Il Los Angeles Times le definisce Bizarre and unusual destinations around the world, noi per semplicità li possiamo catalogare come i 20 luoghi più strani del mondo dove trascorrere una vacanza.
E possiamo trarre spunto da questa top 20 per scegliere la prossima meta di un nostro viaggio all’insegna dell’insolito e della scoperta di angoli stravaganti del pianeta:
1) Il Grande buco Blu nella barriera corallina del Belize
2) La formazione rocciosa chiamata l’Onda, in Arizona [nelle foto]
3) L’isola di Socotra a largo delle coste dello Yemen
4) L’Ithaa Undersea restaurant sull’isola di Rangali, alle Maldive
5) La regione della Cappadocia, in Turchia
6) La più grande piscina del mondo, in Cile
Foto | Flickr
SpeedVacanze è un tour operator particolare. La particolarità è data dalla clientela target (scusate ma non ho resistito alla tentazione di fare quella del marketing) a cui sono rivolte le sue offerte: i single. In pratica organizza dei viaggi, dove la normalità è non conoscere gli altri partecipanti, e durante questi viaggi delle occasioni, dei pretesti, per cui i partecipanti hanno occasione di socializzare (ora faccio la psicologa).
Per questo capodanno, organizza 4 diversi viaggi; Barcellona, Berlino, Praga e Toscana. Così, a pelle, io andrei a Barcellona; si parte da Genova il 28 dicembre e si sta in viaggio per 5 giorni e 4 notti, con prezzi a partire da 685 euro. La SpeedVacanze fa gruppo con la SpeedDate, che per capodanno organizza due veglioni per single, uno a Roma e uno a Milano ( la foto di clspeace riprende la chiesa di Santa Maria delle Grazie, patrimonio dell’Umanità, dove è conservata l’Ultima Cena di Leonardo, visitabile dal vivo solo su appuntamento ma se ci si accontenta del virtuale si può andare sul sito Haltadefinizione ).
La Quiltour invece propone viaggi per persone sole (non single, e la differenza non è solo terminologica), organizzate in una compagnia di viaggio sulla base delle loro affinità, in modo che il viaggio sia vissuto, si spera piacevolmente, tra persone tra loro compatibili (e qui faccio l’informatica). Facezie a parte per quest’anno i viaggi proposti a cavallo del capodanno hanno come destinazione i castelli del parmense, il deserto algerino, Istambul e lo Yemen, quest’ultimo con prezzi a partire da 2.100 euro.

Lo Yemen è uno di quei paesi capaci di esercitare un fascino irresistibile su chi ama viaggiare, tanto che, quando vi misi piede per la prima volta, mi innamorai letteralmente di quei luoghi. Ma è anche un paese ricco di contraddizioni e di contrasti, che arrivano alle nostre orecchie solo quando sfociano in atti violenti come i famigerati rapimenti di viaggiatori stranieri, portati avanti per lo più da tribù locali in cerca di attenzione e di fondi da parte del governo centrale. Ci sono delle zone in cui le autorità concedono parte dei guadagni alle tribù (un caso tipico è quello di Shihara, in cui soltanto gli abitanti del posto in genere conducono i viaggiatori nell’ultimo tratto, fino alla città famosa per il suo ponte, e quindi godono, almeno in parte, dei vantaggi economici del turismo), mentre spesso in zone come Sa’da o Ma’reb è necessario viaggiare scortati da parecchi anni ormai.

