Ryanair continua a sfornare nuove rotte come se niente fosse: questa volta è protagonista l’aeroporto di Treviso (che sul sito Ryanair troverete come Venezia - Treviso).
Due le nuove destinazioni, entrambe raggiungibili a partire dal prossimo due novembre: la prima è Marsiglia, con tre voli settimanali previsti il martedì, il giovedì ed il sabato, e la seconda è Valencia, che dovrebbe condividere gli stessi giorni.
Dico dovrebbe perchè mentre vi scrivo solo i voli per Marsiglia sono già prenotabili online, mentre quelli per Valencia non sono ancora disponibili. Prezzi come al solito competitivi, per una città, Marsiglia, di per sè piacevole e, per gli amanti dell’on the road che non si spaventano davanti ad un centinaio di chilometri, utilizzabile anche come “porta” per la Spagna e per la Costa Azzurra.
Foto | mcveja

In città come in Africa? Sì, se quella città si chiama Valencia e lo zoo che state visitando è il Bioparc. Chiamato in tal modo nel 2008, dopo i lavori di trasferimento e ampliamento che lo hanno portato nella nuova sede del Parc de la Capçalera, confinante con i bellissimi Giardini del Turia, il Bioparc appartiene alla nuova generazione di zoo che promuovono il concetto dell’immersione nell’habitat naturale dell’animale, e non il contrario, come avveniva in precedenza.
Imponenti le sue dimensioni. Con oltre 80.000 metri quadrati di superficie, il Bioparc è in grado di ricreare un numero impressionante di habitat naturali (la savana secca, la savana umida, le foreste dell’Africa equatoriale e l’isola di Madagascar), all’interno dei quali vivono oltre 4.000 animali appartenenti a più di 250 specie differenti. Il tutto, cercando di mantenere il più possibile simili a quelle reali le caratteristiche che contraddistinguono l’habitat di ogni animale.
Visitare il Bioparc è davvero un’esperienza. Date un’occhiata alla galleria fotografica, dopo il salto, e non potrete che essere d’accordo.

Avete sempre pensato che la festa degli innamorati sia ovunque il 14 di Febbraio, il giorno di San Valentino? Vi sbagliavate, lo sapete?
La tradizione di dedicare un giorno in particolare agli innamorati ed al loro sentimento, per quanto universale o quasi, è festeggiata in giorni differenti, in varie parti del mondo. Se vi capita di passare a Valencia, ad esempio, il prossimo 9 ottobre, ne avrete la prova. In questo periodo, infatti, durante il giorno di San Dionigi, patrono dei fornai e dei pasticceri valenciani, gli abitanti della città festeggiano anche il giorno degli innamorati. Simbolo più famoso della festa, la Mocadorà de Sant Dionìs, ossia una fazzoletto ripieno di dolci e dolciumi fatti di marzapane, che viene regalato alla persona a cui si vuole bene.
La tradizione sarebbe nata, secondo quanto racconta una leggenda popolare, per festeggiare l’entrata a Valencia di re Giacomo, il 9 ottobre 1238. Gli abitanti della città, per gioire della riconquista, offrirono alla moglie di Giacomo, la regina Violante d’Ungheria, la frutta e le verdure tipiche della città in un unico piatta di ceramica avvolto in fazzoletti (mocadors, da cui appunto il nome mocadorà) di seta.
Continua a leggere: Mocadorà. La festa degli innamorati, a Valencia

