Turismo, l'Italia non piace ai BRICS

I difetti dell'Italia che non invogliano i turisti dei Paesi emergenti a visitarla.

Ai BRICS non piace l'Italia. Non sono una popolazione di qualche Paese esotico, ma la sigla che racchiude i seguenti Stati: Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica, ovvero i cosidetti Paesi "ex emergenti" che oggi invece, grazie allo sviluppo economico, stanno emergendo e, soprattutto, stanno viaggiando.

Viaggiano, sì, e anche parecchio. Lo scorso anno da questi Paesi si sono spostati per turismo ben 128 milioni di viaggiatori, assetati di cultura, sapere, bellezze paesaggistiche e architettoniche. Quindi di Italia, direte voi. E invece no. L'Italia non è neanche tra le prime tre mete europee per questi viaggiatori.
A dare la triste notizia, il Ministero dei Beni, delle Attività Culturali e del Turismo, a conclusione di un convegno proprio su cultura, turismo e le strategie da attivare per riqualificare il Paese.

Alla fine del convegno, è venuto fuori un quadro poco piacevole da rimirare. Cioè che l'Italia, nonostante abbia tutte le carte in regola, non riesce a "vendersi". Tre sono i principali difetti e che rendono il Bel Paese un brutto Paese e poco ospitale: intanto, la mancanza di infrastrutture sul territorio, una promozione e comunicazione delle attività e dei servizi inefficace e una gestione decentrata dei servizi tra Regione, Province e Comuni.

Così, a causa di questa inefficienza, l'Italia perde ogni anno una grande occasione economica e professionale. Due numeri a caso: nel 2012, Brasile, Russia, Cina, India e Sudafrica hanno speso nelle loro mete turistiche - principalmente Austria, Germania, Spagna e Francia - 107 miliardi di euro. Una bella somma. Tocca investire sul turismo, quindi, anche perchè porterebbe nel medio termine, ben 900 mila nuovi posti di lavoro.

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