Budapest con Becky: alla scoperta di torte, caffé... e paprika


“Az én kávéházám, az én váram – Il mio caffé, il mio castello” scriveva il grande Dezső Kosztolányi nel celebre ‘Budapest, città dei Caffé’, a dimostrazione, anche se un po’ di parte, del fatto che la storia dei locali della capitale magiara in cui sedersi e bere un ottimo caffé, meglio se accompagnato da una generosa porzione di torta, è assai più antica di quella che vorrebbe Vienna o Parigi capitali di questo modello di relax.

A Budapest il caffé fu portato dagli arabi all’inizio del XVI secolo e presto gli ungheresi ne fecero il proprio tesoro, gustato “nero come il diavolo, bollente come l’inferno e dolce come un bacio". Ancora oggi l’uso di incontrarsi in un Caffé a fare due chiacchiere e scambiarsi le novità è molto comune; vale quindi la pena fare una sosta in uno dei locali della tradizione e lasciarsi andare a quell’atmosfera da fin-de-siecle che vi aleggia immutata, oggi come allora.

Un tour di questo tipo non può che prendere le mosse da Vörösmarty ter, piazza del centro storico dove si affacciano le vetrine di Gerbeaud, Caffè storico fondato dal maestro cioccolataio Emil, originario di Ginevra, che ebbe il merito di portare a Budapest il gusto dei francesi e inventò prelibatezze quali i confetti al cioccolato e i ‘boeri’: cioccolatini dal cuore morbido di visciole e cognac.

Foto | Roberta Barbi

Budapest trendy
Il lusso del Mirror Cafè dell'Hotel Astoria...
...un'atmosfera da fin-de-siécle
Il mitico Caffè Gerbeaud

Su questi tavolini in mogano lucidissimo, a vostro agio sulle comode poltroncine in velluto scuro, potrete riscaldarvi il cuore e i sensi con miscele di caffé da tutto il mondo che sposano alcolici agrumati in cocktail battezzati con i nomi dei più famosi reali d’Austria, da Francesco Giuseppe (che nelle sue rapide visite ufficiali a Budapest non mancava di sostare da Gerbeaud) alla principessa Sissi.

Una valida, golosa alternativa è il Mirror Café dell’Hotel Astoria: un angolo di paradiso illuminato da imponenti lampadari in stile liberty e con la possibilità di godere della propria pausa in una sala non fumatori (in Ungheria non è ancora stata approvata una legge che vieta di fumare nei locali pubblici): anche qui i caffé più profumati si accompagnano a dolcezze come la torta Esterhazy, che porta il nome di una nobile casata di principi, a base di crema di albumi e noci.

Il monumento della pasticceria magiara, però, è senza dubbio la torta Dobos: un rincorrersi di strati di crema e cioccolato che culminano in una sublime copertura di croccante caramello. La inventò per l’Esposizione internazionale del 1885 Jòzsef Dobos, che di mestiere faceva il cuoco e il commerciante di alimentari e che tenne la ricetta del suo capolavoro segreta fino al letto di morte, quando la rivelò perché ne potessero godere anche i posteri.

Una delle migliori, sempre fresca e abbondante, la potrete gustare nella minuscola pasticceria Ruszwurm, a due passi dal Castello di Buda, dove il tempo sembra essersi fermato.

Infine, ma certo non per ultimo, fate una scappata al New York Café, erede dell’omonimo caffè letterario inaugurato nel 1894 (si narra che il proprietario, il giorno dell’apertura, ne gettò le chiavi nel fiume, in modo che il locale non potesse chiudere mai).

Una vera e propria istituzione a Budapest, ritrovo di commediografi, giornalisti, scrittori e scribacchini in cerca d’ingaggio e dove si pubblicava la rivista ‘2000’, restò vittima prima della depressione degli anni Trenta, poi dell’austerity del Comunismo, fino a risorgere, dopo il 1989 e il ritorno della libertà, poco più in là della location originaria e riprendere a vivere tornando ai lustri del suo pur recente passato.

Un ultimo paragrafo del nostro shopping culinario non posso non dedicarlo, però, alla paprika: spezia ungherese per eccellenza e segreto di pulcinella di ottimi piatti come il gulasch. La migliore è la varietà di Kalocsa e si ottiene facendo seccare i frutti e poi triturandoli. Se ne acquistate (occhio che è piccante davvero) ricordate di conservarla in un recipiente a chiusura ermetica e lontano dalla luce.

Il minuscolo Ruszwurm
Alle prese con la torta Dobos

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