
È proprio il caso di dire che l’Africa prende il volo! Sentite questa iniziativa a metà strada tra l’aspetto economico e quello sociale che si è inventata l’Air Uganda, la compagnia di bandiera ugandese: per due mesi, cioè fino a metà settembre, biglietti gratis per chi non ha mai volato!
Resta da capire come poter fare a dimostrarlo, ma certo merita un plauso questa iniziativa volta a incentivare l’uso dell’aereo come mezzo di trasporto. Finalmente chi ha parenti all’estero, ad esempio nelle metropoli di Nairobi, Dar es-Salaam, Zanzibar o Kigali, potrà andare a trovarli senza sborsare un soldo.
L’idea è nata in collaborazione con l’operatore locale di telefonia mobile dell’Uganda, Warid, che fino a metà dicembre ha organizzato un concorso con in palio 100 biglietti aerei gratuiti per una destinazione a scelta. Questo è quel che si dice vivere senza confini: pensate se lo facessero da noi…
Foto | Flickr

Travelosophy propone un tour in Uganda che è un affascinante percorso alla scoperta dei luoghi lontani dal turismo di massa: Kampala, il parco nazionale Murchinson Falls, la Rift Valley albertina e la città di Fort Portal, il Parco Nazionale di Kibale, il Parco Nazionale Queen Elizabeth, Ishasha e il Sud Ovest dell’Uganda, la Foresta Impenetrabile di Bwindi, il Parco Nazionale del Lago Mburo, il Lago Bunyonyi e Kabale. qui non sarà difficile scorge tanti animali nel loro habitat naturale come i gorilla di montagna, scimmie e scimpanzè, babbuini e una gran varietà di uccelli.
Alpinismo, rafting, pesca sportiva o camminate ecologiche, ecco quanto offre il pacchetto per due persone con quote da da 3.524 Euro a persona in camera doppia, per 12 giorni e 11 notti, con possibili estensioni alle Isole Ssese Isola di Bugala, al Parco Nazionale Semliki e a far trekking sulle Montagne del Rwenzori. La quota comprende i trasferimenti per gli aeroporti, la guida in lingua inglese e i permessi per i gorilla e gli scimpanzè. Non comprende i voli, le tasse APT e le assicurazioni.
Se vi dovesse succedere di attraversare la linea immaginaria dell’equatore, in Africa, oltre agli immancabili negozi e bancarelle di souvenir (in cui vi proporranno di acquistare di tutto di più a prezzi ampiamente negoziabili), troverete una bacinella col fondo bucato e un legnetto, con l’immancabile addetto all’esperimento del lavandino che, in maniera più o meno professionale, vi mostreràgli effetti della forza di Coriolis.
La vostra guida, in cambio di una ragionevole mancia, vi porterà circa venti metri a sud dell’equatore dove lascerà defluire dal buco sul fondo della bacinella l’acqua e vi farà notare come il bastoncino ruoti in senso orario. Poi vi condurrà alla stessa distanza a nord, dove il bastoncino ruoterà in senso antiorario, e infine si posizionerà sulla linea dell’equatore, dove il bastoncino rimarrà fermo senza compiere rotazione. Il fenomeno, dovuto alla rotazione della terra sul proprio asse, in realtà non è che di modeste proporzioni considerando le distanze in gioco (soltanto poche decine di metri sulla superficie terrestre), e la rotazione è influenzata da innumerevoli fattori, quali piccole imperfezioni della bacinella, la sua inclinazione, o anche movimenti impercettibili appositamente compiuti dalla vostra guida.
Però, che sia o no una bufala nel caso specifico, vale comunque la pena di fermarsi e dare un’occhiata, perlomeno perché non vi capiterà facilmente di avere una lezione di fisica tanto divertente lungo le strade dell’Africa, con tanto di rilascio di certificato (più o meno) ufficiale.
Ho scelto di mostrarvi questo filmato, tra gli innumerevoli che potete trovare su youtube, perché, al posto del classico bastoncino che ruota in senso antiorario (emisfero australe) o orario (emisfero boreale), l’esperimento è condotto su un fiore.

