Black list delle compagnie aeree: i commenti

Il Tempo riporta questa nota a proposito delle liste nere che mettono al bando un centinaio di compagnie aeree poco sicure, elencate dalla black list unica dell'Unione Europea.

Piu' di metà delle compagnie hanno origine nella Repubblica Democratica del Congo (ex Zaire), dove le autorità hanno difficoltà a stabilire un sistema di norme per la sicurezza e, oggi come oggi, si vedono barrate tutte le compagnie nazionali tranne una.

NAIROBI — L'associazione delle compagnie aeree africane (Afraa) ha definto «inappropriata» la lista nera dell'Unione Europea che vieta a 92 compagnie aeree ritenute a rischio, per la maggior parte africane, di volare sui suoi territori. «La quasi totalità delle compagnie aeree (che figurano nella lista) non volano in Europa e non rappresentano un pericolo laggiù. Questa lista quindi è inappropriata», ha detto il segretario generale di Afraa, Christian Folly-Kossi. «È come vietare la circolazione dei Matatus (trasporti pubblici del Kenya rinomati per la loro pericolosità) in Europa», ha aggiunto il segretario. Delle 92 compagnie aeree citate nella lista, resa nota ieri da Bruxelles, 85 sono africane. «Il messaggio che si vuole dare con questa lista è: rischiate ogni volta che viaggiate con una compagnia africana. O Meglio: siete al sicuro solo se viaggiate con compagnie occidentali. È una campagna di concorrenza sleale», ha detto indignato Folly-Kossi.

Afrik.com racconta però l'altra faccia del provvedimento. Ad esempio le dichiarazioni di Gérard David della Federazione internazionale delle vittime di incidenti aerei, stupefatto dall'assenza di vettori del bacino mediterraneo "dati i recenti problemi che hanno visto passeggeri rifiutare il decollo e lasciare gli aerei". La lista nera non comprende le grandi destinazioni turistiche nè i potenziali compratori di Airbus.

Inoltre, molte delle compagnie sulla lista non esistono nemmeno piu', come nota Office fédérale de l’aviation civile (OFAC), o non volano nello spazio aereo europeo dove però potrebbero in qualsiasi momento rientrare volando per conto di altre compagnie con diritto di volo in Europa, come spiega Jacques Barrot.

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