Alitalia alla ricerca di un partner per continuare a volare. E se fosse Aeroflot?

Non si vive di solo denaro, per continuare a volare ad Alitalia serve anche un partner industriale.

Alitalia Vintage

Continua la telenovela "Chi salverà l'Alitalia?", che se non fosse per i tanti soldi già spesi (anche i nostri) e le ricadute occupazionali (già girano i primi numeri su 2.500 tagli tra il personale), potrebbe anche divertire gli appassionati della commedia dell'arte.

Ricapitolando brevemente le punta precedenti, da quando è stato chiaro che gli ex capitani coraggiosi non sarebbero più stati in grado di mandare avanti la compagnia aerea (ne di rientrare dei propri investimenti...), la soluzione del caso, Chi salverà l'Alitalia?, si è spostata sul tavolo finanziario.

Per ora c'è la promessa di alcuni investitori di mettere altri soldi sul piatto.

Servono almeno 240 milioni di euro di Capitale Sociale fresco, e per ora hanno promesso di continuare ad investire in Alitalia, Intesa Sanpaolo Spa (26 milioni di euro), Atlantia Spa (leggi Benetton), 26 milioni di euro, e Immsi Spa (leggi Roberto Colaninno), circa 13 milioni di euro, e Poste Italiane, 75 milioni di euro. Totale 140 milioni di euro.

Si tratta di un impegno a sostenere l'aumento di capitale, perché per ora i soldi, quelli veri e non quelli promessi, li hanno messi Intesa Sanpaolo Spa e Unicredit, con la concessione di ulteriori prestiti finanziari. Circa 100 milioni di euro, per continuare ad avere credito alle pompe di benzina dell'Eni.

Mancano ancora soldi, circa 100 milioni di euro, ma sopratutto un partner industriale, che dia speranze concrete al futuro di Alitalia, e a noi italiani (dipendenti in prima fila), che tra qualche anno non si torni qui, a parlare dell'ennesimo piano di salvataggio dell'ex compagnia di bandiera.

Alitalia il partner industriale ce lo ha già in casa, Air France che, prima di quest'aumento di capitale, deteneva il 25% della compagnia aerea. Ma Air France non pare disposta a spendere ancora 75 milioni di euro, per continuare ad interpretare il ruolo del cavalier servente.

Il fatto è che in questi anni di "fidanzamento", Air France non ha contato poi molto nelle decisioni operative dei vertici della compagnia aerea (gli ex capitani coraggiosi), e il futuro, con Poste Italiane, ovvero il Governo Italiano, che ha già dichiarato di essere al lavoro per definire le future strategie, non sembra poi così diverso.

Perché continuare a mettere soldi, tanti soldi, si saranno chiesti quelli di Air France, se poi continuiamo a contare come il due di bastoni? A volere tacere poi, dei problemi economici e finanziari che il gruppo Air France-KLM sta attraversando in casa propria.

E allora ecco che Air France butta la bomba in mezzo al tavolo delle trattative, ed azzera il valore della propria partecipazione in Alitalia. Per Air France Alitalia vale zero euro. Una mossa pesante e pericolosa per il futuro della compagnia aerea.

Insomma Air France è pronta a tirarsi fuori, anche se non è così semplice come sembra, per soldi e il tempo che ha messo sopra questa partita. Tanto che qualche analista già parla di bluff, di una mossa per contare di più in Alitalia, spendendo meno soldi. Come a dire: se questa volta Air France dovrà essere della partita, dovrà poter sedere sul tavolo che conta.

E qui che la partita si fa interessante, perché già girano altre voci che parlano di un possibile interessamento di Aeroflot per Alitalia. Se fossimo su un tavolo da poker, si parlerebbe di un possibile contro-bluff, neppur tanto male congeniato.

I legami economici tra Italia e Russia si stanno continuamente rafforzando, Aeroflot ha soldi da investire, un campo d'azione non sovrapposto a quello di Alitalia, e potrebbe decidere di entrare nel risiko dei cieli d'Europa, da un ingresso privilegiato, non fosse altro per i tanti slot a disposizione di Alitalia, che ne costituiscono il principale asset.

E così, tra la nuova denuncia di Lufthansa alla Commissione Europea contro presunti aiuti di Stato, Colaninno che dichiara che lascerà il timone della compagnia (e non poteva essere altrimenti), a questo punto resta da vedere se quelli di Air France avranno il fegato di vedere il (presunto) bluff d Alitalia, perché di certo nessuno a Parigi (ma anche a Londra o Berlino) avrebbe il piacere di vedere Aeroflot a Roma.

Foto Leandro Ciuffo.

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