Berlino con Becky: la città della luce


È un viaggio fatto tutto di luci colorate e scintillanti, quello che ho fatto a Berlino, a partire dalle esplosioni di rosso e di verde dei fuochi d’artificio al di qua e al di là della Porta di Brandeburgo… lo sapevate che ai suoi piedi, ogni anno, si svolge un fantasmagorico veglione di San Silvestro al quale migliaia di persone, tedeschi e non, accorrono per salutare l’anno vecchio e accogliere come si deve il nuovo?

E lo sapete che l’ospite d’onore è spesso David Hasselhoff che, oltre a essere famoso come il Michael Knight di Supercar e il Mitch Buchannon di Baywatch, in Germania è un apprezzato cantante, simbolo della caduta del muro con la sua Looking for freedom che risuonava in ogni dove quel 9 novembre di 21 anni fa?

Se invece siete il tipo meno techno e più valzer, meno rave e più ballo di corte, sarà di vostro maggiore gradimento lo Schloss Charlottenburg, il castello dedicato alla regina Charlotte e ultimo baluardo berlinese della potenza della dinastia degli Hohenzollern. I giardini, soprattutto d’estate, vi regaleranno un paio d’ore meravigliose.

Foto | Paolo Corsi

La targa del rogo dei libri in Bebelplatz
Emergendo dalla metropolitana in Alexanderplatz
Berlino dalla torre

Una volta calata la sera e diventato scuro il famoso cielo sopra Berlino, i tigli dell’Unter den Linden, l’immenso viale di Berlino est che nel 1961 venne bruscamente interrotto dal muro, si accendono di mille lucine natalizie.

Lungo questo viale di 1.5 km, si apre Bebelplatz, piazza tristemente famosa per il primo rogo ufficiale dei libri considerati sovversivi, messo in atto dai nazisti il 10 maggio 1933. Tra le illustri ‘vittime’ Bertold Brecht, Thomas Mann, Karl Marx: insieme a loro, tra le fiamme, s’incenerivano due secoli di primato culturale di Berlino in Europa. Oggi questo episodio viene ricordato con una targa sul pavimento, che si ha cura di lasciare visibile e pulita anche d’inverno quando nevica.

“Alexanderplatz, aufwiederseen, c’era la neve, faccio quattro passi fino alla frontiera: ‘vengo con te’”. Indimenticabile pezzo di Battiato, ti risuona davvero nelle orecchie mentre esci dal caldo ventre della metropolitana (ve l’ho detto? Anche quella di Berlino è semplicemente perfetta?!) ed emergi nella nebbia di Alexanderplatz, dove ti sembra davvero di scorgere da lontano la mite cameriera che si affretta verso casa sua, a Berlino est.

In questa grande piazza dalla forma incomprensibile l’atmosfera sembra sospesa tra l’ieri e l’oggi: a guardarla bene non si capisce se sia un ambiente avveniristico catapultato qui da chissà quale altro mondo lontano milioni di anni luce, oppure un vecchio rudere di archeologia industriale che si ostina a funzionare come nulla fosse, un po’ come quelle vecchiette che si imbellettano incuranti delle rughe.

Le uniche cose che vale la pena di descrivere sono, naturalmente, l’orologio con le ore di tutto il mondo, il Welltzeituhr, particolarmente suggestivo se ci capitate il 31 dicembre, perché guardandolo potete immaginare dove si sta già festeggiando il Capodanno, e la Fernsehturm, la torre della televisione, costruita dal regime della Ddr negli anni Sessanta per mostrare la propria potenza… e forse anche per guardare ‘di là’.

Probabilmente ci metterete ore, ma vale la pena pagare il biglietto e prendere l’ascensore fino a quota 203.78 metri e ammirare la città dall’alto: è un’esperienza che non vi deluderà e che, code permettendo, varrebbe la pena di ripetere nelle varie ore del giorno, per vedere il cielo che cambia colore…

Un’altra piazza, che proprio non potete non vedere, è Potsdamer Platz, che dà il nome al quartiere simbolo della rinascita di Berlino dopo la caduta del muro, perché sorge su un’area che all’epoca era tagliata in due proprio da der Mauer. In effetti la Times Square di Berlino, perché questo era all’inizio del ’900 prima che due guerre e due opposti regimi ne rubassero l’anima, oggi ha un volto italiano: quello che le ha conferito il genio del maestro Renzo Piano. Una chicca: pensate che fu proprio in questa piazza che venne installato il primo semaforo d’Europa, era il 1924.

Non posso non terminare il mio racconto con i mercatini di Natale berlinesi perché, anche se sono una realtà estemporanea e non sono grandi e belli come quelli in Baviera, sono comunque affascinanti. Quello che vedete in foto sorgeva lungo la Kurfürstendamm (dove tra l’altro ci sono un sacco di bei negozi) ed era colorato di lebkuchen, profumava di vino caldo e tintinnava di cristallo e legno, come nelle migliori tradizioni.

Girovagando tra le baite prefabbricate, non perdetevi uno spuntino con il classico pretzel con i cicchi di sale grosso, oppure, per un po’ di fame in più, un berlinesissimo currywürst, la cui ricetta originale resta un mistero, come quella della Coca Cola. Pensate che in città è talmente un’istituzione che gli hanno dedicato addirittura un museo con tanto di degustazione e gadget a tema: si trova davanti al Checkpoint Charlie.

L\'Unter den Linden
La Fernsehturm, torre della televisione
A spasso con un pretzel
Potsdamer Platz
Muoversi a Berlino? Con la metro
Il Welltzeituhr, orologio mondiale
Il mercatino di Natale a Kurfürstendamm
Senza parole
Cena a base di currywürst e vino caldo
Schloss Charlottenburg

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