Paese che vai, Natale che trovi: la Cina


È curioso considerare il fatto che in Cina quasi il Natale non si festeggi per niente (la comunità cristiana è esigua) eppure proprio da qui arrivino la maggior parte dei gadget natalizi più kitsch, come pupazzi raffiguranti Babbo Natale che ridono o muovono la testa, improbabili abeti di plastica che sciano ecc. ecc.

Comunque, anche se pochi, i cristiani veri (e non quelli della Chiesa fedele al regime) esistono e si preparano al Natale addobbando le case con alberi veri e non, abbelliti da festoni fatti di carta colorata (stile origami) come lanterne, fiori e catenelle che uniscono una parete all’altra della stanza.

Gli addobbi pubblici si trovano soltanto in alcune piazze delle grandi città come Shanghai o Pechino oppure, spesso, nei centri commerciali, templi dello shopping, dato che, per la maggior parte dei cinesi, il Natale è una festa del consumismo e un’occasione per fare regali e gli addobbi vengono proposti a esclusivo uso e consumo degli occidentali.

I bambini cristiani, comunque, la notte del 24 aspettano Babbo Natale, che qui si chiama Ding Che Lao Ren (letteralmente ‘vecchio uomo di Natale’), e soprattutto aspettando i suoi doni. Da qualche parte, inoltre (ricordate che la Cina è un vero e proprio continente!) si usa ancora andare di casa in casa per i canti natalizi e uno dei più popolari è l’intramontabile Jingle Bells.

Infine, c’è da dire che anche i non cristiani festeggiano il Natale in questo stesso periodo, solo che lo festeggiano come Festival di primavera: si riuniscono a tavola per ricchi pranzi con le loro famiglie e rivolgono un pensiero e una preghiera per i parenti defunti e gli antenati.

Foto | Flickr

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