Rientrata da qualche giorno in Italia, vorrei raccontarvi una delle esperienze più straordinarie che possano accadere nelle foreste dell’Africa equatoriale, ovvero l’incontro ravvicinato con un gruppo di gorilla di montagna nel loro ambiente naturale. I gorilla di montagna sono purtroppo una specie in pericolo di estinzione a causa del bracconaggio, delle malattie e della deforestazione: ne rimasti meno di 700 tra i confini di Uganda, Ruanda e Repubblica Democratica del Congo. Forse ne avrete sentito parlare alla fine di luglio quando sono stati uccisi diversi esemplari nel parco dei Vulcani, ma anche pochi giorni fa ci sono stati degli scontri a fuoco nella zona del Virunga. Oltre ai pericoli legati all’ambiente anche l’instabilità politica di alcune zone non gioca a favore della salvaguardia di questa specie.
Un paio di settimane fa ho avuto la fortuna di effettuare un trekking nel parco nazionale di Nkuringo, nel Bwindi Impenetrable National Park (un nome un programma!), dove, dopo quattro ore di sali e scendi nelle splendide montagne ugandesi, ho incontrato un’intera famiglia di gorilla. Vedere a così breve distanza tutte queste meravigliose creature così simili a noi, dai giovani al possente silverback, mentre si spostano, riposano, mangiano piante di banano selvatico e ti guardano coi loro occhi interessati, è davvero una cosa che faccio fatica a descrivere. Si ha proprio l’impressione di avere a che fare con esseri assolutamente coscienti della situazione: il 96% di dna che abbiamo in comune si legge tutto nei loro sguardi!
Il trekking di Nkuringo siembra sia uno dei più faticosi della regione (lo posso testimoniare personalmente, con 8 estenuanti ore di cammino su e giù per le ripide montagne tra Uganda e Congo R.D. e persino una compagna di viaggio portata via in lettiga dai portatori per crampi), ma dà l’occasione di ammirare, oltre ai gorilla nel fitto della foresta, dei paesaggi estremamente affascinanti, le colline verdeggianti, i villaggi, le piantagioni di tè e di banane, le cime maestose dei vulcani. Prima di iniziare il gorilla tracking, si percorre in matatu (lo scalcinato mezzo di trasporto pubblico in Uganda) una strada dissestata lungo la quale, nella nebbia dell’alba, si riconoscono le sagome rosate delle montagne. Poi, in gruppi di 8 persone più le guardie forestali, si attraversano le piantagioni di tè e i villaggi fino al primo guado, armati di zaino con abbondante acqua e provviste. Quando infine si raggiunge il luogo dove i tracciatori hanno individuato i gorilla (che ovviamente si spostano di giorno in giorno) ci si immerge nel più totale silenzio, interrotto soltanto dalle loro voci e dal frusciare della foresta sotto i loro (e i nostri) passi. Qui spesso il pendio è talmente scosceso che si è costretti a scivolare trovando appiglio nella folta vegetazione. E poi, con negli occhi le immagini indimenticabili di queste creature selvagge, si risale infine sulla montagna per ore e ore prima di raggiungere la base.
La foto proviene dal mio album personale che sto provvedendo ora ora a caricare sul web.
Madventurer è una associazione che organizza progetti di cooperazione nei paesi in via di sviluppo per aiutare la popolazione locale a migliorare le proprie condizioni di vita. Le proposte sono varie e di diverso interesse, dai progetti rurali in cui ci si può unire a un team di volontari per aiutare a costruire edifici o insegnare l’inglese ai bambini del posto in Ghana, Guatemala, India, Kenya, Tanzania, Uganda, Perù o Thailandia, per passare ai progetti urbani in cui si può dare il proprio contributo con l’attività di insegnante, giornalista o medico, o ancora ai progetti sportivi in cui il compito previsto è quello di seguire i bambini nelle varie attività come ad esempio il calcio in Ghana o il rugby alle Fiji.
Infine madventures organizza anche viaggi avventurosi in mezzo mondo, ad esempio questo Kingdom of Ashanti in Ghana a 1369 sterline per due settimane.
