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Le dieci formazioni di roccia più imponenti del mondo

Ecco moniliti naturali e formazioni di roccia nel mondo, guarda le foto…

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Città fantasma…

Pripyat (Ucraina), Sanzhi District (Taiwan), Craco (Italia), Kolmanskop (Namibia), Oradour-sur-Glane (Francia) e…

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Città fantasma…

Un'alluvione, la costruzione di una ferrovia, la pastorizia che nessuno pratica più,…

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Come arrivare dall'aeroporto di Atatürk a Sultanahmet, il centro storico di Istanbul

Pubblicato da debora

Aeroporto Internazionale Atatürk di Istanbul

L’aeroporto internazionale di Atatürk di Istanbul, quando fu costruito nel 1924, si trovava alla periferia di Istanbul (nella parte europea), a 25 chilometri dal Sultanahmet, il centro storico; oggi, dopo il grande sviluppo urbanistico, è stato inglobato nella città.

L’aeroporto, dedicato al fondatore del moderno stato turco, è il 17° aeroporto del mondo per traffico passeggeri, appena sotto il Leonardo da Vinci di Fiumicino, e sicuramente tanti dei turisti in arrivo, sono italiani, che qui arrivano alla ricerca dell’antica Costantinopoli, e scoprono una città a cavallo tra due continenti, tra due epoche.

La Turchia non è ancora entrata nell’Unione Europea, e quindi non aderisce all’Euro (anche se poi nel Montenegro, che non aderisce all’unione, l’euro è la moneta legale); al momento attuale una lira turca vale tra i 40 e 50 centesimi di euro, e conviene avere contante con se, visto che i servizi di trasporto raramente accettano le carte.

Istanbul è una città molto grande, vasta, per cui noi assumiamo che da bravi turisti, ci vogliamo trasferire dall’aeroporto in un hotel di Sultanahmet, il centro storico della città, lato Europa. A questo punto possiamo scegliere di prendere il taxi, la metro, il bus pubblico o una navetta (ma perché non un servizio privato con il conducente?). Vedi anche Cosa fare e cosa non fare ad Istanbul.

Foto | Ercan Karakaş.

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Le dieci formazioni di roccia più imponenti del mondo

Pubblicato da StarBugs

Dun Briste, Irlanda 1

Le immagini che vedete sono colonne, formazioni di roccia, vicino alla costa. Si sono formate col tempo a causa dell’erosione dell’acqua e del vento.

Quelle che vedete in questo post, sono le più famose e imponenti al mondo. Si trovano in Irlanda, Russia, Scozia e Thailandia e Inghilterra.

Potete vedere la gallery qui sotto in tutta la loro bellezza e imponenza. Alcune di loro sono collegate alla costa, altre staccate, a causa dell’erosione che hanno subito a causa del mare, di tempesta e del vento nel corso dei decenni.

Diteci, ne avete vista qualcuna di loro dal vivo?

Formazioni di roccia imponenti

Dun Briste, Irlanda 1Dun Briste, Irlanda 2Sail Rock, Russia 1Sail Rock, Russia 2

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Londra: polemiche sul biglietto per la Olympic Tower

Pubblicato da Simona Traversini


Londra si prepara ad accogliere le Olimpiadi con una serie di infrastrutture insolite, sorprendenti e maestose. Una di queste - prossimamente vedremo anche le altre invenzioni ingegneristiche londinesi - si chiama Olympic Tower, ed è facile capire il motivo di questo nome. La struttura è alta 115 metri, dovrebbe ricordare la torcia olimpica, è stata progettata da Anish Kapoor, che l’ha chiamata ArcelorMittal Orbit ed è costata 23 milioni di euro (in buona parte sborsati da Lakshami Mittal, ricco industriale indiano residente a Londra).

Proprio sul vile denaro si sarebbe però sviluppata una forte tensione tra lo stesso scultore e architetto indiano e l’amministrazione comunale londinese: pare infatti che Kapoor non abbia gradito la previsione di un ticket per i visitatori della torre, di circa 15 sterline a persona (18 euro). In questo modo, avrebbe eccepito l’artista, a molte famiglie verrebbe di fatto preclusa la possibilità di ammirare Londra dall’alto della Olympic Tower.

