
Che fascino l’augurio di Buon Natale in gaelico! In Irlanda, Paese profondamente cattolico, le celebrazioni natalizie non sono molto diverse dalle nostre, anche se si confondono ormai con ritualità folk e tradizioni tipicamente nordiche.
Il cenone della vigilia, ad esempio, è rigorosamente di magro e uno dei piatti tipici è la zuppa di ostriche. La sera del 24 i bambini più piccoli sistemano sul davanzale della finestra una candelina appoggiata in una rapa o in una piccola zucca decorata con ramoscelli verdi, per illuminare il cammino di Maria e Giuseppe che, come sappiamo, non riuscirono a trovare ospitalità, tanto che Gesù dovette nascere in una stalla.
I bambini, infatti, che sono gli esseri più innocenti, sono più vicini a Gesù e secondo un’antica credenza, pare che i neonati che vengono al mondo proprio nella notte Santa, abbiano un posto in paradiso già ‘assicurato’.
Dopo la cena, tutta la famiglia aspetta di recarsi in chiesa per la messa e la veglia natalizia con giochi tradizionali come lo snapdragon, che consiste nel dover afferrare il numero più alto possibile di mele galleggianti in un contenitore pieno di alcol o rum infiammato. Le veglie notturne, a volte, possono durare fino all’alba o addirittura al pranzo del giorno successivo.
Anche il 26, giorno della memoria liturgica del martirio di Santo Stefano, si dà vita a una (finta) caccia allo scricciolo. Pare sia stato proprio il volo di questo uccellino, infatti, spiccato da un cespuglio, a rivelare la presenza del Santo nascosto e a causarne la cattura.
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