Una mini-guida del Parco Rainbow MagicLand

Rainbow MagicLand panorama

Dopo la falsa partenza dell’inaugurazione, e qualche scorrettezza legata alla comunicazione, come le promesse sull’apertura delle attrazioni dal primo giorno, l’annuncio delle chiusure solo sul blog e a 3 ore dall’apertura del parco, o la sezione FAQ dedicata alle chiusure in cui queste informazioni non c’erano; dopo tutto questo, dicevamo, il parco in provincia di Roma, Rainbow MagicLand, ha progressivamente aperto tutte le sue attrazioni, tranne una. Ora possiamo dire che è partito ed è entrato a regime, seppur con qualche comprensibile rodaggio dato dalla prima gestione.

Lo abbiamo visitato, e quindi come promesso ecco una mini-guida con tutte le informazioni per organizzarsi.

Informazioni generali

Rainbow MagicLand si presenta come un vero parco tematico, il primo esempio in Italia di una certa dimensione. Un parco quindi con parate, personaggi che girano, spettacoli, ristoranti, negozi e attrazioni create appositamente. Vedremo poi più in dettaglio, in basso, gli aspetti legati alla tematizzazione.

Per quanto riguarda i criteri di visita, al momento anche solo con il biglieto serale non ci sono problemi per un giro su tutte le maggiori attrazioni, almeno nei giorni feriali e salvo che non si vogliano fare anche tutti gli spettacoli. Nei fine settimana bisogna tenere conto che ci può essere qualche problema di affollamento. Le dimensioni sono rilevanti ma non tali da richiedere una particolare organizzazione per il proprio giro. Si può procedere saltando da un’attrazione all’altra, anche se il grande lago centrale invoglia automaticamente a seguire un percorso circolare.

Tenete poi a mente che l’orario di chiusura non indica l’ultimo momento utile per mettersi in fila su un’attrazione, quindi può capitare che ad esempio la frequentatissima Shock chiuda un tot di minuti prima, per smaltire le code. Da notare inoltre che ci sono tre attrazioni acquatiche, quindi meglio andare muniti di mantellina, che altrimenti si può chiaramente comprare, o al limite si possono utilizzare degli asciugatori automatici a pagamento.

Per quanto riguarda i biglietti, inizialmente veniva dato un buono per un secondo ingreso a 10 euro, data la chiusura di alcune attrazioni. Un’altra promozione vedeva il serale a 15 euro, passati a 19 dal primo agosto. Per quest’anno il biglietto standard dovrebbe rimanere sui 35 euro per gli adulti, 28 il ridotto. Meglio controllare il sito anche per scoprire riduzioni e convenzioni, che non sono poche, a cominciare dal fatto che comprandolo online costa 31,5 euro.

Una Winx e GattobalenoMain streetLo spiazzo alla fine della main streetMain StreetPanoramaMain street


Come arrivare

Il parco si trova esattamente accanto al Fashion District Outlet di Valmontone, per chi conoscesse già la zona. L’uscita dell'A1 è quindi Valmontone per chi proviene da nord, Colleferro per chi viene da sud. Il parcheggio dell’outlet è al momento gratuito, quello del parco costa 5 euro ma tutti i posti sono coperti.

Arrivare con i mezzi pubblici è più complicato, perché la stazione del treno è a una mezz’ora di cammino. Da lì c'è una navetta, ma questa non copre gli orari serali. Un'altra navetta parte da Roma Termini dal giovedì alla domenica, e consente di acquistare alla partenza anche il biglietto del parco, senza sovrapprezzo. Anche in questo caso il ritorno è nel tardo pomeriggio. Sembra comunque che la fermata dedicata del treno si farà, quindi probabilmente già dall’anno prossimo la raggiungibilità del parco potrebbe essere rivoluzionata.

Tematizzazione

Come si accennava, Rainbow MagicLand rappresenta il primo tentativo di parco di una certa grandezza costruito tutto in una volta e secondo un progetto unitario. Il tema di fondo è la magia, legata soprattutto ai personaggi della casa di produzione Rainbow, Winx in testa. Non ci sono aree separate, o mondi, salvo una zona chiaramente identificabile come dedicata ai bambini.

Da questo punto di vista potremmo dire che al momento il progetto è riuscito un po’ a metà: accanto a dettagli di livello elevatissimo, come ad esempio nella main street iniziale o su alcune attrazioni, ci sono poi diverse zone rimaste scoperte, con buchi più o meno grandi che lasciano intravedere troppo il mondo di fuori e il backstage. Problema questo che in parte potrebbe risolversi con la crescita della vegetazione.

