Il Ministro Brambilla propone delle modifiche sulla Tassa di Soggiorno

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Ruby a parte, il tema politico del momento è rappresentato dalla riforma federalistica, che approderà in questi giorni in Parlamento, e dalla cui approvazione la Lega ha dichiarato di voler far dipendere la propria permanenza al governo. Su questo tema si innesta la prospettiva di permettere ai comuni di introdurre la Tassa di Soggiorno, una delle forme più visibili di attuazione della riforma.

Si è pensato a questa forma di tassazione per finanziare le esangui casse comunali, dopo che nel nostro paese è stata eliminata l'I.C.I.; non la dovremmo pagare noi residenti, ma i turisti, per cui non ci dovrebbero essere problemi per la sua applicazione (se puoi permetterti una vacanza puoi anche sopportare una piccola tassa in più..), ma forse non è così, visto che gli operatori del settore (primi tra tutti gli albergatori) temono pesanti ricadute negative sul settore, prevedendo molti i comuni utilizzeranno questa possibilità per far cassa (tipo autovelox per intenderci).

Ecco spiegato perchè il Ministro Brambilla ha portato in Consiglio dei Ministri, una proposta per limitare gli effetti di questa nuova tassa, tale che questa diventi una tassa di scopo, per cui i suoi proventi dovranno essere necessariamente reinvesti nel settore turistico; insomma una sorta di deterrente per le amministrazioni dal "grilletto" facile.

Resta però da chiedersi se questa proposta basterà a limitare i possibili eccessi....se le mie strade sono piene di buche, stiamo parlando solo di viabilità? Se in città non c'è un centro anti-incendi, e mi va in fumo tutta la pineta, si tratta solo di protezione dell'ambiente? Andreste mai a visitare Napoli quando si trova in piena emergenza rifiuti? Insomma, forse non è così semplice come sembra far quadrare le ragioni del federalismo e quelle della finanza.

Foto | Mark Strozier.

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