Egitto con Becky: la metropoli del Cairo e in crociera sul Nilo


Se immaginate Il Cairo come una di quelle città arabe (pur trovandosi in Africa), caotiche, in cui si rischia la vita a prendere un taxi che si spara su una superstrada superando a zigzag prima un autobus con le persone attaccate di fuori e poi un carretto trainato da un cavallo o, ancor peggio, una mandria di bestiame, beh, avete indovinato.

Sappiate però che, se si sa scegliere con un minimo di accortezza, anche in questa metropoli di 8 milioni di abitanti potete trovare un angolo di paradiso occidentale nel quale riposare le vostre stanche membra al termine di ogni giornata: ad esempio l’Hotel Marriott, che è un tripudio di fontane e giardini.

Accaparratisi un posto come questo, ci si può avventurare senza paura (o quasi) nella visita della ‘soggiogatrice’ (il significato del Cairo in arabo) che viene chiamata amichevolmente dai suoi abitanti, Masr.

Foto | Giansilvio Barbi

Egitto trendy
Le chiuse di Esna
Giochi d'arte con gli asciugamani
Il lento scorrere delle feluche sul Nilo

Partiamo dalla Cittadella, che è la vera anima del Cairo: già da una visione panoramica ci fa capire quanto la capitale sia estesa e intricata da una serie di vicoli e crocicchi da perdercisi dentro. Su tutto questo svetta la moschea di Muhammad Ali con la sua cupola alta 52 metri e i suoi due minareti di 82.

Nel bazar di Khan el-Khalili potete sfogare le vostra voglia di shopping, a patto che siate disposti a contrattare i prezzi dei vostri acquisti spesso molto a lungo e davanti a una tazza di tè. Qui si tratta di una questione culturale e di bon ton, quindi se non volete offendere nessuno, vi conviene sottostare a certe regole.

Il mercato è una sorta di punto di contatto tra la città antica, millenaria, e la metropoli moderna, la più grande del continente e la 12esima del mondo, sebbene sia stato costruito in epoca mamelucca, nel 1292. Qui potete trovare di tutto: tessuti, monili, abiti tradizionali, spezie e anche molta tecnologia… se vi fidate.

“Qual è l'animale che al mattino ha quattro zampe, a mezzogiorno ne ha solo due e alla sera tre?”. Così recita l’enigma della Sfinge, il più antico rompicapo di cui si abbia traccia, un indovinello che il mostro dal corpo di leone e la testa di donna, alla guardia di Tebe, poneva a chi voleva avventurarsi in città.

Noi possiamo ammirare la sfinge di Giza, sobborgo del Cairo, eretta quasi 25 secoli prima della nostra era e rimasta a lungo insabbiata. Fu l’esploratore Mariette che iniziò a disseppellirla nel 1853 e per completare l’opera ci vollero 40 anni, ma oggi è lì in tutto il suo inquietante splendore.

Dal Cairo voliamo a Luxor, importante sito archeologico scoperto dall’italiano Belzoni. Qui c’è un magnifico tempio con un antico portale ben conservato e statue megalitiche di Ramses II. Ma Luxor è soprattutto l’imbarco caratteristico per la crociera sul Nilo, che rappresenta la continuazione del nostro viaggio.

“Chiunque ha bevuto una volta l’acqua del Nilo, desidera rivedere il Nilo…”. (Mika Waltari da “Sinuhe l’egiziano”). Io sinceramente non condivido, ma l’esperienza sulla Royal Princess è stata a dir poco sublime. Carcadè ogni volta che vuoi, asciugamani ripiegati ad arte come benvenuto, e una serata danzante in abiti tipici davvero spumeggiante e suggestiva, anche se l’arredamento interno della nave ricordava più l’epoca coloniale e le atmosfere alla Agatha Christie, che i faraoni.

Sul ponte della nave ho trascorso lunghi pomeriggi di navigazione a scrivere, fare fotografie o semplicemente a guardare le feluche che correvano leggere al fianco della nostra nave. Un momento emozionante è stato passare le chiuse di Esna, fare la fila con le altre imbarcazioni, aspettare che il bacino si riempisse e letteralmente ‘scivolare’ dall’altra parte.

La tappa della crociera che mi è piaciuta di più è senz’altro Karnak, il “luogo più venerato”: una vera e propria città-tempio in cui potevano penetrare solo i sacerdoti, chiusa all’esterno da un recinto di mattoni per tenere fuori i curiosi, ma anche i fedeli.

Diciamo che il tempio nell’Antico Egitto era assai diverso dalle chiese di oggi, dove le celebrazioni sono pubbliche e vengono officiate davanti a una massa di fedeli. Allora era il contrario e i riti, cui erano ammessi pochissimi iniziati, erano qualcosa di misterioso.

Molta impressione mi ha fatto anche Kom Ombo, e qui concludo, forse perché ci siamo arrivati di notte e l’ho vista soltanto al buio. È la porta della Nubia, l’unico complesso concepito come un’acropoli e abitato fin dalla preistoria.

La “città dell’oro”, sorta in posizione strategica in un’ansa del Nilo, dove veniva estratto il metallo prezioso dal sottosuolo, ospitò i nubiani evacuati a causa delle inondazioni dei loro villaggi. Ma anche qui, appena i templi furono abbandonati dai sacerdoti, tutto fu sommerso dalla sabbia.

Le festa in abiti tipici durante le crociera sul Nilo
Il bazar di Khan el-Khalili
Il Cairo, la moschea di Muhammad Ali
Il Cairo moderno
Il Cairo, panorama dalla Cittadella
Karnak, il 'luogo più venerato'
Kom Ombo, la 'città dell'oro'
Luxor, l'antico portale
Luxor, Ramses II
L'Hotel Marriott al Cairo
La Royal Princess
L'interno della Royal Princess
La Sfinge

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