Paese che vai, Carnevale che trovi: a New Orleans è Mardi gras


Eh sì, non abbiamo sbagliato la traduzione: nonostante si trovi negli States, la città di New Orleans, nel periodo di Carnevale (che viene chiamato significativamente ‘madness’) parla francese: furono, infatti, gli esploratori francesi di fine ’600 i primi a importare oltreoceano le usanze festaiole del Carnevale parigino, che poi armoniosamente si fusero con elementi creoli come danze tribali e riti indigeni, dando origine al pazzo Carnevale che conosciamo oggi.

Il culmine sono ovviamente le celebrazioni del martedì grasso, che qui si festeggiò ufficialmente per la prima volta nel 1827 e nel 1833 un ricco proprietario terriero locale, tale Bernard Xavier de Marigny de Mandeville decise di finanziare una grande parata che da allora ha luogo ogni anno, fatto salvo un breve periodo nel XIX secolo e gli anni tra le due Guerre Mondiali, in cui la Chiesa proibì ogni tipo di festa, perché ricordava troppo da vicino i Lupercalia orgiastici dell’antica Roma.

Nel 1872, però, in occasione della visita del Granduca di Russia Alessandro Romanoff, grande amante del Carnevale, i festeggiamenti furono ripristinati e proprio in suo onore venne istituita la figura del Re Carnevale, con tanto di corte e servitú, che nel pazzo periodo dettava legge in città.

Ancora oggi le feste qui vengono preparate scrupolosamente con mesi di anticipo e con ingenti investimenti in carri, sfilate di maschere, bande musicali ed ensemble di ballerini che allietano la popolazione con le loro performance in giro per la città. La sfilata dei carri, in particolare, è il momento piú atteso, tanto che se si vuole avere un posto in prima fila dal quale ammirare il lancio di dubloni e collane dai caratteristici colori viola, giallo e verde, bisogna alzarsi prestissimo!

Per le strade, inoltre, tutti si mascherano e in questo periodo si possono incontrare anche i cittadini piú rispettabili girovagare vestiti da Dragor o, ancora peggio, esibire null’altro che un perfetto esempio di body art, nel rispetto dell’antica tradizione che vuole il periodo prequaresimale disinibito e senza freni, in onore a Bacco e Venere.

Ogni anno, inoltre, un cittadino modello, Arthur Hardy, aggiorna la cosiddetta Guida al Carnevale di New Orleans, con storie, racconti, aneddoti e curiosità, come la prescrizione, osservata quasi venisse davvero da un medico, di mangiare i King’s cakes: ciambelle decorate da zuccherini colorati di viola, verde e oro, dentro le quali si trova un piccolo bambino di plastica, porcellana o d’oro, che ricorda il Bambino Gesú visitato dai Magi durante l’Epifania.

Foto | Flickr

Vota l'articolo:
4.00 su 5.00 basato su 2 voti.  
  • shares
  • +1
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE DONNA DI BLOGO