Le scandalose Naiadi di piazza della Repubblica a Roma


Un'ex splendida piazza, ridotta a rotatoria spartitraffico, nasconde un segreto che fece arrabbiare il Papa e la Chiesa di Roma. Lo scandalo delle Naiadi in piazza Esedra a Roma.

Cosa vedere a Roma, la fontana delle Naiadi a piazza della Repubblica

Questa volta non mi tiro fuori, perché anch'io ero un'inconsapevole forzata del traffico cittadino, e per anni sono passata intorno alla fontana delle Naiadi in piazza della Repubblica, senza mai degnarla di un'occhiata, se non per rivolgere qualche commento malevolo, a quei pochi turisti che sfidavano il traffico romano, per avvicinarsi alla fontana.

E poi un sabato, a bordo di un torpedone turistico che mi ha fatto conoscere la città dove vivo, e che pensavo di conoscere (ma mi sbagliavo), ho visto la fontana e le sue statue da un'angolazione diversa, che non era solo quella, pure privilegiata, dalla posizione rialzata dell'autobus.

Era il 1901, qualche mese prima l'anarchico Bresci aveva ucciso il re Umberto I, il Papa non usciva da San Pietro, i cattolici non votavano, e la piazza si chiamava piazza delle Terme, perché la Repubblica per nascere, aveva bisogno degli orrori della guerra e di Vittorio Emanuele III, allora il re giovane, ancora senza colpe.

Roma, una piccola città che i piemontesi stavano costruendo tutt'intorno al quartiere Prati e alla via Flaminia, si raccoglieva nella piazza. Chi a piedi, chi in carrozza, chi a cavallo, per assistere all'inaugurazione delle nuove statue, commissionate per abbellire quella fontana, lasciata spoglia e incompiuta dal Papa, ormai prigioniero a casa sua.

A modo suo, in un'epoca senza radio o TV, quando solo l'élite sapeva leggere e "ragionare", si trattava di un evento a cui assistere. Chissà qual'era il frutto dell'opera commissionata dal Sindaco di Roma a tal Mario Rutelli da Palermo? Le aspettative erano tante, perché in fatto di fontane e di piazze, i romani, anche quelli più umili, sapevano giudicare.

Proviamo a immaginare com'era, quel giorno stare a Roma, in piazza. Le vedete anche voi le signorine con le gonne lunghe e l'ombrellino in testa, i signorini con i baffi a manubrio e il cappello calato in testa? E quei ragazzini, con i pantaloni corti, che scalzi, si fanno largo a spinte per avvicinarsi alla fontana? Li vedete? Ecco, in mezzo a tutta questa "ggente", ecco che d'un tratto appaiono. Riuscite a vedere?

Quattro statue di bronzo, quattro figure femminili nude e femminili, belle da far girare la testa anche ai più innamorati. C'è ne una sdraiata sopra un mostro delle acquee, un'altra, sensuale, sdraiatala sopra un drago, la terza a cavallo e un'altra avvinghiata ad un cigno. E dall'interno della fontana, ancora vuota, un grosso zampillo che ricade sulle quattro statue, facendole brillare ancora di più alla luce del sole romano.

Prima era il silenzio, ma ora lo sentite come monta il mormorio della "ggente"? Le voci che passano dai toni dello stupore a quello dell'indignazione e dello scandalo? Riuscite a sentire le prime battute sboccate dei ragazzi e i commenti divertiti ed acidi degli intellettuali, quelli laici ovvio, alle reazioni dei loro "nemici", i papalini?

E questo fu solo l'inizio, di una lunghissima serie di discussioni e di polemiche, che di certo si rinfocolarono assai, quando dieci anni dopo il gruppo fu completato, con il nudo del maschio al centro della fontana. Che scandalo; così sensuali, così lascive. A Roma poi, dove abita il Papa.

Ecco; prima di diventare lo spartitraffico di piazza della Repubblica, la fontana delle Naiadi era una bella fontana, la pietra dello scandalo lanciato nell'agone della contesa politica di Roma, il luogo dove chi studiava i classici ritrovava le Naiadi, le ninfe che proteggevano le acquee dolci della terra, e chi non studiava poteva sognare ad occhi aperti.

E siccome siamo a Roma, dove tutto, il sacro e il profano, il bello e il brutto, quello che è del Re e quello che è del Papa, finisce sotto i lazzi dello spirito (a volte greve) dei poeti e dei cantastorie, c'è anche chi, come il Sor Capanna, a questa fontana gli dedicò dei versi.


    C'è a piazza delle Terme un funtanone
    che uno scultore celebre ha guarnito
    co' quattro donne ignude a pecorone
    e un omo in mezzo che fa da marito.
    Quanto è bello quer gigante
    lì tra in mezzo a tutte quante:
    cor pesce in mano
    annaffia a tutt'e quattro er deretano.

p.s. E se vi fosse scappato, in mezzo a questo post, c'è anche il nome dell'avo, di uno che il Sindaco a Roma l'ha fatto per davvero.

Vedi anche San Pietro...dal buco dell'Aventino, gli scavi di Palazzo Valetini che vi lasceranno a bocca aperta, e 3 chiese in Campo Marzio.

Foto Benson Kua, Luciano, Valdiney Pimenta, Giacomino Da Ros, Wikimedia Commons.

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