Atterraggi pericolosi: St.Barth, nelle Antille Francesi

Atterrare nel piccolo aeroporto dell'isola di Saint-Barthelemy, nelle Antille Francesi, è un'esperienza che non si dimentica. Ecco in esclusiva per Travelblog, video e foto.


L'Aeroporto di Saint Barth (come la chiamano tutti) ha un nome fantozziano: Jean Gustaf III. Merito di re Gustavo III di Svezia, che ottenne l'isola dalla Francia nel 1784 (la Francia l'avrebbe poi riacquisita nel 1878). E' stato classificato come il terzo aeroporto più pericoloso al mondo.

Il perché è facile da intuire. Si tratta di una sottile e corta lingua d'asfalto (680 metri di pista) in mezzo ad una meravigliosa isola caraibica. Da una parte una collina mica da ridere, dall'altra l'oceano turchese.

Si tratta della principale aviosuperficie dell'isola. E a Saint Barth lo chiamano direttamente Saint Jean, perché sorge nei pressi dell'abitato di Saint Jean, secondo centro dell'isola dopo Gustavia, e zona sicuramente molto elegante e frequentata.

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Il terminal passeggeri attualmente operativo fu inaugurato nel 1984. L'aeroporto è servito da pochi voli di linea e servizi charter, operati da piccole compagnie regionali. Si vola essenzialmente da e per Saint Martin (o Saint Marteen in olandese) che è l'isola più grossa di queste Piccole Antille, dotata di aeroporto internazionale per voli di linea.

Chi vuole raggiungere la perla delle West Indies, e non vuole sciropparsi il lungo tragitto via nave su mare quasi sempre scorbutico, deve prendere questi piccoli aerei per un volo rapidissimo. Sono quasi tutti monomotore Cessna o bimotori Twin Otter. Tipici nei cieli delle Antille.

La Twin Air è la compagnia più impegnata. Gli atterraggi si effettuano quasi esclusivamente da nord (anche se fra le foto noterete uno al contrario) cioé in discesa verso la pista, planando lungo il pendìo della collina retrostante, a bassissima quota.

Il momento dello "scavallamento" è il più emozionante, anche perché le condizioni climatiche come potete intuire sono sempre variabili da queste parti. Vento e pioggia arrivano improvvisamente.

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Se gli aerei arrivano sulla pista a velocità troppo elevata, sono costretti a fare una riattaccata per evitare di finire in acqua. Eppure lo scenario è talmente incredibile, che sono tanti i bagnanti che si appostano nei pressi per ammirare queste operazioni di volo per piloti (e viaggiatori) coraggiosi.

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Soprattutto alla rotonda, sulla collina, dove le macchine si fermano, e i visitatori si fanno le fotografie mentre gli aerei accarezzano le rocce. Guardate voi stessi.

Il consiglio che vi do, da viaggiatore amante dell'aria, è quello di fare questa esperienza. Se volete andare a St. Barth, che è un isola strepitosa. Dai piccoli bimotore godrete un panorama eccezionale, le operazioni d'imbarco vi sembreranno nostalgiche. Sarà come prendere il vaporetto a Venezia. E l'adrenalina sarà superiore alla paura. Garantito.

by @RondoneR - Foto e video | © by Rondone®

Atterrando a St. Barth, Antille Francesi

Atterrando a St. Barth, Antille Francesi

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