Considerato che il biglietto per salire sul London Eye costa 23 euro a persona, molte famiglie si accontenteranno di vedere Londra dal basso….

Foto | ahisgett

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Città fantasma in Italia, Roghudi Vecchio, San Severino di Centola e Valle Piola

Pubblicato da debora



Città che muoiono, come Civita di Bagnoreggio nel Lazio oggi abitata da 6 abitanti, città che non vogliono morire, come Pentedattilo in Calabria, che dopo essere stata abbandonata, prova a rinascere grazie al turismo, città che sono morte, città fantasma, come Craco in Basilicata.

Tanti sono i paesi in Italia che, per diversi motivi, sono stati abbandonati, diventando le nostre ghost town, città fantasma appunto. Qui ho raccolto alcune fotografie di Roghudi Vecchio in Calabria (64 chilometri da Reggio Calabria), San Severino di Centola in Campania (12 chilometri da Palinuro), e Valle Piola in Abruzzo (20 chilometri da Teramo).

Roghudi Vecchio sull’Aspromonte, abitato da gente di etnia greca (vedi anche il nome), fu abbandonata a seguito di due fortissime alluvioni, che si abbatterono sulla zona nell’inverno a cavallo tra il 1971 e il 1972; il nuovo paese fu fondato a 40 chilometri, sulla costa ionica. Le storie del paese, raccontano di chiodi conficcati nelle mura della case, cui fissare delle corde legate alle caviglie dei bambini, per paura che cadessero nei burroni circostanti.


Foto Geofix, Gerald Keller, AleBonvini, a_sorense, @Michael, pizzodisevo

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The Ice Cream Lady sull’isola di Koh Lipe-Thailandia

Pubblicato da Valentina G.

Lekka Lipe in Koh Lipe-Thailandia

Queste sono le storie che noi viaggiatori di tutto il mondo amiamo, storie di persone coraggiose che decidono di cambiare radicalmente il corso delle loro vite abbandonando città, amici e parenti per trasferirsi dove il fato li trasporta e dove il cuore batte all’impazzata. In questi racconti di vita l’amore è sempre quell’ingrediente che porta a scelte così radicali: l’amore per una persona, l’amore per una spiaggia, l’amore per i sapori e i colori di un paese lontano.

Questa è la storia di Eliana Uboldi una ragazza milanese che si è trasferita in una delle più belle isole Tailandesi, Koh Lipe (definita anche la perla delle Andamane) e ha avuto la brillante idea di aprire una gelateria. Lekka Lipe si trova all’inizio della Walking Street, a 50mt dalla Pattaya Beach ed è frequentata sia dai turisti sia dalla gente del posto. Con 75 gusti del migliore gelato artigianale italiano, prodotto interamente senza conservanti o coloranti, gli affari vanno alla grande e lasciare l’isola senza assaggiare il miglior gelato della Thailandia sarebbe davvero un peccato. Ecco come Eliana ci racconta la sua avventura con una breve intervista:

Com’è iniziata la tua avventura in Thailandia e perché proprio una gelateria?
Fino a cinque anni fa ero una venditrice di moda a Milano, poi durante una vacanza in Thai mi sono accorta di non avere tutta quella nostalgia del mio mondo. Senza premeditazione ho annullando il biglietto di ritorno e ho iniziato a viaggiare in lungo e in largo per l’Asia, dalla Cambogia al Myanmar, da Singapore al Nepal. Un bel giorno sono sbarcata casualmente qui a Koh Lipe. Da subito ho avuto la sensazione di aver finalmente trovato qualcosa che non sapevo stessi cercando, realizzando il vero significato del perdersi per ritrovarsi. Dopo aver instaurato rapporti con diversi locali e grazie alla nuova centrale elettrica che consente la produzione di corrente costante, l’idea del gelato mi è venuta abbastanza naturalmente sotto i 35C°.

