche se poi noi abbiamo optato (quasi un obbligo a Napoli) per quella di San Gennaro, alla fine della nostra giornata, prima di arrivare distrutti ma felici in stazione; il capolavoro del barocco a Napoli (una profusione di stucchi e ori da stordimento).

Tra le deviazioni non poteva mancare quella per via di Gregorio Armeno. Preparatevi, perché se ci capitate sotto Natale, è la via più densamente "camminata" di Napoli (e forse del mondo). Non esagero, se vi racconto che si camminava a passo di lumaca (e nonostante tutto, ho visto un barista, fare numeri da giocoliere, per portare il suo vassoio con i caffè).

E questa è solo una passeggiata di un giorno, perché Napoli è tanto altro ancora, ad iniziare dal Museo Archeologico, che sta a Napoli come i Musei Capitolini a Roma. E poi, in ordine sparso, le Grotte di Seiano, il palazzo dello Spagnolo, la vista panoramica dalla Certosa di San Martino e la farmacia degli Incurabili.

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