Il Consiglio dei Ministri vara il codice del turismo

Baracaccia
Il Consiglio dei Ministri ha varato il Codice del Turismo, 74 articoli di legge che normano il settore turistico. Ottima iniziativa, perchè con un codice che "colleziona" tutte le norme del settore si riordina e si semplifica il quadro di riferimento legislativo (Avete mai provato a "leggere le leggi"? A volte sembra che lo facciano a posta a renderle incomprensibili, inserendo rimandi ad altre norme, abrogando articoli, se non commi di legge, facendo ricorso a tecnicismi ...). Ottima iniziativa perchè si riconosce che il settore turistico è un settore economico importante, che produce ricchezza e lavoro per il Paese.

Ma ci sono dei ma e dei vediamo. Vediamo come saranno ripartite le competenze tra Stato e Regioni visto che, in un momento storico dove si parla e si sta realizzando il federalismo, lo Stato accentra alcune competenze, che saranno gestite a livello di competenza esclusiva. Vediamo cosa prevede il Codice per le "case vacanza", visto che sembra sia prevista una legislazione specifica distinta da quella ordinaria per le locazioni "normali".

Il ma è quello che investe il metodo con cui si è proceduto nel redigere il Codice. Nel caso in cui non si tratta di una e pura semplice riordino dell'esistente, ma il codice presenti elementi di novità, c'è da chiedersi chi sia stato sentito (o se qualcuno è stato sentito) tra gli operatori del settore, cioè gli esperti e diretti interessati, come possono esserlo gli imprenditori alberghieri, piuttosto che le agenzie viaggio o i vettori aerei per fare qualche esempio. Di sicuro non sono stati sentiti quelli della Fiavet, la Federazione Italiana Associazioni Imprese Viaggi e Turismo, che sul metodo e sul contenuto del Codice qualcosa da dire ce l'ha.

Foto | Claudio Cesarano.

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