The Economist elegge l'Uruguay come Paese del 2013

Riforme sociali ma anche bellezze naturalistiche: ecco le caratteristiche che hanno reso l'Uruguay Paese dell'anno per The Economist.

“Modesto ma audace, liberale e amante del divertimento, l’Uruguay è il nostro Paese dell’anno: ¡Felicitationes!”. Questa è la motivazione con cui The Economist ha assegnato all’Uruguay il titolo di Paese simbolo del 2013. A motivare tale scelta, le numerose riforme sociali introdotte dal presidente Josè Pepe Mujica, come le nozze omosessuali, ma anche la crescita economica.

Una crescita dettata in buona parte dal turismo, grazie alle bellezze naturali di questo Stato dell'America meridionale che, nonostante le sue dimensioni ridotte rispetto ad altri Stati del Sudamerica ha molte cose da visitare. Tra queste, Montevideo, la capitale, diversa dalle altre città per quell'impronta europea che si porta ancora dietro dal periodo colonialista. Una splendida città che affaccia sul mare, con le sue spiagge e località balneari di fama internazionale.

L'interno dell'Uruguay è invece più collinoso ed è la terra dei gauchos, per gli amanti del turismo più rurale: qui potrete cavalcare tra colline, laghi e foreste. La zona interessata dal Río de la Plata e il Río Uruguay comprende molte città coloniali, come Colonia (del Sacramento), dichiarata patrimonio dell'UNESCO, con le sue vie strette lungo le quali sono allineati edifici imbiancati a calce. Per gli amanti dei musei  e dell'archeologia, non può mancare una tappa a Paysandú, seconda città del paese per dimensioni.

Altra imperdibile meta è  Punta del Este, località molto famosa per le sue bellissime spiagge costeggiate da palme e per la sua vita mondana, ma anche per "La mano", originale scultura a forma di mano appunto che si trova su Playa Brava.

Spiagge, fiumi, laghi, ma anche buona cucina: imperdibile qui è la carne, prelibatissima, esportata in ogni parte del mondo ed altri piatti tipici che si avvicinano molto alla cucina europea.

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