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Tradizioni

Paese che vai, Pasqua che trovi: in Italia

pubblicato da roberta in: Tradizioni Pasqua


E infine eccoci giunti alla nostra tradizione che, vuoi o non vuoi, credenti o no, è comunque quella cristiana. Per i cristiani di tutto il mondo la Pasqua è la festa più importante dell’anno, perché ci ricorda come Cristo abbia vinto la morte terrena, con la quale ha redento tutti i nostri peccati, e sia risorto nella gloria per sedere accanto al Padre.

La Pasqua è quindi una festa di salvezza e di speranza, per arrivare alla quale, però, serve un periodo di preparazione e riflessione. Questo periodo è la Quaresima, lunga 40 giorni che ricordano gli altrettanti giorni che Gesù visse nel deserto tentato dal diavolo: essa ha inizio il Mercoledì delle Ceneri, giorno di digiuno e conversione, ed è un periodo importante in cui si fanno fioretti, ci si confessa, si prega molto e tutti i venerdì ci si astiene dalle carni.

La domenica precedente alla Pasqua è detta Delle Palme perché ricorda l’ingresso di Gesù a Gerusalemme accolto, appunto, dai discepoli che lo salutavano con rami di palma (da noi sostituita con l’ulivo, simbolo universale di pace) e segna l’inizio della Settimana Santa, quella in cui si ripercorre la Passione del Signore.

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Paese che vai, Pasqua che trovi: in Israele è גליקלעך יסטער

pubblicato da roberta in: Tradizioni Israele Pasqua In Asia


Nel giorno di Pasqua concludiamo il nostro viaggio approdando in Italia e in Israele, culle rispettivamente della tradizione cristiana e di quella ebraica, per raccontare brevemente quali sono le due peculiarità delle feste di Pasqua. Per gli ebrei, infatti, la Pasqua, Pesah, che significa passaggio, ricorda proprio l’esodo, durato 40 anni, degli ebrei dall’Egitto, guidati da Mosé attraverso il Mar Rosso.

Secondo le scritture, ogni ebreo prima di partire uccise un agnello di un anno di vita e consumò il pasto in piedi, con il bastone in mano, pronto ad andare, non senza aver prima segnato con il sangue dell’animale ogni casa, in modo che Dio risparmiasse così dalla strage tutti i primogeniti della stirpe.

Anche la Pasqua ebraica ha data variabile: ha inizio con il plenilunio di marzo e i festeggiamenti durano 8 giorni (in Israele 7). Precisamente l’inizio è segnato dal 14 del mese di nisan (ricordate che i mesi ebraici sono lunari) e cade più o meno sempre una settimana prima di quella cristiana.

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Paese che vai, Pasqua che trovi: in Romania é Paşte fericit

pubblicato da roberta in: Romania Tradizioni Pasqua In Europa


Siamo decisamente proiettati verso est e procediamo a passo spedito nel nostro viaggio intorno al mondo alla scoperta delle tradizioni di Pasqua. Oggi siamo in Romania e anche qui le cerimonie della fede cristiana si sovrappongono ai riti di origine pagana che segnano il ritorno della bella stagione.

Il Giovedì Santo, ad esempio, o ‘gioia mare’ in romeno, che in italiano significa più o meno il Giovedì Grande, è il giorno in cui si commemorano i defunti. Si portano in chiesa dolci fatti in casa con grano bollito e ricoperti di noci e zucchero, frutta e vino offerti in ricordo dei morti della propria famiglia, che vengono distribuiti ai poveri.

Il Venerdì Santo, davanti alla croce viene sistemato un tavolo alto tanto da poterci passare sotto. In cima viene collocato un epitaffio e un dipinto o una stoffa ricamata raffigurante la sepoltura di Gesù. A questo i fedeli portano fiori e chiedono perdono per i propri peccati battendosi il petto e passando tre volte sotto il tavolo. La sera, poi, si compie la processione Prohod, che è simile alla nostra Via Crucis, in cui tutto il villaggio, diviso in gruppi e famiglie, segue il cammino della croce.