Vi trovate a Valencia e cercate un albergo non troppo grande, ma arredato in maniera eccellente, con un buon ristorante e non troppo lontano dal centro della città?
Se è così, provate a dare un’occhiata all’Ad Hoc Monumental. Si tratta di un ottimo 3 stelle, situato in Carrer de Boix, nel quartiere della Xerea, uno dei sei che storicamente compongono il distretto numero 1 della città, quello della Città Vecchia.
L’albergo occupa un edificio costruito verso la fine del 1800, dispone di 28 camere, tra doppie e singole, ed è l’ideale per chi non vuole avere a che fare con troppa confusione ed al tempo stesso essere circondato da una certa sobrietà ed eleganza. Gli interni delle stanze sono molto belli, spesso con muri di pietra e mosaici a vista. Tutte le stanze sono dotate di connessione wifi gratuita.
Molto interessante anche il ristorante dell’albergo che, con soli 10 tavoli, merita assolutamente di essere provato, per il proprio menù interamente realizzato con carni e verdure biologiche, scelte personalmente dallo chef in base alla disponibilità stagionale.
Vi trovate a Valencia e, non contenti di vivere nella patria della paella (non a caso chiamata paella valenciana), dell’horchata e di ogni altro tipo di leccornia si possa immaginare, volete mangiare all’italiana?
Se è così, lasciate che vi consigli un luogo non molto conosciuto e non molto grande, ma dove si mangia davvero bene, ed i sapori non sono quelli ‘italianizzati’ della maggior parte dei ristoranti italiani all’estero, ma sono proprio quelli, italiani, di casa nostra. Non a caso, infatti, il ristorante che vi sto suggerendo di visitare si chiama proprio Casa Tua. Aperto nel cuore di Valencia, in Calle del Salvador, Casa tua è un piccolo angolo italiano dove è possibile, in assoluta tranquillità ed a prezzi davvero onesti , mangiare ottimi piatti di cucina italiana, tutti preparati artigianalmente dai gestori, provenienti dal Belpaese. Il locale è aperto dal lunedì al sabato.
Consigliato a chi vuole prendere una pausa dai pur eccellenti piatti che la gastronomia valenciana offre.

Tra gli amanti degli alberghi di lusso c’è una netta distinzione tra chi preferisce le grandi strutture e chi, invece, sceglie invece quelle più piccole, dotate anch’esse di ogni confort, ma meno appariscenti e più ritagliate su misura per offrire un’esperienza più intima.
Sicuramente è a questa seconda tipologia di alberghi che appartiene La Casa Azul, a Valencia. Frutto del lavoro e della passione di Vicente Gracia, uno dei più noti gioiellieri della città (e del mondo, vista l’importanza che le sue collezioni rivestono), come indica il suo nome, La Casa Azul è un albergo tanto piccolo, quanto prezioso. Situato in Carrer de Palafox, è composta da tre abitazioni, ciascuna posizionata su di un piano distinto, e ciascuna decorata e arredata secondo una diversa cifra stilistica, sin nel più minimo dettaglio.
Come indica il suo stesso nome, è l’azzurro il colore predominante in quasi tutti gli angoli dell’albergo, sin dalla sua facciata, nella quale è presente un’altra attività del poliedrico Vicente, un’enoteca, che funge al contempo anche da reception.
Continua a leggere: La Casa Azul. Piccolo hotel boutique di lusso, "a la luna de Valencia"

Siete appassionati di porcellane? Se è così sicuramente conoscerete il marchio Lladrò, uno dei più famosi ed apprezzati produttori del mondo. Quello che forse non saprete, invece, è che Valencia, sin dal 1953, anno in cui i fratelli Juan, José e Vicente Lladró diedero inizio alla propria attività nel villaggio di Almácera, ha il privilegio di essere l’unica città al mondo ad ospitare un Museo dedicato a questa prestigiosa azienda. Sono più di 100.000 i metri quadri che ospitano tutte le creazioni che hanno contribuito a fare la storia di questo prestigioso marchio.
L’ingresso al museo è gratuito, ed è possibile effettuare percorsi guidati, in 7 lingue diverse. La collezione si compone di opere uniche di grande valore, disposte in ordine cronologico in modo da consentire ai visitatori di seguire l’evoluzione del marchio dalla sua creazione fino ai giorni nostri.
Il museo ospita anche un’importante collezione di dipinti e promuove diverse attività culturali, come conferenze e workshop.
Il percorso può essere completato con la visita al luogo di nascita dei fratelli Lladro, una tipica casa valenciana del XIX secolo, in parte restaurata proprio per consentirne l’accesso al pubblico.
Per maggiori informazioni, è possibile visitare la pagina del museo, all’indirizzo museo.lladro.com

