Certi viaggi sono proprio destinati ad andare nel peggiore dei modi e a lasciare nei passeggeri un ricordo tanto negativo quanto indelebile. Più o meno questo è ciò che è accaduto agli speranzosi americani imbarcati sul volo 857 della United Airlines, decollato da San Francisco per un viaggio di 13 ore verso Shanghai.
Le 13 ore, come hanno scoperto i passeggeri in questione, erano una previsione ottimistica: partiti da S.Francisco domenica, alcuni di loro hanno toccato terra in in Cina solo martedì, dopo 3 giorni di nomadismo aereo e terrestre. Cosa è successo? Semplice, diciamo così… Prima si sono accorti che il bagno era rotto e quindi i 262 passeggeri sono stati fatti scendere dall’aereo ad Anchorage, in Alaska. Ma l’aereo sostitutivo, quello di scorta insomma, aveva problemi meccanici e quindi da lì sono dovuti scendere di nuovo a terra.
I viaggiatori, che avrebbero descritto il breve tragitto come un volo verso l’inferno, si sono imbarcati a S.Francisco alle 14 di domenica e dopo 3 ore hanno saputo che il Boeing 777 sarebbe atterrato ad Anchorage per problemi con i bagni. Dopo un’ora e mezzo di sosta i passeggeri sono stati trasferiti all’interno dell’aeroporto alaskiano: qui, dopo altre 4 ore, hanno saputo che di ripartire si sarebbe parlato solo il giorno seguente.
L’odissea non stava però volgendo al termine. I racconti dei passeggeri riferiscono di una distribuzione piuttosto ritardata dei voucher per gli alberghi, peraltro senza la possibilità di ritirare i bagagli e gli effetti personali. Il giorno seguente il volo che doveva partire alle 14 ha registrato un ritardo di 2 ore e mezzo: l’annuncio dell’ulteriore rinvio della partenza al giorno seguente ha messo ko anche i più ottimisti. Alcuni viaggiatori avrebbero allora accettato di tornare a S.Francisco con un altro aereo, che però sembra sia stato colpito da un fulmine. I loro bagagli, ovviamente, sono stati sbarcati a Shanghai…

Era forse inevitabile che, dopo una serie di sventure - alcune delle quali molto drammatiche - la domanda iniziasse a circolare. Ma perché la Costa Crociere non cambia nome? In realtà sarebbero le sue navi a dover essere rinominate, visto che appellativi tanto soavi ed ottimistici diventano un boomerang quando su susseguono naufragi e incendi.
Sì, però allora al posto di Costa Allegra, Concordia, Fascinosa, Favolosa, Deliziosa, Luminosa, Serena, Magica e Fortuna, quali nomi si potrebbero dare a queste benedette navi?
Su Twitter è già partito il sondaggio, affidato all’hashtag #renameCosta. I primi 100 twitt - non sono riuscito a risalire al primo che ha lanciato l’idea stamattina - sono piuttosto interessanti: Costa Maledetta, Costa Triste, Costa Troppo Vicina, Cost Away, Costa Maya, Costa Minchia, Costa Cost Lemme Lemme…
Avete proposte da suggerire?

Se mentre ve ne state nella vostra veranda ad oziare, aspettando che il pranzo magicamente faccia la propria comparsa sul tavolo, il campeggio che avete scelto per le meritate ferie viene animato da una forte agitazione e da prospettive di rivolta, il buon umore faticosamente riconquistato grazie alle magiche atmosfere del mare sardo potrebbe incrinarsi. Questo dovrebbe essere, più o meno, quanto è avvenuto ai 400 turisti che si trovavano nei giorni scorsi nel Camping Arcobaleno di Porto Pozzo, piccola località a poca distanza da Santa Teresa di Gallura.
Pare infatti che, secondo il piano idrogeologico del Comune, quell’area sia a rischio di alluvione e se il Rio Lu Banconi esondasse tende e roulotte verrebbero travolte, insieme ai relativi occupanti. Una realtà dura da accettare, sia per il proprietario della struttura (che si trova lì dal 1977) che per i villeggianti, che in 20 mila ogni anno scelgono l’Arcobaleno di Porto Pozzo.
I vigili urbani hanno però ricevuto l’ordine di eseguire lo sfratto: ricorso al Tar e blocchi stradali - a quanto sembra - non potranno salvare camping né vacanze.
Via | La Nuova Sardegna

