(Quasi un) Coast to coast in due giorni: da Las Vegas a Denver

Come ottimizzare in poco tempo un viaggio da sogno negli Stati Uniti. Il racconto del nostro viaggio da Las Vegas a Denver.

Las Vegas Denver Roadtrip

Per un Coast to Coast negli Stati Uniti da New York a Los Angeles servono almeno 5 giorni di viaggio per coprire i 4500 km che separano le due città. A patto di fare soste brevi e di guidare quasi tutto il giorno, s'intende. Qualche consiglio per il Coast to Coast in automobile l'abbiamo già dato in passato, è comunque inutile girarci intorno: si tratta di un sogno destinato a chi può permettersi ferie lunghe e un po' dispendiose.

La sfida che ci siamo posti è stata piuttosto azzardata. E' possibile organizzare un roadtrip da soli due giorni? In poco tempo si riesce a fotografare e portare a casa qualcosa del mito americano? L'obiettivo non era semplice e per questo ci siamo messi a tavolino, cercando il percorso giusto, tagliando tutto il superfluo e risparmiando su quelle strade che sono poco importanti dal punto di vista "turistico".

L'automobile utilizzata è stata una Smart ForTwo, scelta anticonvenzionale che abbiamo spiegato nel dettaglio in un post di Autoblog. Sebbene l'idea di noleggiare un grande SUV possa allettare molti, diciamo subito che non è indispensabile. Ormai negli autonoleggi ci sono modelli di vetture ben conosciute anche in europa, il consiglio che diamo sempre in questi casi è di valutare la comodità piuttosto che semplicemente la "taglia". Ci sono tanti siti per comparare il prezzo degli autonoleggi, sicuramente ne troverete una che farà al caso vostro.

Giorno 1: da Las Vegas a Richfield

Las Vegas Denver Roadtrip

Abbiamo deciso che il nostro punto di partenza sarebbe stato Las Vegas, una scelta strategica perchè è raggiungibile facilmente da tutti gli aeroporti statunitensi. L'aeroporto intercontinentale più vicino è quello di Los Angeles, dal quale partono circa 30 voli al giorno per Las Vegas. Un'ora di volo che fa risparmiare una mezza giornata di viaggio su un percorso davvero poco significativo.

Su Travelblog parliamo spesso di Las Vegas, una delle città più bizzarre e particolari del pianeta, dove l'offerta di camere è sempre alta e variegata. Si va dai 13 dollari ad oltre 600 dollari a notte: ognuno può trovare il giusto compromesso. Con una vettura a noleggio è possibile visitare senza problemi le varie attrazioni della città, con un vantaggio in più: i parcheggi degli hotel sono gratis, che siate ospiti o meno.

Nel fango del deserto, verso lo Utah

Il nostro viaggio inizia la mattina presto, quando le strade non sono ancora invase dai turisti. Tutti corrono al posto di lavoro mentre noi viaggiamo controflusso, lasciandoci Sin City alle spalle. Ci attende un paesaggio ancora più strano del solito: nei giorni precedenti sul deserto si sono abbattuti una serie di temporali che hanno trasformato la terra in fango. E' evidente che chi abita in quelle zone è in terribile difficoltà. Il video qui sopra è stato girato nella stessa zona qualche settimana prima il nostro arrivo, e rende l'idea di cosa accade quando le forze della natura si mettono in moto.

Siamo costretti ad abbandonare la statale 15 per intraprendere una deviazione che ci farà percorrere più strada del previsto. Ci dirigiamo allora sulla 93, in direzione Caliente. Una strada in mezzo al deserto, che sembra portare verso il nulla. Ed è effettivamente così. Caliente è una piccola oasi di verde che fa sopravvivere un paesino di un migliaio di abitanti, uno di quelli che sembrano usciti da un film. Nonostante il nome non c'è nulla di messicano, ed anzi il nome deriva da alcune fonti di acqua termale presenti in zona che qualcuno ha deciso di "esotizzare" un po'. Una pompa di benzina, una tavola calda, una chiesa, una stazione ferroviaria, negozi chiusi e abbandonati: niente di più, niente di meno.

Las Vegas Denver Roadtrip

Ogni tanto passa un treno a vapore, ed è un avvenimento.

