Inquinamento: i 10 luoghi al mondo dove non andare mai in vacanza

La classifica del luoghi più inquinati del mondo secondo Green Cross e Blacksmith Institute.

Discariche a cielo aperto, fiumi tossici oppure città dove non si vede al di là del proprio naso per via dello smog, o ancora non-luoghi dove l'aria è satura di scorie radioattive. Sembrerebbero location dove ambientare film sulla fine del mondo, e invece sono luoghi realmente esistenti sul Pianeta Terra, posti dove è meglio non passarci nemmeno per sbaglio, nonostante purtroppo ci vivono - e muoiono - migliaia di persone a causa dell' inquinamento.

A stilare questa triste classifica sono stati i ricercatori dell' organizzazione ambientalista Green Cross assieme al Blacksmith Institute che dal 2007 aggiornano questa amara black list sulla base di rilevazioni effettuate in oltre 3 mila siti a rischio.
Quest'anno c'è una new entry: si tratta di Agbogbloshie, città africana alle porte di Accra, capitale del Ghana. Una gigante discarica nella quale finiscono più di 215 mila tonnellate di rifiuti elettronici, buona parte provenienti dall'Europa. Piombo e cadmio invece sono i principali inquinanti che si trovano a Kabwe, nello Zambia, prodotti dall'estrazione e dalla lavorazione del piombo.

Ci sono poi zone che dal 2007 restano ferme nella top ten: è il caso di  Chernobyl, in Ucraina, dove nel 1986 si verificò uno dei più gravi disastri nucleari della storia; qui ancora oggi migliaia di persone si ammalano e muoiono di tumore, senza considerare la percentuale di bambini che nascono con malformazioni. Segue Norilsk, una città mineraria della Siberia dove a causa dell’esposizione costante all’anidride solforosa e al nichel l’aspettativa di vita è più bassa di dieci anni rispetto al resto della Russia.
Sempre restando in Russia, a Dzerzhinsk le migliaia di sostanze chimiche altamente tossiche presenti nell'acqua e nel sottosuolo la rendono una delle città più inquinate del Pianeta.

Un'altra discarica a cielo aperto è Hazaribagh, in Bangladesh: qui le concerie gettano in acqua oltre 22 mila litri cubi di rifiuti tossici ogni giorno e gli abitanti respirano tossine cancerogene ricavate dagli scarti del cuoio bruciati.
Veleni su veleni li troviamo nella regione di Kalimantan, nel Borneo indonesiano, dove per separare la polvere d’oro dalla terra vengono bruciate migliaia di tonnellate di mercurio,  oppure le acque del Delta del Niger, devastato dagli scarti degli oleodotti delle multinazionali che riversano ogni anno 240 mila barili di greggio. Il fiume più inquinato del mondo si trova però in Indonesia ed è il Citarum River, le cui acque sono completamente ricoperte dai rifiuti e purtroppo ancora utilizzate per usi domestici.

La classifica si chiude con un altro fiume che si trova in Argentina: il Matanza-Riachuelo, sulle cui coste si trovano numerose fabbriche chimiche e manifatturiere che scaricano migliaia di tonnellate di materiali di scarto. Le ultime analisi delle acque rivelarono una quantità di zinco, piombo, rame, nichel e cromo superiori ai limiti consentiti.

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