
Parla come mangi e la gente ti capirà. Deve essere per questo motivo che il sindaco di Roma, illustrando la necessità di introdurre nuove forme di finanziamento per rimpinguare le casse comunali, ha dichiarato che A Roma non c’è trippa per gatti, che è il modo tutto romanesco per dire che mancano i soldi.
Fu Ernesto Nathan, leggendario sindaco di Roma nel 1907, ad annunciare così i primi tagli di bilancio. Nathan, alle prese con la necessità di risparmiare, si era imbattuto nella somma che il comune stanziava per sfamare i felini che albergavano tra i ruderi, spessa che fu eliminata. Quella decisione fu il simbolo di tutte le ristrettezze di bilancio. Panorama.
E siccome non c’è trippa per gatti, a pagare questa volta non saranno solo i romani, ma anche i turisti in visita a Roma, cui sarà applicata una tassa di soggiorno, che potrà arrivare anche a 10 euro per notte negli hotel extra lusso (per tacere dell’aumento dei diritti di imbarco in partenza dagli aeroporti di Roma). Che dire?
Foto ljcybergal | Kari_Marie | hslo.
Scotch
17 giu 2010 - 23:10 - #1Io dico NO alla tassa di soggiorno a Roma. Una tassa iniqua e ingiusta che colpirà l’unica industria che non chiede incentivi e non delocalizza; quella del turismo! Avrà il solo effetto di uccidere le imprese alberghiere e il suo indotto creando disoccupazione. A questi amministratori ciechi e incompetenti dico: ANDATE A ZAPPARE LA TERRA