Si comincia a respirare l’aria dell’estate e le iniziative dei media sembrano sempre più dirigersi verso le agognate vacanze. A questo proposito è cominciata da pochi giorni la trasmissione radiofonica Saluti da… targata radio BCS. Al suo interno sono stati selezionati 26 ascoltatori che racconteranno le proprie vacanze in diretta. Ogni giorno, fino alla fine di agosto, verranno intervistati 2 viaggiatori per tutta la durata della settimana, il cui compito sarà quello di raccontare e condividere le proprie esperienze di viaggio. Interviste che è possibile ascoltare in diretta via radio (alla frequenza 90.950 Mhz) oppure in streaming sul sito. Per adesso sono on line i primi giorni di tramissione con una vacanza classica nel mare azzurro della Sardegna e una un po’ più particolare in bicicletta in Croazia con l’associazione Pedaliamo per la vita.
Ma vi posso anticipare che, nella seconda metà di agosto, i microfoni della radio andranno a pescare una viaggiatrice di vostra conoscenza (indovinate chi?) direttamente in Kenya e in Uganda (collegameti telefonici permettendo). Quindi se in quel periodo non riuscirò a postare sul blog potrete consolarvi ascoltando la mia voce in streaming!
Un video breve dall’organizzazione giovanile indipendente Bavubuka, attiva tra Uganda, Canada e paesi dell’Est Africa. Delle loro produzioni multimedia ho parlato su Soundsblog qui.
Per immaginare di trovarsi nel bel mezzo della foresta equatoriale, forse può bastare questo tour vituale nel Parc National des Volcans in Ruanda. Nel paese vivono molte specie differenti di primati, tra cui i rari gorilla di montagna, che si distribuiscono nella zona di confine con l’Uganda e la Repubblica Democratica del Congo, tra Virunga, Bwindi e Mgahinga.
Se seguite le freccette indicate lungo i percorsi, potrete sperimentare virtualmente alcuni dei trekking che, come vi ho già confessato in passato, sono nella mia lista dei desideri.
Sul sito di Geomotion Global Village trovate poi la mappa interattiva con la possibilità di visitare virtualmente parchi e città ruandesi, da Kigali a Kibuye, alle piantagioni di caffé sparse in tutto il paese, in particolare nei pressi del lago Kivu.
Sempre alla ricerca di un modo per vagabondare in Africa (la mia passione!) ho trovato questo sito interessantissimo, che si chiama Overland Experience: in pratica un servizio bus flessibile per poter circolare dall’equatore a Città del Capo attraversando paesi come il Sud Africa, la Namibia, il Botswana, lo Zimbabwe, lo Zambia, il Malawi, la Tanzania, il Kenya e l’Uganda.
La differenza tra questo servizio e i normali overland? Il fatto che sia hop on-hop off, come i classici autobus per i sightseeing nelle grandi città: puoi salire e scendere quando vuoi e magari, se vuoi approfondire la conoscenza di un posto in particolare, puoi aspettare il prossimo bus, dopo qualche giorno o anche dopo settimane.
Io la trovo un’idea grandiosa, visto anche i prezzi piuttosto contenuti. Date un’occhiata ai percorsi. Qui trovate gli orari e le tariffe dei pass.
Cercavo un overland in Uganda per la prossima estate e mi sono imbattuta in questa auction del sito britannico di The Guardian. Se non fosse per la partenza troppo ravvicinata per i miei tempi, penso proprio che sarebbe un bel modo di risparmiare. Magari qualcuno di voi ne può approfittare, non si sa mai.
Ma all’asta non ci sono soltanto gli overland alla ricerca dei gorilla di montagna in Africa. Date un’occhiata voi stessi, troverete un gran numero di offerte in vendita al miglior offerente: dalla Turchia all’Algarve alle isole greche. E che dire dei 105 giorni di viaggio da Quito a Rio a partire da 1000 sterline (più $1575 pp di local tip). Insomma un sito da tenere tra i preferiti e visitare di tanto in tanto alla ricerca di occasioni.