Mentre Maroni lancia l'allarme sbarchi dalla Tunisia, già si parla di tornare sulle spiagge di Djerba

Animazione a Djerba
Dico la verità, mi ha fatto un certo effetto ascoltare domenica in TV il Ministro Maroni parlare della situazione in Tunisia, prefigurando scenari da caduta del muro di Berlino, e leggere sul web della missione del Ministro Frattini, organizzata in quattro e quattr'otto, per concordare azioni con il governo tunisino, non ha fatto altro che confermare l'idea che questa volta Tui Travel e Thomas Cook si siano mosse con troppo anticipo, annunciando il ritorno dei vacanzieri in Tunisia dal 2 marzo.

E invece leggo oggi di una dichiarazione dell'ASTOI, l'associazione dei tour operator italiani, che mi lascia alquanto perplessa: "La Farnesina, a seguito degli sviluppi positivi della situazione in Tunisia, con un miglioramento del contesto di sicurezza e seguendo anche l'esempio francese, ha rimosso lo sconsiglio da Djerba e dalle località della costa".

In effetti sul sito Viaggiare Sicuri, restano sconsigliati i viaggi nelle regioni interne del paese, lasciando intendere che sulla costa e a Djerba siano state ripristinate le condizioni di sicurezza perchè i turisti possano tornare a frequentare le spiagge. Che dire? Non ho voglia di fare dell'ironia su una situazione che per molti è disperata, per cui mi limito al più ovvio dei consigli del prof. Catalano; forse è meglio aspettare per capire cosa stia accadendo da quelle parti.

Foto | Yann_R.

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