Oppure improvvise cadute di stile, come all’ingresso dell’area con le attrazioni per bambini, dove fa bella mostra di sé un’auto vera (!), promozionale, violando la regola non scritta per cui le cose del mondo esterno non dovrebbero entrare nei parchi, almeno in quelli tematici. A parte questo, in questa zona le attrazioni appaiono sistemate in un modo un po’ “da luna park”, cioè non sono immerse in una scenografia unitaria, e spesso sono anche assolutamente prive di una propria.

C’è poi anche il caso intermedio dell’attrazione che presenta il lato frontale fortemente tematizzato, ma di fianco lascia vedere il capannone di servizio che la contiene, con la parte di servizio a vista. Esempio lampante il Castello di Alfea, con il grosso cubo blu che contiene il Planetarium che già straborda dalla facciata, ed è un discreto pugno nell’occhio se visto di lato.

Da rilevare comunque che l’illuminazione serale è molto ben curata, e il parco di notte risulta molto godibile. Se si ha tempo vale quindi la pena provare le attrazioni almeno due volte, una con la luce naturale e una con quella artificiale.

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Attrazioni

Vediamo ora le attrazioni, partendo dalle più grandi. Ce ne sono poi altre per bambini, considerabili in realtà come un blocco unitario, per un totale complessivo di 24.

Shock - The Steam Machine: si propone come la montagna russa di punta del parco. Non delude le aspettative, il percorso è davvero di altissima qualità. Il punto più caratteristico è sicuramente il non-inverted loop, in pratica si sale come se si facesse un giro della morte, ma una prima rotazione fa sì che ci si trovi in cima a testa in su, e una seconda rotazione precede la discesa, peraltro molto forte. Molto interessante anche il lancio iniziale, che avviene non da fermi ma in movimento.

Da notare che ci troviamo di fronte a un raro caso di montagna russa non con le classiche protezioni sulle spalle, ma solo in vita. Questa apparente maggiore libertà di movimento - che ovviamente non altera minimamente la sicurezza - permette sensazioni di stacco dal sedile più intense, in particolare dopo la prima salita e nell’avvitamento finale, che peraltro viene affrontato a velocità non elevatissima.

Bisogna poi sapere che c’è una politica particolarmente severa su ciò che si può portare sopra. Di fatto non si può avere niente in tasca, così come sono vietate le scarpe aperte non allacciate, tipo infradito, ma tenete anche presente che non si può salire scalzi. Era prevista inizialmente una parte iniziale al coperto, ora probabilmente non avrebbe senso chiudere per cominciare nuovi lavori, quindi c’è da aspettarsi che verrà completata l’anno prossimo.

Huntik: un’altra attrazione di ottima fattura e altissimo livello. Ci accoglie con una scenografia esterna imponente, e già dalla stanza di coda e imbarco si possono apprezzare i dettagli della tematizzazione, seppure in parte già leggermente rovinati dai vandali.

Si sale poi su vetture da 8 posti, ciascuna munita di pistola laser per sparare a bersagli che appaiono su filmati in 3D, o a punti luminosi sulle pareti, mentre le vetture seguono la storia immergendosi nei filmati e percorrendo allo stesso tempo un percorso, muovendosi anche su loro stesse in varie direzioni. Un display segna i punti di fronte proprio posto, per gareggiare con i propri amici e con i compagni occasionali di quel giro. Quindi un po’ videogioco, un po’ simulatore, un po’ dark ride, per un risultato finale che lascia davvero a bocca aperta.

Drakkar: bagnatissima e divertentissima attrazione su gommoni circolari, lunga e con tematizzazione molto avvolgente e curata. Si è sottoposti a spruzzi di tutti i tipi, ed è divertente notare come alcuni tratti siano congeniati in modo che da lontano sembra che ci si bagnerà moltissimo, poi quando ci si passa sotto in realtà un po’ meno. Il risultato finale è che si esce comunque zuppi.

Yucatan: altra piacevole attrazione bagnata, si percorrono due salite e due discese su barconi, la seconda anche piuttosto lunga. Poco prima di scendere e creare la mega-onda ci sono due brevi tratti al chiuso, arricchiti da una buona tematizzazione e oggetti che si muovono.

Mystika: torre di caduta di 70 metri, che si propone quindi come la più alta in Italia. Non è di quelle che ti sparano e ti ributtano giù varie volte, ma qui si sale solo una volta, lentamente... lentamente... si aspetta qualche interminabile istante in cima (e si sta davvero in alto) e poi giù all’improvviso per urlare tutto l’urlabile.