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Paese che vai, Pasqua che trovi: in Russia è Христос воскрес

pubblicato da roberta in: Tradizioni Russia Pasqua In Europa


Rinascita è il leit-motiv delle giornate intorno alla Pasqua ortodossa russa, che cade in una data diversa rispetto a quella cattolica. Già da giorni, infatti, soprattutto nelle campagne, c’è profumo di primavera: i giovani vanno nei boschi per spogliare le betulle con le quali le ragazze intrecceranno corone da indossare per la festa, mentre gli allevatori liberano le bestie dai recinti e le conducono al pascolo battendole con ramoscelli d’ulivo dopo averle fatte benedire.

Nelle campagne, inoltre, si brucia all’aperto il fieno vecchio e altre cose che sono rimaste sotto la neve tutto l’inverno. Una volta si usava anche confezionare con il fieno un pupazzo che simboleggiava la morte, che veniva poi dato alle fiamme per sottolineare la vittoria della vita sulla morte, e gettato nel fiume, un po’ come si faceva nell’Antica Roma.

La sera del Sabato Santo ci si ritrova in chiesa per la solenne celebrazione: la più bella e imponente si celebra nella cittadina russa di Sagorsk, dove risiede il Pope. Ovunque, però, ci sono processioni e il momento culminante della messa è quello in cui il celebrante toglie il sudario al sepolcro di Gesù ed esclama: “Cristo è risorto!” e la folla risponde: “È veramente risorto!”.

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Paese che vai, Pasqua che trovi: in Grecia è Καλό Πάσχα

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La Pasqua per i greci ortodossi è il momento più importante dell’anno perché permette a tutti di ripercorrere la passione di Cristo prima della Resurrezione. Durante i 40 giorni della Quaresima, in ricordo delle tentazioni subite da Gesù nel deserto, si mangiano solo alimenti di origine vegetale, quindi niente carne, pesce, uova né latticini.

Il clou delle celebrazioni in Grecia arriva con la Domenica delle Palme, in cui a tavola viene servito il pesce che di fatto rompe il lungo digiuno quaresimale. Il Giovedì Santo, inoltre, c’è l’usanza di dipingere di rosso le uova, unendo così il simbolo della vita (l’uovo, appunto) al rosso del sangue versato dal Salvatore lungo il Calvario per espiare i peccati dell’umanità.

Questo ‘rito’ risale a una credenza molto antica secondo la quale, dopo la morte di Gesù, la peccatrice redenta Maria Maddalena si recò a Roma per offrire all’imperatore Tiberio un uovo rosso e annunciargli che Cristo era morto. L’episodio, non narrato dai Vangeli, è raccontato, però, in alcune rappresentazioni iconografiche come quella nella chiesa dedicata a Maria di Magdala a Gerusalemme.

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Paese che vai, Pasqua che trovi: in Finlandia è Hyvää pääsiäistä

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In Finlandia la Pasqua intesa in senso cristiano non è molto sentita, dal momento che la popolazione è per l’86% evangelica, quindi la festa viene vissuta solo nella sua interpretazione legata al ritorno della primavera. Non deve stupire, però, che questa sia festeggiata ad aprile, nonostante l’equinozio sia il 21 marzo, una data in cui la Finlandia è ancora stretta nella morsa del gelo!

Già molto tempo prima, tuttavia, i bambini piantano i piccoli semi del loglio in vasetti che fanno germinare sui davanzali delle finestre, mentre i grandi addobbano le case con salici e rami di betulla. Altri fiori molto apprezzati, come tulipani e giunchiglie, vengono invece ‘riprodotti’ con carta velina e piume dipinte.

La Domenica delle Palme, comunque, in chiesa vengono benedetti i rami di pioppo che stanno mettendo le gemme, e nel corso della Settimana Santa i più piccoli scrivono i propri desideri in cartoncini ritagliati a forma di strega, si vestono come le vecchie fattucchiere (che tradizione vuole volino in cielo tra il Venerdì Santo e la Domenica di Resurrezione) e li distribuiscono ai loro amici in cambio di caramelle. La domenica di Pasqua, infine, la famiglia si ritrova a tavola dove viene servito il ‘Pasha’, uno sformato a base di formaggio, e il ‘Mammi’ che è un budino di segale.

