Cresce il turismo dei parchi in Italia, nonostante tutto...

L'Italia dei parchi, almeno turisticamente, funziona. E mentre altri settori piangono per gli effetti della crisi questo cresce del 2%.

I dati sul turismo e sugli effetti deprimenti della crisi economica sono sempre piuttosto ambigui: ogni anno si grida al crollo delle prenotazioni, delle presenze e delle partenze, ma solitamente quando si arriva ai consuntivi i numeri non concordano con le fosche previsioni. In ogni caso sembra che ci sia un ambito turistico, nel nostro Paese, che riesce a reggere a qualsiasi ondata di crisi ed a crescere, nonostante tutto.

Le presenze turistiche nei parchi italiani avrebbero raggiunto i 101 milioni di unità, crescendo dunque del 2%. Il turismo ambientale, nonostante la pessima gestione di gran parte dei parchi e delle aree protette e nonostante la cementificazione costante del territorio, riesce a guadagnare spazio e a nobilitare le 871 aree protette italiane, smuovendo un controvalore di 10,9 miliardi di euro. I più richiesti dai tour operator nazionali sono il Parco Nazionale d'Abruzzo, il Gran Paradiso, lo Stelvio, le Cinque Terre, le Dolomiti Bellunesi, il Pollino, le Foreste Casentinesi, la Majella e la Sila.

Stando al rapporto Ecotour 2013 di Aaster nei parchi nazionali della Penisola si trovano, oltre a 57.000 specie animali e le 5.600 specie vegetali, oltre 1.700 centri storici, circa 150 musei, quasi 300 tra castelli, rocche e fortificazioni, oltre 70 ville storiche, circa 200 siti archeologici, quasi 300 edifici di culto tra santuari, monasteri e chiese rurali.

Una ricca dotazione culturale che, unita alle attrattive naturalistiche e alla prospettiva di aria fresca e pulita, è riuscita a far girare l'economia anche in zone spesso marginali o lontane dai flussi turistici principali.

Via | Federparchi

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