
Una risposta alla domanda arriva dal Corriere della sera, che riporta le polemiche sul mancato decollo del Bikesharing a Roma spiegando i motivi dello scarso consenso che le biciclette a noleggio hanno riscosso.
Intanto le tessere per poter noleggiare i cicli del Bikesharing (dal costo di 10 euro, 5 per la tessera e 5 come prima ricarica) potrebbero essere acquistate in sole 10 biglietterie Atac autorizzate, dislocate nelle stazioni della metro A e B (Termini, Lepanto, piazza di Spagna, Anagnina, Ottaviano, Cornelia, Battistini, Ponte Mammolo, Eur Fermi, Laurentina). Il servizio sarebbe poi vietato ai minori, rendendo impossibile ad una famiglia con ragazzi al seguito di pedalare per la città.
Uno degli altri punti deboli del Bikesharing a Roma sarebbe l’impossibilità di utilizzare la carta di credito, come invece avviene a Londra e Parigi ed anche a Milano, dove il sistema è stato molto semplificato: ci si registra online si paga con la carta di credito, ricevendo un codice numerico che poi potrà essere digitato sulle apposite colonnine per sganciare la bicicletta e pedalare via.
Sembrerebbe una soluzione ragionevole e ottimale… Oppure no?
grantada
07 apr 2011 - 21:30 - #1faccio il confronto con Milano…
bisogna iscriversi su internet o via cellulare, acquistare un abbonamento settimanale, giornaliero o annuale (tutti costosi secondo me), e poi si hanno 30min gratis e poi si paga a tempo.
esempio giornaliero: 2,50 e dopo 30min si pagano 0,50, cioè un ora di bici 3 euro!
non mi paiono cifre competive per una città che soffoca tra cemento e smog ed è invasa dalle auto
sssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssss
07 apr 2011 - 22:13 - #2perchè è un casino per prenderla, lo stesso il car sharing ! cavolate per ecotonti ! ci vuole una buona rete di mezzi pubblici capillare + no-carro-bestiame altrimenti auto e suv a go go !
max_shining
11 apr 2011 - 09:30 - #3Il bike-sharing a Roma ha avuto due fasi.
La prima, “sperimentale”, affidata alla ditta spagnola CEMUSA la seconda affidata all’atac.
Durante la prima fase durata soltanto un anno, le cose funzionavano anche se le stazioni erano dislocate soltanto in centro storico; la prima mezz’ora era gratuita, le bici si trovavano abbastanza facilmente e se c’erano problemi nelle stazioni, vedi manutenzioni o inciviltà varie (trovai una stazione circondata da auto dove non era assolutamente possibile prendere il mezzo), potevi chiamare il numero verde dove non solo ti rispondevano, ma dopo poco tempo risolvevano anche!
Personalmente utilizzavo moltissimo il bike-sharing romano: lasciando l’auto vicino al centro, ti potevi spostare tranquillamente con le due ruote!
Ma la fase era “sperimentale”, purtroppo e con l’avvento della gestione atac, non so per quale motivo, ma il servizio non è stato più tale, crollando miseramente!
Tolta la prima mezz’ora gratuita (condizione obbligata per un bike-sharing, altrimenti diventa un bike-renting!), in breve tempo sono state tolte anche molte biciclette dalle stazioni, quelle rimaste, nella maggior parte dei casi, inutilizzabili!
Spesso mi ritrovo a camminare in centro storico, ed assistere mestamente allo spettacolo di stazioni bike-sharing vuote, senza neanche una bici, con motorini parcheggiati o peggio, auto!
Per una città come Roma, questo potrebbe essere un servizio ’svolta’ e sia per i turisti che per i romani stessi!
Aggiungere stazioni bike-sharing vicine alle stazioni metro ed in zone limitrofe il centro (San Paolo, st.Trastevere, P.ta Cavalleggeri, Prati, zona Flaminio, Nomentana, San Lorenzo, San Giovanni, Colosseo, per esempio!); tornare alla sacrosanta mezz’ora gratuita; facilità nell’emessione e ricarica della card; manutenzione delle biciclette e comunicazione con i gestori del servizio, potrebbero non solo far “volare” questo servizio nella capitale, ma risolvere molta della mobilità all’interno del centro e zone limitrofe per gran parte dell’anno!!
La sensazione è quella di una risorsa importantissima, non utilizzata!!
riccardo8888
11 apr 2011 - 13:40 - #4spesso ci passo vicino….e mi viene quasi voglia, per poi non capire come si fa….nel senso che non è pubblicizzato gran che il modo in cui si “noleggiano”