Sei turista? In Italia paghi il doppio a seconda della provenienza

Roma, Venezia, Siena... In Italia il prezzo lo decide la nazionalità del turista, che in alcuni casi arriva addirittura a raddoppiare.


Paese che vai, usanze che trovi. Ma anche turista che sei, prezzo che trovi. Non conoscete questo proverbio? Lo sanno benissimo invece i turisti che vengono in visita nel nostro paese, ritrovandosi il più delle volte ad avere servizi "personalizzati". E non nella qualità, ma nel prezzo.

L'inchiesta di qualche giorno fa è de La Stampa. La tesi sarebbe quella che alcuni negozianti del Bel Paese fanno prezzi differenziati e distinti: uno, standard, per chi è del posto, l'altro, gonfiato, per chi viene da lontano. Niente di nuovo, direte voi. Ma se questa discriminazione la fanno le società di trasporti e i luoghi d'arte il discorso si fa serio.

La storia arriva da Venezia: qui, secondo il quotidiano piemontese, il prezzo classico del biglietto del vaporetto è di 1,30 euro (per 75 minuti di corsa), ma se sale a bordo un turista, ecco che il prezzo sale vertiginosamente fino a 7 euro. Stesso discorso per il giornaliero e il settimanale che arriva addirittura a costare 50 euro a persona.
Vi scappa la pipì? Se non siete di qui, tenetevela. Un accesso al gabinetto pubblico costa quasi 3 euro (contro i soliti 0,25 centesimi), mentre il "pass" che dà accesso agli 11 musei civici e alle 15 chiese del circuito costa 39 euro e 90 per un turista e niente per chi è del posto.

Non c'è solo Venezia. Episodi simili succedono un po'ovunque: "a Siena i residenti possono ammirare gratis gli affreschi di Palazzo Pubblico - scrive La Stampache ai turisti costano 8 euro".
E poi c'è Roma, capitale della doppia tariffa: qui i musei civici sono gratis solo per under 18 e over 65 residenti, gli altri pagano. Ci sono poi i classici bar, ristoranti e negozi di souvenir che rincarano il prezzo a seconda della nazionalità: il cliente preferito per il romano è il giapponese, che paga un gelato in centro addirittura 8 euro. E dicono pure "Arigatò".

BRITAIN-CHINA-ECONOMY-TOURISM-RETAIL

Tutto questo non piace alla Corte di Giustizia europea, che già nel 2003 ha multato l'Italia per il suo scorretto comportamento. Mettendo regole ben definite, soprattutto per i musei e siti archeologici statali: "nessuna distinzione tra turisti e non. Un francese o cinese che abbia meno di 18 anni può entrare gratis a Colosseo e Uffizi. I giovani europei tra i 18 e i 25 hanno diritto all’ingresso ridotto. Per gli altri prezzo pieno". 

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