Il respiro del deserto in Egitto, 17 anni dopo

Scopri come invecchia il Respiro del Deserto, in Egitto.

Torniamo a parlare di Egitto, non solo per lo sconsiglio che ne ha colpito una delle principali fonti di reddito, il turismo, ma per una riscoperta, che ha avuto origine dal web. Da Google Earth, per la precisione, e dai suoi utenti che hanno riscoperto il Respiro del Deserto.

Il Respiro del deserto, Desert Breath, una doppia spirale extra large, è un'opera d'arte temporanea, che si trova nel deserto egiziano nei pressi di Hurghada, sulla costa del Mar Rosso, è una doppia spirale extra-grande pezzo d'arte, creata da un team di tre artisti; Danae Stratou, scultore, Alexandra Stratou, design industriale, e Stella Constantinides, architetto.

L'opera, completata il 7 marzo 1997, si estende su una superficie di circa 100.000 metri quadrati, e si compone di 89 coni sporgenti di dimensioni sempre più grandi, che trovano il proprio contraltare in una spirale di 89 coni scavati nel terreno, anche questi sempre più profondi.

Al centro dell'opera, un corpo d'acqua dal diametro di 30 metri, che (ovviamente) da allora è evaporato. Niente di strano, perché l'opera è stata progettata proprio per essere temporanea. La naturale erosione sta riportando il sito alla sua forma originaria; una piana desertica.

In questi giorni l'opera è stata "riscoperta", grazie alle immagini di google earth, e delle fotografie geo localizzate; e c'è qualcuno che ha anche creduto ad una sua origine extra-terrestre.

Il fatto è, che l'erosione ha fatto il proprio lavoro, ma non con la velocità che si credeva. E oggi, il Respiro del Deserto, appare più consunto e fragile che 17 anni fa, ma più inserito nel contesto naturale. Insomma, ora sembra proprio che si trovi a proprio agio, nel deserto egiziano.

desert breath in egitto

Foto Wikimedia Commons.

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