
Il possesso di apparecchiature tecnologiche fa credere alle persone di poter fare cose stupide contando di essere comunque salvate. Questa frase, attribuita dal New York Times al portavoce del Grand Teton National Park (Wyoming) sintetizza bene l’intero articolo che il giornale dedica alle disavventure di cui sono vittime i turisti che, armeggiando con cellulari, videocamere e aggeggi vari, dimenticano di essere in cima ad un canyon o di fronte ad un animale selvaggio.
I casi citati sono divertenti (per noi che non ci siamo trovati come protagonisti) quanto paradossali e fanno temere ai ranger una pandemia di stupidità da tecnologia. Ecco dunque le mamme che mettono i bimbi sopra i bufali per fargli una foto, le ragazze che vogliono fare un primo piano alla bestia selvaggia, i fotografi che indietreggiano fino a cadere in un burrone, gli escursionisti che chiamano 3 volti l’elicottero di soccorso senza accorgersi di aver premuto l’allarme del loro gps.
Ci sono poi quelli che chiamano i ranger per avere una cioccolata calda, quelli che segnalano che l’acqua del fiume gli sembra salata, i geni che pensano di urinare dentro i geyser, gli spericolati che vogliono discendere le rapide con una zattera improvvisata per farsi riprendere e mandare il video ad un concorso televisivo, i pretenziosi che usano i messaggi satellitari di soccorso (che fanno partire gli elicotteri) perché vogliono dell’acqua. I rangers americani rimpiangono i tempi in cui esisteva solo la bussola e il telefono fisso!
lapo
24 ago 2010 - 17:13 - #1in più sono americani…