Si impara molto in questi viaggi, soprattutto come sia diversa l'America delle vaste aeree disabitate rispetto alle realtà di New York, Boston o Los Angeles. Pare che qui le persone riescano a "sopravvivere". Accanto ad abitazioni più che dignitose convivono case mobili che ormai sono allo stato di baracche. E più ci dirigiamo verso Panaca, più la sensazione aumenta.

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Panaca non ha neanche lo status di "comune": è una "unincorporated community", un aggregato di case che nasconde una storia particolare. Era inizialmente una comunità di mormoni quando venne fondata nel 1864. Si trovata nello Utah prima che qualcuno decise di cambiare i confini, passandola di fatto nel Nevada. Ora è uno dei pochi centri abitati del Nevada in cui sono proibiti sia la vendita di alcoolici, sia il gioco d'azzardo.

Causa un'andatura fin troppo rilassata e più pause del programmato, arriviamo nello Utah con un certo ritardo. Ma è proprio questo che ci permette di vedere un fenomeno naturale decisamente particolare. Grazie alla vastità degli spazi, senza alcun rilievo montuoso, il meteo può cambiare in brevissimo tempo. Ecco allora che nuvole nere minacciano il nostro viaggio, oscurando il cielo e regalandoci durante il tramonto colori e sfumature difficilmente visibili dalle nostre parti.

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Il primo giorno è quasi andato, c'è giusto il tempo per fermarsi a mangiare una pizza in una delle rare pizzerie con forno a legna. Siamo a Cedar City, nello Utah. Una deliziosa cittadina dotata di un college universitario decisamente imponente. In rapida espansione, ha quasi raggiunto i 30.000 abitanti. Per dare l'idea, nel 1990 ne contava 13.000 e la crescita non sembra avere subito arresti con la crisi del 2008. Fondamentale è stata la vocazione turistica dell'area, che conta diversi parchi nazionali nei dintorni. C'è anche un aeroporto che collega quotidianamente Cedar City con Salt Lake City. Meriterebbe sicuramente qualche giorno di visita in più.

E' quasi notte quando arriviamo a Richfield, dove dormiamo in uno dei classici hotel da "autostrada". Abbiamo percorso 580 km.

Giorno 2: da Richfield a Denver

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In ritardo rispetto alla tabella di marcia, partiamo la mattina successiva quando fuori è ancora buio. All'alba ci aspetta un panorama insolito. Guardando la piccola valle accanto all'autostrada ci sembra di vedere un lago. No, si tratta semplicemente di nebbia, ma l'effetto ci lascia a bocca aperta.

Ci spingiamo sulla interstate 70 fino ad Emery, paesino di 300 anime ai piedi della North Horn Formation. Non passano molti turisti da queste parti, e la gentile signora alla stazione di benzina cerca di venderci qualsiasi cosa. Nell'ufficio postale dall'altra parte della strada ci rimangono male quando chiediamo di poter spedire una cartolina: non esistono cartoline di Emery e neanche di qualsiasi altra località della zona.

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Qui la strada si fa sempre più interessante, con curve e controcurve incastonate in piccoli canyon. Il paesaggio diventa improvvisamente lunare, con una montagna all'orizzonte che domina tutto. Crescono solo pochi arbusti, non c'è alcun tipo di abitazione ed il passaggio di mezzi a motore è raro. Quando ci fermiamo per qualche fotografia, ci colpisce l'assordante silenzio.

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Più avanti nel nostro percorso vediamo la classica strada dove Wile Coyote insegue Beep Beep. Una striscia d'asfalto che si inserisce tra due rocce, quasi fosse un passo alpino. Rimaniamo ad ammirare il paesaggio un po' inebetiti, la realtà è più bella della fantasia, e temiamo che anche le fotografie non possano rendere l'intensità dei colori che ci circondano.

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Ma si tratta solo di un "antipasto" rispetto a quello che ci aspetta. Puntiamo verso Moab, nei cui dintorni ci sono due tra i più spettacolari parchi naturali: Arches National Park e Canyonlands National Park. Iniziamo la nostra esplorazione infilandoci con le nostre Smart nei canyon dove la roccia è rossa così come l'acqua del fiume Colorado. E' impossibile non pensare ai pionieri del west, a tutti quelli che sono passati di qui con carri e cavalli e non certo con automobili dotate di aria condizionata. Ci si perde davanti a questa manifestazione della natura, perchè per quanto ci si possa preparare, per quante foto ed filmati che si possano vedere, la bellezza di questi posti può portare allo smarrimento. Ed i particolari da vedere e da ricordare sono così tanti, che si potrebbero passare giornate intere semplicemente contemplando e meditando.

