Paese che vai, Carnevale che trovi: ai Caraibi ancora Shrove Tuesday


Il colore delle isole caraibiche, in contrasto con il bianco della spiagge immacolate e il verdazzurro di mare e cielo che si fondono all’orizzonte è lo sfondo perfetto per una festa di Carnevale chiassosa e roboante… proprio come quelle che si svolgono nelle isole di Trinidad e Tobago.

Secondo molti, questo sarebbe il secondo Carnevale più bello del mondo (dopo quello di Rio, di cui parleremo domani) anche per la partecipazione calorosa della popolazione, che scende in piazza mascherata, soprattutto con i tradizionali costumi da asino, diavolo e brigante. L’usanza, d’altronde, è molto antica e risale all’epoca coloniale, quando questo periodo era l’unico in cui era consentito alla popolazione assoggettata di prendere in giro i potenti anche mediante travestimenti.

Anche alle Isole Vergini, e soprattutto a St.Thomas, ogni anno il Carnevale viene rispettato e festeggiato, fin dal 1911, quando Adolph ‘Ding’ Sixto, di ritorno entusiasta da Rio, ne importò le tradizioni e il folklore.

La prima volta che venne festeggiato, fu nel 1912, in onore della ricorrenza di San Valentino (il 14 febbraio) con gare sportive in barca, bicicletta, ma anche caccia al maiale e semplice lancio di confetti. In seguito si crearono le uniformi ufficiali del Carnevale locale, che ogni anno venivano fatte sfilare a cavallo.

Oggi la festa è un po’ ritardata rispetto alla nostra, cade, infatti, le ultime due settimane di aprile, ed è caratterizzata dalle band musicali e dai suoni del calypso, il genere musicale locale, con concerti che tirano fino all’alba e attirano turisti dagli States (ricordate che le Isole Vergini sono territorio Usa!) ma anche dal resto del mondo.

Foto | Flickr

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