Gran Bretagna: no alla stanza per una coppia gay, condannati gli albergatori

Il tribunale di Bristol ha dato ragione alla coppia gay che aveva fatto causa agli albergatori del Chymorvah Hotel di Marazion in Gran Bretagna, rei di avergli rifiutato una stanza con letto matrimoniale.

Marazion Gran Bretagna

Accade tutto a Marazion, cittadina della Cornovaglia in Gran Bretagna: la Corte Suprema dopo cinque anni ha dato finalmente ragione ad una coppia gay che aveva denunciato gli albergatori Peter e Hazelmary Bull del Chymorvah Hotel (un B&B) per non avergli voluto dare la pattuita stanza matrimoniale dopo aver scoperto che si trattava di una coppia di omosessuali. Ma andiamo con ordine a vedere come è andata la faccenda.

La stanza negata

Torniamo indietro nel 2008. Il signor Steven Preddy prenota una stanza doppia (80 sterline) presso il Chymorvah Hotel gestito dai Bull: la coppia di albergatori, ferventi cristiani, accettano la prenotazione convinti che Preddy sarebbe arrivato insieme alla moglie. Quando però il signor Preddy si presenta alla porta con il partner civile Martyn Hall, i due albergatori fanno marcia indietro: secondo i gestori, le regole del B&B, stabilite dalla loro religione, indicano chiaramente che solo le coppie regolarmente sposate possono condividere la camera matrimoniale.

Visto e considerate che le regole sono quelle da 25 anni a quella parte, ecco che i Bull chiedono a Steven di prendere due camere separate, ma la coppia non ci sta e lascia l'albergo accusandoli di discriminazione sessuale. La coppia cita poi gli albergatori per danni, appoggiati anche dalla Commissione governativa per l'Eguaglianza e i Diritti Umani.

La causa

La causa va avanti: sia il tribunale di Bristol che la Corte d'Appello danno torto ai Bull, ma i due albergatori, sostenuti anche economicamente dal Christian Institute, decidono di arrivare fino alla Corte Suprema. La quale due giorni fa ha suggellato il loro destino: 3.600 sterline (circa 4.400 euro) di risarcimento danni, la stessa somma che era stata stabilita in prima istanza dalla Bristol County Court nel 2011 e successivamente confermata dalla Corte d’Appello nel 2012.

I coniugi Bull hanno spiegato così la loro delusione: "Siamo profondamente delusi e amareggiati dalla sentenza perché io e mio marito siamo solo dei semplici cristiani che credono nell’importanza del matrimonio come unione di un uomo e una donna e questo convincimento non è basato sull’ostilità nei confronti di nessuno. La Gran Bretagna dovrebbe essere un paese di libertà e tolleranza, ma sembra che il credo religioso sia destinato a passare sempre in secondo piano di fronte all’esigenza del politicamente corretto ad ogni costo e c’eravamo appellati alla Corte Suprema proprio per avere un minimo di equilibrio fra orientamento sessuale e libertà religiosa, ma i giudici non solo hanno eluso il problema ma hanno anche rafforzato la convinzione che i diritti dei gay debbano trionfare sempre e comunque".

A proposito: i Bull sono stati obbligati a chiudere il Chymorvah Hotel, un po' a causa della pubblicità negativa ottenuta dalla causa e un po' anche a causa di atti vandalici effettuati nei loro confronti.

Via | Corriere

Foto | Treehouse1977

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