Las Vegas Denver Roadtrip

Non è così per noi, che proseguendo sul nostro percorso usciamo dai canyon per imbatterci in una ghost town. Nome che evoca il passato, ma che in questo caso non suscita poesia, solo curiosità. Il viaggio nel deserto prosegue a ritmi serrati verso Grand Junction, nella quale ci fermiamo giusto il tempo per pranzare.

La direzione che prendiamo è verso la località montana di Vail, in Colorado. Il passaggio dal deserto al clima alpino è graduale ma inesorabile. La roccia rossa cede il passo alla vegetazione, ed in poche ore di guida ci si ritrova circondati da conifere. Sono bastati 300 km per capovolgere il mondo. Dall'arsura alla ricchezza di acqua, dal rosso al verde. Qui, per quanto il panorama sia incantevole, l'invasione umana fa perdere quel briciolo di suggestione che ci aveva accompagnato. Tanti paesi e cittadine, pulite, ordinate, ma chiaramente votate al turismo invernale.

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Prima di arrivare Silverthorne deviamo verso il Mount Lincoln, un gigante di 4.357 m con una prominenza: 1.177 m. Una strada che si inerpica sulle pendici della montagna e che ci ricorda da vicino le nostre strade alpine. Siamo nella zona del Pike National Forest, un'area di ben 4478.3 km², ovvero più o meno il nostro Molise. C'è decisamente meno turismo che a Vail, e le persone che incontriamo sono tutte innamorate della natura. L'aria qui è rarefatta, e non è quella che abbiamo respirato nel deserto solo qualche ora prima.

Las Vegas Denver Roadtrip

Il nostro viaggio deve continuare e Denver, la nostra meta finale, è a circa 100 miglia. Arriviamo a Denver in tarda serata, scelta per motivi analoghi rispetto a Las Vegas. Pur non disponendo di un hub, è ben collegata sia a New York sia a Los Angeles, da dove è facile rientrare in Italia.

La particolarità di questa città è che si trova su un altipiano a 1609 metri sul livello del mare, ovvero esattamente ad un miglio di altezza. A prima vista non offre nulla di spettacolare, ma è camminando per le vie del centro che si apprezza l'aria di tranquillità che la pervade. Nonostante i parchi nazionali a poca distanza, i cittadini di Denver non si sono fatti mancare i parchi cittadini. Certo, come tutte le grandi città ha i propri lati oscuri, ma le statistiche dicono che la criminalità non crei problemi che hanno altre metropoli. Da segnalare l'esperimento sulla mariujana libera, che ha fatto scendere ulteriormente il tasso di criminalità. Da non perdere in ogni caso Cherry Creek, un quartiere dove vecchio e nuovo convivono in maniera esemplare.

Siamo riusciti nel nostro intento? La risposta, dal nostro punto di vista, è sicuramente si. In soli due giorni abbiamo attraversato tre Stati: Nevada, Utah e Colorado. Siamo partiti da una delle città più particolari degli Usa, Las Vegas, e siamo arrivati in una delle metropoli più tranquille: Denver. Abbiamo attraversato il deserto, canyon, colline e montagne, incrociando quattro parchi nazionali. Siamo passati da 600 a 1600 metri sul livello del mare. Un percorso affascinante, che non è un vero e proprio coast to coast, ma che può sostituirlo o affiancarlo senza problemi. Se due giorni sono davvero il minimo indispensabile, allungare il periodo di qualche giorno in più può rendere questo viaggio davvero "mitico".

Da Las Vegas a Denver, i numeri.

Giorno 1:
Las Vegas - Caliente - Panaca - Cedar City - Richfield = 363 miglia (584 km)

Giorno 2:
Richfield - Emery - Moab - Grand Juction - Vail - Denver = 608 miglia (978 km)

Totale 971 miglia - 1.562 km

Las Vegas Denver Roadtrip

Las Vegas Denver Roadtrip: la fotograllery completa

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