E' Shanghai la città del film #Lei

"Her" sta per uscire anche in Italia ("Lei"), l'ultimo film di Spike Jonze, candidato a 5 premi Oscar e vincitore del Golden Globe per la migliore sceneggiatura. Guardandolo in anteprima ci siamo interessati alle location. Ecco dove è stato girato.

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Non ci sono solo grandi interpreti come il gigantesco Joaquin Phoenix, Amy Adams, Rooney Mara e Olivia Wilde. Oltra alla voce calda del sistema operativo Samantha, che nella versione originale (che consigliamo vivamente), è di Scarlett Johansson (candidata all'Oscar come voce), c'è colonna sonora degli Arcade Fire.

Dentro #Lei c'è un altro elemento fondamentale nel film curioso, autobiografico e un po' folle di Jonze. La scelta delle location. Per proiettarci in un futuro molto credibile, il regista ha scelto oltre a Los Angeles, di girare due settimane a Shanghai.

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Chi è stato nell'avveniristica megalopoli cinese, può facilmente intuire il perché. Gli orizzonti ultramoderni, la skyline dei grattacieli e quella cappa ovattante che tutto avvolge sono elementi perfetti per raccontare una storia del genere.

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Interessante notare come Jonze sia stato molto attento a non inquadrare la Shanghai più nota al mondo occidentale. Quella del "vecchio" Bund per intenderci. E ancora di più quella che si affaccia dal Bund su Pudong (il quartiere finanziario) sull'Huangpu.

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Questo perché certi profili sono ormai diventati simbolo della Cina. E nel film è necessario sospettare di essere ancora a Los Angeles (un trucco orientale omaggio a Blade Runner di Ridley Scott, che scelse Osaka per la sua L.A. apocalittica). Tuttavia è facile riconoscere gli elementi tipici di Pudong.

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La macchina da presa riesce a non fotografare l'Oriental Pearl Tv Tower, ormai famosissima in tutto il mondo, ma cede nel finale davanti al "cavatappi" del World Financial Center (uno dei grattacieli più alti del mondo).

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Un'altra cosa che colpisce nel taglio di molte scene, è il ritratto "alla finestra". Con evidente richiamo a "Lost in translation" della ex-coniuge Coppola (che optò per Tokyo), tante sono le immagini della solitudine davanti alla megalopoli brulicante.

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Niente di più autentico. Prendere una camera a Shanghai significa dormire sospesi nel vuoto, con un mondo ai tuoi piedi che sembra lontanissimo.

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Spesso questa immagine è proprio legata al letto, che non a caso è posizionato accanto ai giganteschi cristalli delle torri in cui si vive, si dorme, si sogna o si ha molta insonnia.

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Infine merita un approfondimento la volontà di lasciare quella luce "opaca", "gialla", tipica dello smog asfissiante e paralizzante della Cina moderna.

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E dire, che nei rari di giorni di sereno autentico, la città cambia completamente, diventando improvvisamente nitida. Proprio come se si svegliasse da un torpore tecnologico.

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by @RondoneR - Foto | © by Rondone® & screenshots by Leiilfim

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Shanghai location di #Her


Shanghai location di #Her

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