Vi trovate dalle parti di Valencia e cercate una buona maniera di coniugare arte e buon cibo? Se è così, non mancate di fare una sosta al ristorante La Sucursal.
Premiato con una stella Michelin, La Sucursal sorge infatti all’interno dell’IVAM, l’Istituto di Arte Moderna della città, il primo museo di arte moderna aperto in Spagna. Che in zona si respiri arte, è provato anche dagli spazi in cui il ristorante ha sede, precedentemente adibiti a spazio espositivo. Non per niente l’ambiente del ristorante è raffinato e di design, in stile avanguardista e con un arredo minimal e dalle linee essenziali.
La cucina proposta è quella comunemente definita ‘creativa’, in cui i piatti della tradizione valenciana sono rivisti utilizzando tecniche culinarie d’avanguardia, quale il Gastrovac, che permette di trasferire gli aromi tra prodotti diversi. Un esempio? Basti pensare al dessert a base di mela verde, melone e infusione di aloe vera dello chef Jorge Bretòn. Non solo, perchè nel ristorante è possibile anche accogliere i suggerimenti di Manuela Romeralo, uno dei sommelier più conosciuti ed importanti di Spagna, per quel che riguarda vini ed acque, e del mondo, per quel che concerne, invece, i sigari da abbinare ai diversi pasti.
Insomma, se passate da quelle parti, è assolutamente da provare. E state tranquilli, il portafogli non piangerà troppo.

Davvero interessane la mostra inaugurata dalla Fondazione la Luz de las Imagenes a Valencia, che ogni anno sceglie uno o più monumenti e li ‘adotta’, restaurandoli e riportandoli alla loro antica bellezza. Quest’anno la fondazione ha scelto di restaurare tre chiese della città, trasformandole in veri e propri templi dell’arte barocca valenciana, stile che ha raggiunto nella città il suo massimo splendore.
Ognuna di queste tre chiese ne rappresenta un aspetto, costituendo in questo modo tre blocchi tematici di grandissimo interesse: la devozione della Vergine Maria, la scultura in oro e argento dal Medioevo al XX secolo e la pittura barocca valenciana.
La visita alle chiese può essere incluso in un itinerario con partenza da Calle Poeta Querol, una delle vie più esclusive della città che ospita boutique di brand internazionali prestigiosi come Louis Vuitton e Loewe. Qui si trova la chiesa di Sant Joan de la Creu. Giunti in prossimità di Plaza Redonda, si incontra la chiesa di Sant Martí Bisbe i Sant Antoni Abat. Mentre, situata nel cuore del quartiere El Carmen, si scoprirà la chiesa di Sant Esteve Protomàrtir.
Per maggiori informazioni: www.laluzdelasimagenes.com/Valencia2009/
Immagini | Flickr
Chi pensa che Valencia sia una città solo di Fallas, deve ricredersi. Il capoluogo dellà Comunidad Valenciana ospita, infatti, un’altra festa, sconosciuta ai più, ma ugualmente molto bella ed affascinante, quella del Corpus Christi.
Di origine religiosa, la Fiesta del Corpus Christi si tiene, ogni anno, nel giorno omonimo, sin dal 1355, e fino a un secolo fa era considerata la vera grande festa locale. I Valenciani stessi la chiamavano, non per nulla, Festa Grossa o Fiesta Grande y Principal de la Ciudad e la fama delle Rocas, i maestosi carri trionfali che partecipano alla processione religiosa nella città, era talmente estesa da raggiungere tutta Europa.
Proprio le Rocas, o Roques, in valenciano, sono il sigillo della festività attuale. Su di esse sono rappresentati i Misteris, atti sacramentali legati alla Bibbia, e sono proprio loro ad anticipare la processione, con un corteo vistoso e sgargiante, accompagnato dalla musica di tabalet (piccolo tamburi) e dolçaines, strumenti a fiato tipici della regione e simili a piccoli flauti. Durante il resto dell’anno, le Rocas sono custodite gelosamente nella Casa de Las Rocas, un edifcio altissimo del XV secolo in cui, dal 2006, ha sede il Museo del Corpus, visitabile tutti i giorni.
Ricchissimo il programma di eventi, tra quelli ufficiali, dal 3 al 6 giugno, e quelli paralleli, dei festeggiamenti, che partiranno già dal prossimo 11 maggio, per culminare sempre nella giornata del 6 giugno.
Video | nandoarias