La Compagnia italiana di navigazione pronta ad acquistare la Tirrenia


Non è un buon momento per la Tirrenia, la compagnia di navigazione della Fintecna (e quindi del Ministero dell'Economia, e quindi dello Stato) che dal 12 agosto di quest'anno si trova in Amministrazione Controllata e, di fatto, rischia il fallimento.

Non è un buon momento per i lavoratori della compagnia, ai quali è stato annunciata la cassa integrazione dal 1° dicembre al 31 maggio 2011, annuncio a cui hanno risposto con uno sciopero unitario per il prossimo 22 novembre. Ed in questo difficile momento, quando dopo aver cessato di navigare tra Olbia e Genova, la Tirrennia ha annunciato di rinunciare anche alla rotta Bari - Durazzo, che con un'intervista al Sole 24 Ore è stata annunciata l'intenzione della Compagnia italiana di navigazione di presentare un'offerta d'acquisto della compagnia con sede a Napoli.

La CIN ancora non è nata, ma dovrebbe nascere dall'impegno di tre grandi armatori italiani, quali Manuel Grimaldi (Grimaldi Lines), Vincenzo Onorato (Moby Lines) e Gianluigi Aponte (Msc), che con una nota congiunta fanno sapere che l'obiettivo «è quello di strutturare una società autonoma e indipendente, dotata di una propria governance, che possa operare in modo efficiente e orientato al mercato, supportata dal know-how e dalle competenze di tutti i soci, pur senza essere controllata da nessuno di essi".

Cosa è cambiato dall'inizio dell'anno, quando dopo alterne vicende, di tanti pretendenti ne rimase solo uno? Lo spiega Aponte che dichiara "Stavolta sembra che, più o meno, i debiti statali se li accollerà lo Stato". Che abbia capito male io, e che invece della CIN si stia parlando della CAI?

Foto | Anonimo00.

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