Queste mie foto risalgono a più di dodici anni fa, quando ancora era possibile visitare quasi tutte le zone del paese senza scorte armate, e rappresentano la cittadella vecchia di Ma’rib, il Tempio della Luna, e il Tempio del Sole di Mahram Bilquis, non lontano dalla grande diga della regina di Saba. L’attentato di oggi contro il convoglio di turisti spagnoli sembra sia avvenuto proprio all’ingresso di Mahram Bilquis,
Continua a leggere: Mahram Bilquis nello Yemen e i templi della regina di Saba
Certo che questi ragazzi yemeniti appassionati di surf hanno trovato un modo originale per ovviare al problema della lontananza con le onde dell’oceano!
Il video di youtube, registrato a Jibla, è stato pubblicato da CandyTrail, il super-viaggiatore di cui vi abbiamo parlato un paio di giorni fa.
Ci scrive Licinio per il suo travelogue appena pubblicato dopo un viaggio nello Yemen: ci sono cinque lunghe pagine di racconto e un album fotografico da vedere: pensavo di arpionargli questa foto del mercato del pesce, poi ho preferito la spaventosa rupe che vedete nella pagina La salita al cielo e lo sheikh, quella che Licinio consiglia e che in effetti non mi ha deluso.
A me è piaciuta anche la pagina che arriva sulle sponde dell’Oceano, intitolata Il vulcano sull’oceano in riferimento al laghetto che riempe il vulcano spento che si trova vicino al villaggio di Bir’Ali (vedetelo in questa pagina di Viewzone insieme alla rovine della Vecchia May-fah da dove i tre Re si mossero per far visita al Gesù Bambino).
Certo che, viaggiando per il mondo, di strade pericolose se ne trovano, eccome!
Il blog DarkRoasterBlend ha pubblicato di recente l’aggiornamento alle già citate 10 strade più pericolose del mondo con la famosa Friendship Highway che collega Lhasa in Tibet con Kathmandu in Nepal. Di certo la rete viaria nepalese non è delle più attrezzate, ve lo posso assicurare per esperienza diretta: ricordo un torrido pomeriggio passato sotto il sole mentre un camion penzolava da una scarpata e gli automobilisti in transito tentavano di tirarlo su con corde e catene.
Al secondo posto la Halsema Highway nelle Filippine. Ma se volete vedere qualcosa di poco adatto a chi, come me, soffre di vertigini, date un’occhiata a questa foto.
Se posso permettermi poi di dare il mio personale contributo aggiungerei la strada che dall’altopiano sale a Shihara, nello Yemen. Mai visto niente di così terrificante (e non a causa degli uomini armati masticanti qat delle foto)!

Shihara (la grafia è incerta, a volte è chiamata Shahara o con altre varianti) è una delle più belle città fortificate dello Yemen, malgrado sia tuttora quasi inaccessibile. Basti pensare che per secoli è stato un baluardo inespugnabile, rifugio contro gli occupanti stranieri nelle varie guerre che hanno caratterizzato la storia della regione. Solo negli anni sessanta del secolo scorso, durante la guerra civile, Shihara fu sconfitta dai bombardamenti aerei dei repubblicani contro i realisti.
Quando la visitai, sette anni fa, fui colpita dalla pericolosità della strada che si inerpcava sul fianco della montagna, fino a 2600 metri d’altezza. Soltanto gli abitanti del luogo erano in grado di percorrere l’angusta via sempre sul bordo del precipizio con stretti pick-up.
Una volta arrivati in cima però ci si trovava di fronte a un mondo sorprendente. Case di pietra con finestre di alabastro contornate da calce bianca. Cisterne scavate nella roccia a forma di anfiteatro. E soprattutto il magnifico ed elettrizzante ponte di Shihara, che si erge su un baratro di oltre trecento metri.
Foto dal mio album sul sito viaggiatore immaginario.

Dal gruppo dinamiche flickeriane arriva il link per un photoset stupendo di abschied nello Yemen. Qui vedete un particolare di questa foto, in quest’altra mi ha incuriosito l’accenno a Shabwa, capitale dello Hadhramaut di cui leggete su Wikipedia qualche informazione in inglese.

Qual’è secondo voi la città più bella del mondo? Venezia, Firenze, Mosca, New York, Lisbona, Bangkok, Sydney? Io voto per la meravigliosa Sana’a, capitale dello Yemen, un vero gioiello di architettura, atmosfera e profumo, con i suoi palazzi decorati e le sue vie dal sapore esotico. Da Bab El Yemen alle vie del souk perdersi tra i vicoli della città è un’esperienza da provare. Qui ho trovato un tour virtuale della città.
Al secondo posto Cuzco, non per niente è l’ombelico del mondo, no?
E voi chi votate?
Ho parlato settimana scorsa di Soqotra, grazie a una dritta di Claudia, e oggi ho trovato un liveblog di inizio anno: la foto è una piscina naturale a Homil e sul post originale c’è il placemark di Google Earth per posizionarla. Tutto il travelogue lo sfogliate dal tag Yemen del blog.
L’autore è Fabrizio Pecori, che è stato a Soqotra dopo aver dato alle stampe un libro di fotografie dalla Groenlandia: seguite questa categoria oppure acquistate Argos N.224 di Giugno 2006, con un portfolio di 6 pagine dal libro Groenlandia in slitta, per mare, per aria. Altre foto sono nella gallery dell’agenzia Groenlandia.it, che propone crociere polari e nell’arcipelago delle Svalbard con navi a vela, oppure la Groenlandia in kayak e coi cani da slitta.