Paese che vai, Natale che trovi: in Russia è С Рождеством


Per non ingrassare troppo durante le Feste, si potrebbe ‘prevenire’ il problema seguendo il rito del digiuno del Natale ortodosso che si celebra in Russia: si tratta di un periodo in cui si prega molto e si mangia di magro tutti i mercoledì e i venerdì.

Il Natale, per gli ortodossi, cade il 7 gennaio e venne quasi a coincidere con il Capodanno, dopo che Pietro il Grande nel 1700 fece pubblicare il suo uzak in cui stabiliva che l’anno non sarebbe più iniziato il primo settembre com’era stato fino ad allora, ma il primo gennaio.

Quando arriva la vigilia o Koliady, il digiuno è assoluto: si prepara la tavola cospargendola con del fieno per ricordare che Nostro Signore è nato in una mangiatoia e si copre con una tovaglia bianca, simbolo di purezza. Dopo di che, la portata principale è il socivo, una pappa di cereali, mandorle e semi di papavero.

Prima della cena, però, si trascorre la giornata a farsi complimenti e confidenze e si va di casa in casa cantando elogi alla nascita di Cristo e portando con sé una stella, cioè una candela accesa. La gente che accoglie in casa i koliadanti li premia con dolci ricompense.

Tradizionalmente la fine del digiuno è segnata dall’esposizione in chiesa dell’icona del Natale e di un cero, che simboleggia la luce della cometa che guidò i Magi fino a Gesù. Come le chiese, in questi giorni anche le case sono addobbate per le Feste: oltre al solito albero, elka, che in realtà si fa per l’anno nuovo, compaiono ghirlande con pesci e pecore, vari animali che richiamano Cristo.

Per tutto il periodo natalizio, infine, si tengono balli in maschera, canti, girotondi, cene di beneficenza (offerte dai più abbienti), visite a parenti e amici anche lontani o che non si vedono da tanto tempo. Su tutte queste tavole, obbligatoriamente dovranno essere servite 12 portate di buon augurio.

Foto | Flickr

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