Tunisia, il consiglio della Farnesina di astenersi dal viaggiare perdura

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Il 20% del reddito tunisino dipende dal turismo ed i paesi che più scelgono questa meta sono, insieme all'Italia, Francia e Germania. La situazione di tensione che va avanti da metà dicembre segnalata più volte dalla Farnesina sta costando molto. All'inizio il nostro Ministero degli Esteri informava di posti di blocco nel paese e chiedeva collaborazione con le forze dell'ordine.

In queste ultime due settimane gli scontri si sono fatti intensi e la Farnesia, da oramai qualche giorno, sconsiglia caldamente di recarsi nel paese per motivi turistici. Richiede inoltre a chi è presente di rispettare rigorosamente il coprifuoco in corso e di non frequentare Tunisi, Hammamet, Sfax e altre località e di non attraversare l'area centrale e occidentale del paese.

Lo spazio aereo tunisino risulta formalmente riaperto e funzionante durante le ore non interessate dal coprifuoco ma pare che solo Tunis Air sia operativa, dato che le compagnie straniere non ritengono le condizioni di sicurezza accettabili per ripristinare l'operatività. La zona all'estremo sud del paese resta vietata in mancanza di espressa autorizzazione rilasciata dalle Autorità tunisine.

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