L'ENAC studia il taglio degli aeroporti minori

Aeroporto di Perugia
Nell'epoca del federalismo e della liberalizzazione dei mercati, nell'agone degli aeroporti italiani, dove si combatte a suon di compagnie aeree presenti e passeggeri in transito, dovrebbero sopravvivere solo i più forti, i più adatti; ma non è così. Perché all'interventismo, l'assistenzialismo e al dirigismo dello Stato, si è sostituito l'assistenzialismo dei comuni, che pur di vantare la presenza dell'aeroporto internazionale di ...(dopotutto basta arrivare a Tirana o Marsiglia per essere internazionali) prendono il rischio di finanziare e sostenere imprese economiche dalle dubbie capacità di riuscita.

E così accade che nel paese dei mille campanili, e dei 116 aeroporti, lo Stato, per mezzo dell'ENAC, abbia deciso di ripensarci e di intervenire per regolare il settore, sulla base di uno studio che individuerebbe tre categorie di aeroporti: strategici, principali e complementari. Ed è proprio tra questi ultimi, tra quelli complementari, dovremmo cercare quelli a rischio di chiusura.

Una prima scrematura potrebbe individuare gli aeroporti complementari, quelli da chiudere, sulla base dei dati di traffico. Infatti gli esperti pongono l'asticella del break even point sui 500.000 passeggeri movimentati all'anno; sotto questa cifra l'aeroporto andrebbe chiuso, a meno di altre considerazioni, di tipo strategico o politico. Ed allora, confrontando la lista degli aeroporti complementari con quella del traffico passeggeri, gli aeroporti a rischio dovrebbero essere quelli di Siena, Bolzano, Foggia, Crotone, Perugia, Cuneo, Pantelleria, Lampedusa, Brescia, Parma, Pescara, Ancona, Rimini e Forlì.

Foto | Perugia-City.com.

  • shares
  • +1
  • Mail
2 commenti Aggiorna
Ordina: