Google Doodle dedicato a Thor Heyerdahl, esploratore e antropologo

Buon lunedì a tutti e buon Google Doodle: oggi Mister G dedica il suo scarabocchio all'esploratore e antropologo Thor Heyerdahl.

Il lunedì mattina è tragico alzarsi, ma diciamo che la situazione migliora quando Mister G ci delizia con un suo scarabocchio. Ebbene sì, oggi è comparso infatti il Google Doodle dedicato a Thor Heyerdahl, celebre esploratore, antropologo, scrittore e regista norvegese. Come possiamo vedere anche nel video, si tratta di un Google dinamico, anche se non eccessivamente e leggermente interattivo: se col mouse passate sulla testa del Moai, ecco che compare una freccia che vi invita a proseguire verso il basso, seguitela e verrà svelata l'altezza del Moai in questione. Ma andiamo a conoscere meglio Thor Heyerdahl.

Chi era Thor Heyerdahl e il perché del Google Doodle a lui dedicato


Google Doodle Thor Heyerdahl

Mister G ha deciso di dedicare oggi il Google Doodle a Thor Heyerdahl per commemorare il centesimo anniversario di nascita. Thor Heyerdahl è infatti nato a Larvik il 6 ottobre 1914 ed è morto a Colla Micheri il 18 aprile 2002. All'università studiò Biologia, salvo poi specializzarsi in antropologia delle isole del Pacifico all'Università di Oslo. Nonostante i suoi studi, svolse il suo lavoro soprattutto come archeologo.

Divenne famoso per le sue navigazioni con mezzi rudimentali: in realtà i suoi progetti navali erano tutti basati su documenti storici, mentre la creazione delle sue imbarcazioni venne eseguita da lavoratori indigeni. Come dicevamo, fu regista di documentari, scrittore ed esploratore. Molto celebre la sua spedizione nel 1947 con il Kon-Tiki, una vera e propria zattera con la quale coprì le miglia fra l'America del Sud e le Isole Tuamotu partendo dal Perù e arrivando sull'atollo di Raroia. Inoltre nel 1970 utilizzando un'imbarcazione di papiro simile a quelle usate dagli Antichi Egizi, il Ra II, andò dal Marocco alle Antille, mentre nel 1977 con un'imbarcazione di giunghi, il Tigris, andò dalle rovine di Babilonia in Iraq sino alle Maldive e poi al Gibuti. Tutto ciò spiega perché la comunità scientifica fosse un po' scettica nei suoi confronti, soprattutto per via dei materiali da lui utilizzati per le sue imbarcazioni.

Ricordiamolo però anche come regista, nel 1952 ottenne il Premo Oscar nella categoria documentari proprio per Kon-Tiki, mentre nel 1972 ebbe una nomination per il film Ra. Le sue imprese sono tutte documentate nel Kon-Tiki Museet di Oslo, dove troverete anche esposte alcune delle sue teorie, alcune in effetti sorpassate, tuttavia è indubbio che i suoi scavi nel 1955 presso l'Isola di Pasqua hanno aperto la strada agli studi successivi.

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