Quattro storie dalla Florida e da Fly2Miami: Maximo Gomez Park a Little Havana

Quattro storie dalla Florida e da Fly2Miami: Maximo Gomez Park a Little Havana

Seconda parte delle nostre storie dalla Florida e da Miami. Ieri vi ho raccontato di Robert, oggi facciamo un giretto a Little Havana, o meglio, La Pequeña Habana. Un quartiere di Miami eletto a domicilio fin da prima degli anni '60 del secolo scorso da migranti ed esuli cubani. Ehi: quanti di voi hanno già pensato al film Scarface?

Penso in tanti, soprattutto tra i più giovani: vi ricordate la sequenza iniziale nella quale si mostra l'Esodo di Mariel, una migrazione di massa dall'isola governata da Fidel Castro avvenuta nel 1980, quando circa 125mila cubani presero il largo per sbarcare in Florida? Ecco: quello era l'ultimo capitolo.

L'ultimo capitolo di qualcosa iniziato molto tempo prima. Fin dalla salita al potere di Castro nel 1959 furono centinaia di migliaia i cubani che emigrarono dall'isola. Ma in realtà si parte ancora prima, dalla fine del secolo precedente, quando intorno al 1880 l'industria dei sigari sbarcò a Miami...

Quattro storie dalla Florida e da Fly2Miami: Maximo Gomez Park a Little Havana
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Miami che al tempo non è assolutamente paragonabile alla metropoli di oggi. È una città radicalmente differente: esiste un'ottima voce su wikipedia - in inglese - che racconta della "cuban migration to Miami". E si parte proprio da quegli anni, dalla fine del XIX secolo.

Il grosso però, sarebbe arrivato dopo, a partire dagli anni cinquanta del secolo scorso.


Quando Castro prese il potere nell'isola, nel 1959, oltre 215mila supporter del dittatore Fulgencio Batista volarono negli Stati Uniti. Tra di loro, anche parte della classe dirigente cubana, professionisti, manager, che già conoscevano bene il sistema economico degli States. Altri erano parte del ceto medio cubano, composto principalmente da operai specializzati sindacalizzati, ma non solo, anche liberi professionisti, e tute blu. A causa delle restrizioni vigenti a Cuba per l'espatrio di uomini in età di leva, le donne e i bambini sotto i quindici anni di età furono la maggioranza dei migranti in America. (...) l'amministrazione Eisenhower riconosceva a questi migranti lo status di rifugiati politici e proseguì la tradizione di asilo a chi fosse in fuga da un Paese comunista. Eisenhower diede il via anche al Cuban Refugee Program (CRP) che garantiva ai migranti l'accesso alla sanità pubblica, assegni mensili, cibo, prestiti speciali per gli studenti

Chi arrivò in quegli anni era ancora "fortunato". Nel 1980 l'esodo di Mariel portò personaggi ben diversi a Miami e nella Dade County. Tra i 120-125 mila migranti, c'erano anche personaggi "indesiderabili". Principalmente criminali e pazienti di strutture psichiatriche che Castro pensò di spedire negli Usa.

Il numero esatto di questi soggetti non è mai stato definito con certezza, le stime vanno da 7.500 a 40.000 persone. Il dato normalmente ritenuto più attendibile arriva da un documento del Congresso datato 1991 nel quale si stima che circa il 10% dei murielitos, fosse parte degli "indesiderabili"

Molti dei criminali finirono poi in galera negli States: che volevano rispedirli a Castro, il quale però rifiutò in gran parte la restituzione della indesiderata fascia sociale che chiamava "scum", feccia. Col passare degli anni le acque si calmarono: il censimento del 2000 rilevò che a Miami e nella Dade County il 59,2% degli abitanti parlava spagnolo.

Oggi Little Havana è ancora il centro della vita per molti cubani a Miami, oltre ad essere un importante polo culturale. Con alcuni angoli ormai entrati nella storia come il Maximo Gomez Domino Park - 801 SW 15th Ave - dove a ogni ora del giorno si ritrovano pensionati del posto per giocare a domino o scacchi.

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