Un ondulato sipario di casette bianche disposte per evitare che i mille colori delle essenze mediterranee, sfumando dalle colline, possano contaminare l’azzurro del mare: questo è Cadaqués, piccolo borgo della Costa Brava dove sostano volentieri i viaggiatori provenienti dalla vicina Francia e i saggi viandanti che, seguendo il consiglio di chi è già stato ospite di un luogo dal piglio quasi ellenico, hanno modificato il proprio itinerario per verificare di persona tante entusiastiche descrizioni.
Ogni dubbio svanisce quando la strada, dopo aver superato curve e tornanti che liberano la vista sulla costa rocciosa, penetra tra le case di Cadaques per sfociare sulla spiaggia, scoprendo la baia e il volto più suggestivo della cittadina. Prima che possiate apprezzare l’arenile, la baia e i romantici ristoranti che la adornano, Salvador Dalì vi appare tra gli alberi, indicando il suolo quasi a pretendere un riverito omaggio ad una grande artista.
Proprio qui Dalì trascorse alcuni anni della sua vita, senza disegnare la compagnia dei gatti, che frequentavano la sua abitazione di Port Lligat e che oggi possono contare su una accogliente Casa del Gatto proprio davanti alla chiesa che domina Cadaques. È facile immaginare il vulcanico pittore suggestionato dai colori di questa terra, in cui olivi, bouganville, rose, ortensie e lavande punteggiano ogni scorcio, mostrando al Mediterraneo di quale varietà sia capace la natura, forse invidiosa dei toni di blu che il mare ostenta…
Sono proprio i tantissimi colori, caldi e profumati, a rendere così seducente la parte settentrionale della Costa Brava e la provincia di Girona, lontane dal vivace clamore della capitale catalana ma forse per questo più vicine al cuore: una vera tavolozza che sembra mettersi in mostra, ancora in rivalità con le sfumature dell’acqua, dalle facciate delle case del Barri Vell di Girona che si specchiano sul fiume Onyar. Anche qui il bianco, quello delle pietre della grande scalinata e dell’antica cattedrale, pare voler dare riposo gli occhi, preparandoli ad un altra immersione tra note cromatiche inebrianti.
Come quelle che a Figueres risplendono fin dall’esterno del Museo teatro Dalì, cinto dall’alto muro rosa, merlato di inattese uova, che protegge l’esposizione artistica più emozionante e coinvolgente che si possa immaginare, offrendo protezione alle mille declinazioni del surreale sprigionate dai coloratissimi affreschi con cui l’artista ha decorato i soffitti.
Se fosse proprio necessario (e possibile) catalogare tutti i colori del Mediterraneo, la Costa Brava ne sarebbe la sintesi ideale, da contemplare brindando con un fresco bianco di Empordà mentre si ammirano i rossi toni del tramonto che lanciano l’atteso segnale: è ora di accendere le stelle!