Quando, mentre siamo in fila per il check in all’aeroporto, ci soffermiamo a leggere il cartello con gli oggetti che non possono essere portati a bordo, di solito ci viene da ridere, pensando che sia decisamente ovvio il divieto relativo a una pistola, agli esplosivi e ai coltelli. Invece forse la cosa non è così scontata, se è vero (sottolineo, se è vero) che, come riportato da Overheadbin on Msnbc, un 24enne di Baltimora ha tentato di imbarcarsi con 13 coltelli nel bagaglio a mano. Forse si trattava di un collezionista - almeno così lui ha detto - oppure di un passeggero che voleva intagliare tutti i sedili del jet, in ogni caso questa cosa non è stata presa bene dal personale del Baltimore Washington International Airport.
Il passeggero, che ovviamente non è riuscito a prendere il volo desiderato, rischia 1.000 dollari di multa e 3 anni di reclusione per aver introdotto delle armi nello scalo ed aver intralciato le procedure di sicurezza dell’aeroporto.
Foto | Flickr

I passeggeri della nave da crociera Sea Princess non sono molto fortunati: è la quarta volta che vengono colpiti da un virus gastrico. Naturalmente non si tratta degli stessi viaggiatori: gli episodi si riferiscono a quattro crociere diverse, che però sono state funestate da altrettante ondate di spiacevoli virus gastrici, con conseguente abbondanza di diarrea, vomito e stomaci rivoltati.
I numeri - che per il Centers of Disease Control and Prevention non sarebbero poi allarmanti, visto l’elevato numero di passeggeri ospitati dalla Sea Princess - sono comunque abbastanza impressionanti: durante la crociera del 15 maggio si sono ammalati in 44; in quella del 30 maggio in 128; in quella dei primi di giugno in 142 e in quella di fine mese in 52.
Tutti sarebbero stati colpiti dal norovirus ma, stando alla compagnia Alaska Cruise, il problema non sarebbero le condizioni igieniche della nave ma i passeggeri: il virus infatti starebbe circolando negli States e sarebbe stato veicolato all’interno della Sea Princess proprio dai viaggiatori.
Via | Overheadbin
Foto | Flickr

L’estate è ancora il periodo più gettonato per le vacanze, ma vista la crisi che attanaglia il portafogli e il tempo sottratto dalla frenesia delle nostre vite, sempre più frequente è prenotare alberghi, voli o pacchetti completi on line, comodamente seduti al proprio pc.
Ma attenzione: anche in questo settore le truffe sono in agguato! La polizia postale informa che nei primi 5 mesi dell’anno (che non sono certo l’alta stagione per la massa) le truffe messe a segno sul web sono state circa novemila, un trend in aumento considerate le cinquemila dell’anno scorso.
Perciò è stato messo a punto un semplice decalogo di sicurezza per non incorrere in brutte sorprese: internauti esperti come voi certo non ne avranno bisogno, ma credo che un ripassino non guasti a nessuno. Innanzitutto prendete sempre prima informazioni sulla società dalla quale state per acquistare, anche semplicemente cercando nei motori di ricerca o sui forum, quindi informatevi sulle condizioni di vendita negli altri Paesi, in tema di diritto di recesso, le modalità e tempi di restituzione o ritiro della merce.
Continua a leggere: Voglia di vacanze: prenotazioni on line, ma… occhio alle truffe!

Oggi inauguriamo una nuova rubrica: quella dei viaggi finiti male. Malissimo: quelli dove la sfiga si è accanita su di voi come una nuvoletta fantozziana. Quelli in cui non vedevate l’ora di tornare a casa. Quelli dove tutto quello che poteva andare male, bé, è andato peggio. Quelli di cui ti vergogni all’inizio: poi ci ridi sopra.
Se anche voi avete delle esperienze di viaggio atroci da condividere, o se volete semplicemente espiarle sulla pubblica piazza di Travelblog, scriveteci alla mail dei suggerimenti . Non vediamo l’ora di leggere i vostri racconti. Intanto però, devo dare io l’esempio e raccontarvi del mio Uzbekistan, ridicolizzandomi davanti a voi.
Circa tre anni fa oltre a scrivere per Blogo, iniziai a lavorare nella redazione di un periodico maschile. Era una bella soddisfazione, passavo dalla barricata dei collaboratori a quella degli interni. Tenete conto che tutto quanto leggerete accadeva in un periodo “via di mezzo”, in cui mi venne la stolta idea di proporre al direttore…
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