Passeggiare lungo, sopra, tra, in mezzo, (sotto?) i confini a Baarle, la città con il doppio passaporto


I confini, da sempre, sono una cosa seria; per i confini appena tracciati sotto le pendici del Palatino, un fratello uccise un altro fratello, per impedirne l'attraversamento sono stati innalzati Muraglie lunghe migliaia di chilometri, e muri che hanno diviso famiglie ed amici. Per un confine sono scoppiate guerre e sono stati firmati trattati di pace; per confini mai segnati, o segnati male, ancora oggi, Stati si armano contro Stati.

E in Europa c'è un paese, Baarle che ha il doppio passaporto, e si chiama Baarle-Hertog, quando si sta in Belgio, e Baarle-Nassau, quando si sta in Olanda. E' uno strano paese, dove invece di girare con il naso all'insù per ammirarne i palazzi o le chiese, si gira con gli occhi puntati a terra per non perdere il confine, che divide a metà una strada, si infila per un vicolo, svolta senza avvertire a destra, lasciando il dubbio di essersi persi. Unico indizio, i numeri civici sugli usci.

L'exclave di Baarle-Hertog costituisce il caso più complicato di exclave situata in territorio europeo. Al comune belga di Baarle-Hertog appartengono difatti ben 22 exclaves in territorio olandese all'interno del comune di Baarle-Nassau, e alcune di queste exclavi contengono ulteriori sette exclavi, questa volta olandesi.Il confine è così articolato che alcune case sono divise tra due nazioni. In passato, quando la legge olandese prevedeva per i ristoranti un orario di chiusura anteriore a quello belga, alcuni esercizi posti sul confine risolsero il problema semplicemente facendo cambiare tavolo ai clienti. Wikipedia.

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