Cagliostro: è un percorso veloce su vagoni da quattro posti che ruotano su loro stessi, al chiuso e con qualche effetto di luce. Anche in questo caso la scenografia frontale è imponente, un po’ più triste la zona di imbarco, nel senso che si entra passando un telone svolazzante e lì c’è subito il treno, senza alcuna tematizzazione interna.

L'Olandese Volante: tipica montagna russa familiare, con percorso variegato e senza figure estreme. Anche in questo caso c'è una ricca scenografia d’ingresso, ma è più scarna la tematizzazione dell’attrazione in sé. Un difetto è che i treni sono un po’ rigidi nella seduta, ma niente di particolarmente fastidioso.

Bomborun: altra montagna russa familiare, più piccola dell’Olandese e con un tema più infantile, ma non per questo da snobbare come “da bambini”. Simpatica anche la protezione, un po’ più sulle gambe che in vita, che toglie i canonici punti di riferimento per aggrapparsi.

Believix: fortemente criticata da molti, in effetti questa dark ride sospesa lascia un po’ perplessi. Magari i bambini riusciranno lo stesso a immergersi nel Winx-mondo, ma da adulti non potremo non notare dettagli come quadri elettrici, un’enorme porta di servizio e addirittura una scala appoggiata in terra. Ma più in generale, in diversi punti tutto sembra molto statico e semplicemente attaccato alle pareti, manca quel senso di immersione che dovrebbe dare un’attrazione di questo tipo.

L'Isola Volante: piattaforma panoramica che sale lentamente grazie a un gigantesco braccio che la sorregge, e altrettanto lentamente ruota su se stessa. Permette di godere di un bel panorama di tutto il parco.

Maison Houdini: è l'unica attrazione ancora chiusa, quindi non è possibile parlarne in dettaglio. Dovrebbe comunque aprire a breve. Si tratta di una mad house, quindi una “casa magica” con effetti di movimento imprevisti. Chiaramente si ispira alla magia, e si parla anche di un pre-show con un vero illusionista. L’altra cosa che si sa è che sarà sotterranea.

Completano il quadro, come si diceva, le attrazioni per bambini. Della loro tematizzazione si è detto, per il resto c’è la piccola ruota panoramica, una mini-torre dove si sale tirando una cordicella, un’attrazione acquatica, auto a scontro, l’immancabile trittico tazze-brucomela-carosello e altre, per un totale di 13, più un’area gioco e una zona di fontanelle che spruzzano acqua dal pavimento. Attenzione alle restrizioni su altezza ed età, considerate in alcuni casi troppo severe.

DrakkarBomborunHuntik
ShockL'Olandese VolanteShock
BelievixL'Olandese VolantePanorama

Spettacoli, ristoranti e varie

Viene offerto un programma di spettacoli già molto ricco e da parco “maturo”. Il programma viene consegnato alle casse, dove si può quindi decidere cosa andare a vedere. Nuovi spettacoli saranno poi previsti nel Palabaleno, un tendone posto all’estremità opposta rispetto all’ingresso.

Da segnalare poi, almeno per le loro particolarità tecnologiche, i filmati in 3D del Planetarium, arricchiti da movimenti delle poltrone e altri effetti “reali”, e lo spettacolo Bombo, nel Kid show, il teatro dei piccoli. In questo caso si tratta di un video interattivo, azionato da un attore con una tuta speciale che da un’altra sala, nascosta, fa compiere a Bombo le azioni richieste.

Anche il lago centrale viene sfruttato per un paio di spettacoli, con tuffi e moto d’acqua, e oltre al citato teatro dei piccoli ce n’è anche uno più grande, con al momento uno spettacolo che ha come protagonista Gattobaleno, la mascotte del parco. Non poteva poi mancare una parata di personaggi e carri, che attraversa il parco ogni giorno alle 19,15.

Anche il numero di bar e ristoranti è notevole, da grande parco. L’offerta spazia dal fast food al più raffinato Maniero, in riva al lago. I prezzi variano chiaramente a seconda del posto, ma non sono molto più alti rispetto al mondo esterno. Ci sono infine diversi negozi, alcuni all’uscita delle attrazioni più grandi, con gadget dedicati, altri più generici.

Da segnalare anche una grande area pic-nic, per rilassarsi e mangiare. Rispetto alle inaugurazioni lasciava un po' perplessi la mancanza di zone d'ombra. Ora sono corsi ai ripari (letteralmente) e ne sono installate diverse, sia lungo le code per le attrazioni che in alcuni punti strategici.

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