Come volare low cost e vivere felici senza stress.

Tutti dicono I low you low cost! Grazie "low cost" che ci fai viaggiare a Londra e Parigi nei fine settimana con 30 euro. Ma volare low cost ha le sue regole, e se ce ne scordiamo, sono guai.

Aeroporto Budapest

La prima fu la SouthWest Airlines, che iniziò a volare negli USA nel 1971, ma in Europa abbiamo aspettato fino al 1985, quando la RyanAir iniziò a volare low cost tra l'Irlanda e Londra. Una storia che ha cambiato il nostro modo di viaggiare, una storia di successi ma anche di disastri economici, per uno modo di volare che è diventato anche uno stile di vita.

Un mondo, quello dei voli low cost, che ha le sue storie, le sue leggende, e le sue regole, che è bene conoscere, per non incorrere nella più terribile delle delusioni; quella dell'innamorato che scopre che la sua ragazza, non ricambia il suo amore; almeno allo stesso modo.

Il fatto è che noi viaggiatori, ci innamoriamo della possibilità di volare a Parigi o Londra, a prezzi decisamente bassi, ma a volte ci dimentichiamo del patto che abbiamo stretto con la nostra compagnia low-cost. E se ce ne dimentichiamo, o non abbiamo letto bene le regole, sono guai. Ne ho avuto l'ennesima prova, questo week-end, quando ho volato low-cost tra Roma e Budapest (Bellissima, come avrò modo di raccontare).

La carta d'imbarco dei voli low cost la stampiamo da soli a casa.


Low cost solo se facciamo il check-in on line e stampiamo la nostra carta d'imbarco, da soli a casa. Sembra incredibile, ma ho visto persone arrivare in aeroporto senza aver stampato il biglietto. Accanto ai ragazzi più tecnologici, quelli che arrivano con il biglietto elettronico sul proprio notepad, ho visto alcuni viaggiatori che sgranavano gli occhi, quando gli veniva spiegato che avrebbero dovuto stamparsi da soli la carta da presentare all'imbarco.

Una sparuta minoranza, in confronto alla maggioranza dei viaggiatori che sventolavano, accaldati, il loro bravo foglio A4 (molti con carta riciclata, bravi!) con la stampata della carta d'imbarco. Ma ancora qualcuno non lo sapeva, ed è andato incontro al "supplemento" di viaggio imposto in questi casi di Ryanair (ma vale anche per le altre). Perché la regola è sempre la stessa; si viaggia low-cost se segui tutte le istruzioni, in caso contrario si paga. E sono dolori.

Quindi quando viaggiamo low cost, la carta d'imbarco ce la stampiamo a casa da soli (magari ci facciamo aiutare da nostra figlia), prima di arrivare in aeroporto. Ryanair ce lo ricorda anche, con una mail due o tre giorni prima della partenza (Wizz Air no). Stampiamo le nostre carte d'imbarco, e le teniamo a portata di mano, magari insieme al documento d'identità che abbiamo scelto per viaggiare (Ryanair non accetta le nostre patenti).

Se si vola low cost con il solo bagaglio a mano, in aeroporto si va direttamente al gate d'imbarco.


Normalmente, se scegliamo di volare low-cost, lo facciamo per risparmiare, per cui sappiamo che se il nostro bagaglio finisce in stiva, dovremmo pagare qualcosa in più; a volte più di quanto abbiamo pagato per il nostro biglietto aereo. Per questo, quando voliamo low cost, viaggiamo tutti con i nostri bravi trolley o zaini, delle misure giuste per entrare nelle cappelliere sopra i nostri posti a sedere.

Allora, se abbiamo scelto di volare low cost con il nostro bravo trolley, se ci siamo ricordati di stampare la nostra carta di imbarco, che abbiamo ripiegato dentro alla Carta d'Identità, non c' alcun motivo per cercare i banchi della nostra compagnia aerea low cost. Il check-in l'abbiamo già fatto, e la prova l'abbiamo riposta insieme al nostro documento d'indennità.

Per cui, quanto arriviamo in aeroporto, niente panico (un bel respiro aiuta); ci scordiamo dei viaggiatori in fila al banco della nostra low cost (forse hanno del bagaglio da far viaggiare in stiva, forse hanno dimenticato la carta d'imbarco a casa, forse ...), cerchiamo il tabellone delle partenze, controlliamo il gate di uscita del nostro volo, dove ci dirigiamo con serenità, perché mancherà almeno un'ora alla nostra partenza.