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Alloggi particolari a Rotterdam: l’Hotel Stroom in un’ex centrale elettrica

Pubblicato da Grazia



Se non sapete rinunciare alla tecnologia neanche in viaggio, a Rotterdam c’è l’Hotel Stroom. Ricavato nei locali di un’ex-centrale elettrica di Rotterdam, lo Stroom è una struttura che ospita 18 monolocali dal design moderno e tecnologicamente avanzato.

I lussuosi monolocali, ognuno arredato in modo esclusivo, sono dotati tutti di lettore dvd, televisore a schermo piatto, proiettore e connessione ADSL ad internet.

Fra le possibilità che l’Hotel Stroom offre, inoltre, c’è quella di guardare un film in qualità surround, assaporare la cena in una terrazza con vista sulla torre Euromast o il ponte Erasmusbrug, e fare un bagno rilassante in coppia sotto il cielo stellato.

Fonte | Holland.com

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Il Turtle Tour di Sea Darwin in Australia

Pubblicato da debora

Turtle tour a Darwin

Purtroppo sono stata a Darwin durante il periodo delle piogge (a Darwin, in Australia, esistono due stagioni: quella secca, da metà aprile ad ottobre, e quella umida per il resto dell’anno), per cui non mi è stato possibile mettermi sulle tracce delle tartarughe, ma i miei amici darwiniani mi hanno raccontato di un’esperienza fantastica.

La Sea Tour di Darwin organizza dei tour sulle tracce delle tartarughe marine. I tour si svolgono durante i periodi della luna piena, con partenze alle 4.00, per cui occorre preventivamente verificare la disponibilità del calendario. Ovviamente cosa si potrà vedere, se la posa delle uova, piuttosto che la schiusa e la corsa dei piccoli in mare, dipende dai normali cicli naturali delle tartarughe, ma i tour sono sempre organizzati in modo da avvicinare i partecipanti alla vita delle tartarughe, e ai segreti del loro habitat naturale. 220 dollari australiani per gli adulti.

Ma se non siamo fortunati con il periodo, o non siamo ci va di fare certe “alzatacce” mattutine, possiamo sempre approfittare degli Eco Tour, con partenze alle 11 alle 15, che in 3 ore promettono di far conoscere tutti i segreti della baia di Darwin, da quelli naturali (coccodrilli compresi), a quelli bellici (Darwin è stata l’unica città australiana a subire gli attacchi giapponesi durante la Seconda Guerra Mondiale), giudicato da Travelling in Australia, una dei migliori tour guidati per il 2010 (vedi anche Trip). 65 dollari australiani per gli adulti.

Vedi anche L’incredibile esperienza del Feathers Sanctuary, il Litchfiled Park e il Kakadu Park.
Foto di Sea Darwin.

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Città fantasma in giro per il mondo

Pubblicato da StarBugs

Pripyat, Ucraina, 1

Spesso si sente dire “città fantasma” ma personalmente quante ne abbiamo viste? Magari alcuni di voi, in occasione di alcuni viaggi, hanno potuto ammirare con i propri occhi vie, strade, case completamente abbandonate al proprio destino.

In caso non vi fosse mai capitata l’occasione, oggi vi mostriamo alcuni magnifici -e allo stesso tempo inquietanti- scatti di quello che rimane di un paese, di un luogo, che ancora esiste sulla cartina ma che sembra abitato solo dai fantasmi del passato.

Ecco le città che vedrete: Pripyat (Ucraina), Sanzhi District (Taiwan), Craco (Italia), Kolmanskop (Namibia), Oradour-sur-Glane (Francia) e Centralia (Pennsylvania).

Città fantasma nel mondo

Pripyat, Ucraina, 1Pripyat, Ucraina, 2Pripyat, Ucraina, 3Pripyat, Ucraina, 4

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Come mangiare e risparmiare quando si mangia fuori in Francia

Pubblicato da Nemo

Quelli di I Prefer Paris si sono confrontati con una domanda che tutti i turisti si pongono quando atterrano, attraccano o parcheggiano sul suolo francese: come si fa a non spendere una tombola per mangiare fuori? Mettendo da parte l’ipotesi McD e kebab, affascinanti soluzioni per 1 pasto al mese, al massimo, vediamo quali sono le dritte e i suggerimenti più plausibili.

