Pechino Express obiettivo Bangkok, le tappe della prima puntata

L'adventure game sull'arte di viaggiare è iniziato ieri sera; partenza da Hanoi in Vietnam, ecco quali sono state le prime tappe del percorso di 8 mila chilometri che i concorrenti dovranno affrontare contando sulla propria capacità di socializzare con i locali.

Pechino Express obiettivo Bangkok
Pechino Express 2 è cominciato, e dopo le anticipazioni sui paesi che verranno attraversati -e vissuti- quest'anno, entriamo nel vivo con le tappe della prima puntata; con la partenza del percorso di 8 mila Km (da affrontare con 1 euro al giorno per mangiare) dall'antica capitale del Vietnam, Hanoi. Un percorso, quello iniziale, di 530 Km che dal mausoleo in piazza Ho Chi Minh si è snodato verso la baia di Ha Long (nome che significa: Dove il drago scende in mare), passando per Nam Dinh, Nihn Binh e con traguardo finale a Vinh (città natale di Ho Chi Minh).

Cosa ci è rimasto impresso di questa prima puntata di Pechino Express obiettivo Bangkok? O meglio, che cosa abbiamo imparato? Perchè alla fine è per quello che lo guardiamo (a parte le spassose interazioni tra le coppie in viaggio...). Intanto c'è il kit di sopravvivenza, a cui ispirarsi se avete in previsione un viaggio nel sud-est asiatico: zaino da trekker con led luminescente per la notte, radio per comunicare e mappa; poi c'è l'occasione di osservare l'abbigliamento dei viaggiatori in gara, a base di sneakers (meglio se rinforzate alla caviglia) bermuda e t-shirt e magari anche una camicia sahariana come quelle tanto amate dal conduttore Costantino Della Gherardesca. Il look unisex, insomma, funziona alla grande; e si intona alla perfezione con la tendenza degli uomini del programma, tutti fan della barba incolta. Una tendenza che mi sa, rivedremo spesso nelle foto delle vacanze sui social...

Altra cosa messa tra gli appunti del taccuino del buon viaggiatore: il piglio socievole. Perchè è chiaro che se devi contare sull'autostop per muoverti e sull'ospitalità dei locali per dormire (e questo, può capitare a tutti), un minimo devi saperci fare nelle relazioni; per l'italiano/tipo dotato di un innato talento nel gesticolare, questo è in parte un vantaggio, anche perchè il più delle volte la fatidica domanda: Do you speak english? cade nel vuoto. A vincere quindi, ieri sera sono stati la curiosità e il rispetto delle tradizioni, e il buon gusto di non fare troppo gli schizzinosi soprattutto riguardo al cibo che ti viene offerto. E se poi, dopo aver visto i topi sul divano, si esplode con un: Voglio casa mia, voglio il letto mio!!, pazienza... non lo capirà nessuno. Stasera si fa il bis con la visita nelle zone interessate dall'ultima guerra e la tappa a Huế, l'antica capitale imperiale.

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