Le compagnie low cost non applicano le stesse regole ai bagagli a mano.


Per il mio city break, ho volato con Ryanair all'andata e Wizz Air al ritorno, in modo da ottimizzare il viaggio rispetto agli orari dei voli aerei. E con me tanti altri viaggiatori low cost. E in fila all'imbarco di Budapest, ho sentito più di un mio compatriota, lamentarsi con l'inflessibile hostess, "Ma questo trolley ha già fatto il viaggio con Ryanair! Ha le misure giuste!"

Lo dicevano in perfetta buona fede, nella convinzione che: A) Ryanair sia la compagnia low cost che applica le dimensioni più ridotte al bagaglio a mano che si può portare gratuitamente in cabina B) le regole per l'imbarco del bagaglio a mano su un volo low cost, siano le stesse per tutte le compagnie aeree.

Sbagliato! Le misure variano da compagnia a compagnia, variano nel tempo, per cui magari potrebbe essere che oggi la low cost con le dimensioni minime per il bagaglio a mano non sia più la RyanAir (il che mi fa anche ricordare che dovrei aggiornare le misure per i bagagli a mano delle low cost), e ci sono delle low cost, che comunque ci fanno pagare per portare il nostro trolley in cabina. Una di queste, e Wizz Air.

Come da poco ho scoperto, già da un anno la low cost Wizz Air ci fa pagare 10 euro per i nostri trolley, se ci ricordiamo di pagarli on-line, dopo aver sputato l'apposita opzione quando compriamo il biglietto. Ce ne fa pagare 45 se non lo sapevamo, e ci presentiamo all'imbarco, senza aver pagato prima. Il che ci riporta alla regola d'oro dei viaggi low-cost. Leggere bene le regole delle compagnie low cost con cui voliamo (almeno due volte è il mio consiglio). Di tutte, e non solo quelle di Ryanair! Vedi anche il bagaglio a mano garantito di EasyJet.

Con le low cost il posto a sedere non è assegnato.


Con le low cost il posto a sedere non è assegnato, a meno di non pagare qualcosa in più ovviamente; vuoi per il posto, vuoi per essere i primi a salire a bordo. Si perché forse non tutti i viaggiatori low cost lo sanno, ma il tragitto dal gate al proprio posto a sedere, prevede anche una gara podistica.

Il fatto è che spesso i voli low cost sono pieni; pieni di persone come noi, che viaggiano con i trolley da riporre nelle apposite cappelliere. Per cui, può capitare di arrivare a bordo tra gli ultimi e di non trovare più posto dove riporre i nostri trolley, o di trovarlo molto lontano dal nostro posto a sedere, il che, se siamo tipi ansiosi, non è una buona cosa.

Può anche capitare, di chiedere al personale di bordo di aiutarci a trovare il posto per il nostro trolley, e che questo ce lo spedisca in stiva. E' questo il motivo, per cui i più esperti, in casi come questi, si tengono il trolley fa le gambe, facendo finta di niente (qualcuno fischietta :-D), quanto il personale di bordo, passa per gli ultimi controlli prima del decollo.

Ora, per evitare queste complicazioni, o per stare vicini-vicini, tutti e sei del nostro gruppo di viaggiatori low-cost, guadagnare le prime posizioni all'uscita del gate, è importante. Ma non basta, perché visto che si tratta di low-cost, il più delle volte si deve mettere in conto anche una bella camminata, dall'uscita alle scalette dell'aereo, con scene più o meno edificabili, più o meno divertenti, di competizioni tra viaggiatori low cost, più o meno educati, più o meno in forma sullo scatto breve.

Per evitare lo stress della corsa al posto, pagando, possiamo prenotare un posto tutto per noi, possiamo accedere alla fila prioritaria dell'imbarco (se vi viene il dubbio di quale sia, è quella più corta, molto più corta), o possiamo decidere di volare low cost con EasyJet, che da un anno, anche se è una compagnia low-cost, ha deciso di adottare la politica dei posti pre-assegnati.

Foto | Korom.

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