Paese che vai, Natale che trovi: in Argentina è Feliz Navidad

Sapete qual è la principale differenza tra il Natale festeggiato da noi e il Natale come lo festeggiano in Argentina? Semplice! Laggiù, infatti, dicembre è un mese di estate piena e questo vuol dire un Natale fatto di caldo, sole e, perché no, mare!

Vi stona, vero? Eppure è così: pensate che addirittura l’albero di Natale è di plastica, perché un abete vero, ammesso che se ne trovino a certe latitudini, non resisterebbe a quella temperatura, addobbato di tutto punto, per 15 giorni!

Comunque in Argentina solo recentemente si è iniziato a scambiarsi regali per Natale: prima la festa più sentita era l’Epifania ed erano i Re Magi a portare doni ai bambini, che sistemavano le scarpe fuori dalla porta accanto a un catino d’acqua e qualche filo di biada per rifocillare i cammelli.

La tradizione dei doni lasciati nelle calze o nelle scarpe, che provengano da Babbo Natale, Gesù Bambino, Santa Klaus o la Befana, come avrete ormai capito, è comune a tutti i Paesi del mondo e ha un significato simbolico: ciò che mettiamo ai piedi, infatti, pone in comunicazione l’uomo con il suolo e crea un legame con il sottosuolo magico.

Il 6 gennaio, poi, in Argentina i festeggiamenti continuano gustando la rosea de los Reyes: un ciambellone all’interno del quale vengono nascoste uova sode e piccole bamboline. Tornando indietro al Natale, infine, c’è da sapere che alla vigilia si osserva il digiuno rituale, rotto alla mezzanotte, dopo la Messa che celebra la nascita del Signore, con un bel piatto di asado (carne alla brace), o carbonada criolla, ma il brindisi augurale è a base di panettone e spumante.

Foto | Flickr

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