Se l'austerità è bellezza: Oporto non nasconde la crisi

Lo splendore delle facciate, della piastrelle tipiche, azulejos, che scintillano al sole, sono da vedere, vivere, anche se la saudade, la tipica nostalgia portoghese, celebrata dal Fado, il canto dell'anima, in questo periodo, può essere amplificata


Senza scomodare ideologie radical chic da borghesi, diventa realtà una specie di tour della misera - ma sarebbe riduttivo definirlo così - in cui la città in crisi di Oporto, seconda come grandezza solo a Lisbona, mette in scena se stessa e diventa autorapprentazione affascinante della propria "arte di arrangiarsi" si direbbe a Napoli.
Gui Castro Belga, giovane architetto deciso a non abbandonare la città, ha interpretato l'austerity in chiave creativa, e ha messo insieme un'agenzia ad hoc che si occupi di portare in giro, in modo sicuro, i turisti attratti da questa "necessità che si fa virtù", creando un itinerario cittadino che annoveri osterie a buon mercato, muri rovinati ma carichi di storia, quartieri malfamati, ma pieni, in pratica, di vera vita pulsante.

Lo spettro della crisi economica che flagella l'Europa qui si incarna in angoli che sembrano riportare indietro nel tempo. Paesi come l'Italia hanno conosciuto questa povertà nello scenario post bellico, e vederla materializzata, diventa, forse, quasi un modo per esorcizzarla, per rivivere la nostalgia del tempo che fu? Qui però in una chiave possibilista. Una fragilità che può rivelarsi, se non punto di forza, attrattiva.

The worst tours, così si chiama il percorso ideato da Felga, ovvero il tour, che gioca con la frase idiomatica che significa tipo "di male in peggio", ha catalizzato persino l'attenzione della BBC, a cui il giovane architetto ha spiegato

"I tagli che avrebbero dovuto rendere più competitivo il Portogallo con posti esterni, ma che stanno causando una spirale verso il basso. La gente ha meno soldi e il risultato è che i negozi e le imprese locali chiudono. La società sta male profondamente, in termini pratici."

I ponti e l'architettura barocca, che hanno reso famosa la città, insieme all'incomparabile vino Porto (Philippe Delerm, nel suo best seller La prima sorsata di birra e altri piccoli piaceri della vita, include "prendere un Porto" come momento di felicità), sono e rimangono punti inossidabili, la bellezza delle facciate, della piastrelle tipiche, azulejos, che scintillano al sole, sono da vedere, vivere, anche se la saudade, la tipica nostalgia portoghese, celebrata dal Fado, il canto dell'anima, in questo periodo, può essere amplificata. Visitare una città è renderle omaggio.

  • shares
  • Mail