Intanto tenete a mente che c’è una differenza concettuale importante tra la carte e le menù: nel primo caso si tratta di quello che noi usualmente chiamiamo menù, una lista di piatti tra cui scegliere. Che però è conveniente solo se non abbiamo intenzione di affrontare un pasto completo, in questo caso è invece preferibile scegliere un menù (nel senso francese del termine) che di solito propone un pasto di 2 o 3 portate ad un prezzo più conveniente rispetto allo stesso assortimento ordinato a la carte.

Ricordate poi che un entrée non è un primo o un piatto completo, ma solo una sorta di antipasto: se ordinate solo quello il cameriere vi tratterà malamente e sicuramente vi alzerete con la fame. Tornando ai menù: quasi sempre sono affissi fuori dalla porta, quindi controllateli prima di sedervi, anche perché spesso le proposte pranzo/cena sono appese fuori ma non le trovate sulla carte, perdendo così la possibilità di avvalervene; attenti infine alle scritte piccole, tipo “disponibile solo a pranzo, solo a cena, solo negli anni bisestili”.

Se non dovete festeggiare nulla e non dovete dimenticare nulla, potete risparmiare sulle bevande chiedendo una caraffa d’acqua: è buona ed è gratis al contrario della minerale che può arrivare a 5 euro a bottiglia. A fine pasto, se il servizio è stato buono, lasciate una piccola mancia: ricordatevi di lasciarla in contanti e a parte se pagate con la carta di credito. Per consumare un pasto semplice e frugale non ordinate una zuppa e un sandwich, chiedete piuttosto un piatto del giorno: con una decina di euro ve la cavate e non fate figuracce.

Le ultime due indicazioni sono fondamentali: evitate la colazione in hotel - a meno che questo non si trovi in una baia sperduta affacciata sull’oceano - dato che vi costerebbe cifre astronomiche (anche 10 euro a persona) e non bevete coca cola, che è sicuramente la bevanda più costosa e meno francese che possiate scegliere.

Foto | Flickr

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Beyonce per l'inaugurazione del Revel resort & casinò di Atlantic City

Pubblicato da debora

Revel resort casino di atlantic city

Beyonce, secondo People la donna più bella del mondo, vincitrice (fin’ora) di ben 16 grammy awards, si esibirà il prossimo 28 maggio al Revel Resort & Casinò, per l’inaugurazione ufficiale dell’ultimo arrivato sul boardwalk di Atlantic City .

In effetti il Revel ha già aperto i battenti il 4 aprile (soft open così la chiamano quelli del marketing), dando così modo di poter far parlare di se. Ovviamente ci sono voluti un sacco di soldi per costruire questa gigante carta di credito che si specchia nelle acque dell’oceano, ma non abbastanza per diventare il più grande casinò di Atlantc City, anche perché il Revel ha l’ambizione di diventare qualcosa di più.

Un resort con un casinò, e non un casinò con un resort, e per ribadire il concetto, le entrate del casinò e del resort, sono state mantenute separate. Il casinò è grande, diviso in diversi settori di gioco, riccamente arredato, ma la cosa strana, rivoluzionaria per un casinò, è che qui entra la luce naturale; une vera rivoluzione per i casinò. “Che senso ha, costruire vicino all’oceano, e poi nascondere l’oceano ai giocatori?” è stata la spiegazione del manager. Bella idea, meno bella, almeno per me che non fumo, quella di fare del Revel il primo casinò smoke-free degli States.

Ma riuscire ad Atlantic City non è semplice (tanti sono stati i fallimenti, e i casinò buttati giù senza complimenti), e la scommessa del Revel sarà vinta, se riuscirà a portare qui anche i non giocatori, e per farlo li tenta con 14 ristoranti (quello italiano è il Lugo), 10 piscine, 2 nightclub, 2 teatri, negozi dove fare lo shopping, oltre all’accesso diretto alla spiaggia.

Via Newsday.
Foto | Grant Guarino

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