Foto | Flickr

Paese che vai, Pasqua che trovi: in Svezia è Giad Påsk

pubblicato da roberta in: Tradizioni Svezia Pasqua In Europa


Riti pagani e streghe da tenere lontane in terra di Svezia si mischiano, a Pasqua, con il ricordo di Gesù risorto. Le case in questo periodo sono un tripudio di decorazioni anche un tantino kitsch, affollate come sono di polli, pulcini, ovetti colorati veri, di cartone o di porcellana, mentre di notte vengono fatti grandi falò in giardino contro gli spiriti cattivi che diventano più forti proprio in queste giornate.

La domenica delle Palme si entra nel vivo delle celebrazioni, con processioni di palme sventolanti, o, ancora meglio (visto che le palme in Svezia non crescono perché fa troppo freddo) di ‘gattici’ benedetti, ossia rami di salice o di pioppo gemmati e si fa festa con i fuochi d’artificio.

Durante la settimana Santa è credenza comune che le streghe volino intorno alla montagna di Blakulla dove nel Medioevo erano solite incontrare il diavolo. Così, per esorcizzare il maligno, i bambini, quasi fosse Halloween, vestiti con gli abiti dei grandi, enormi scialli e vecchie scope di saggina, e truccati come streghe, girano di casa in casa consegnando le loro letterine di Pasqua e disegni di fiori oppure offrendo caffè bollente in cambio di una monetina o di una caramella.

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Paese che vai, Pasqua che trovi: in Danimarca è God Påske

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Il giallo è il colore della Pasqua in Danimarca: tutto, infatti, in questa giornata, deve essere in tinta, dalla tovaglia della tavola familiare imbandita alle candele usate come decorazioni, fino alle uova di cioccolata e alle uova sode che si consumano a pranzo.

Dopo la Messa i danesi ritornano nelle loro case ornate con rami fioriti e dipinti e inizia la caccia al tesoro che impegnerà i bambini nella ricerca del coniglietto pasquale che è scappato… almeno fino al momento in cui suona la campanella del pranzo.

In Danimarca, inoltre, si usa regalare fiori per Pasqua, perché anche qui la tradizione cristiana si unisce a quella dell’arrivo della primavera: ed ecco, quindi, che ci si scambiano narcisi o fiori da bulbo… oltre, naturalmente, alle classiche uova di cioccolato.

Foto | Flickr

Paese che voi, Pasqua che trovi: in Olanda è Zalig Paasfeest

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Anche in Olanda, come negli altri Paesi protestanti, alla Pasqua ci si prepara per tempo, decorando la casa e soprattutto i giardini, dove vengono piantati fiori gialli e dove gli alberi, dai rami che stanno mettendo foglie e gemme, vengono decorati con uova colorate di tutte le misure.

La domenica della festa anche sulla porta d’ingresso viene appesa una corona piena di fiori che indica il ritorno della primavera. In tavola tante prelibatezze, tra tutte segnaliamo il pane ripieno di frutta e ribes o il ‘Paasbrod’, che è un golosissimo dolce ricco di uva passa.

Infine, anche se in realtà è un ‘cerimoniale’ che si svolge la mattina al ritorno dalle celebrazioni, i bambini giocano alla caccia al tesoro per ricercare le uova sode dipinte che il dispettoso coniglietto pasquale ha nascosto e senza le quali è tassativamente proibito iniziare il pranzo.

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Paese che vai, Pasqua che trovi: in Germania è Frohe Ostern

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Un duplice aspetto, pagano e cristiano, caratterizza la festività di Pasqua in Germania, in cui si celebra sia la Resurrezione di Gesù che il ritorno della primavera perduta. Il termine Ostern, infatti, deriva proprio dal nome anglosassone della divinità della primavera: Eostre.

Alla ricorrenza ci si prepara ‘scientificamente’ abbellendo la casa e in particolare le finestre con disegni di ovetti e di coniglietti, mentre nei vasi si sistemano rami ornati di decorazioni fantasiose. I bambini, in particolare, si divertono a dipingere le uova sode e le ragazze si presentano ai loro corteggiatori con un uovo dipinto di rosso.

Dopo il Venerdì Santo in cui è consentito mangiare soltanto pesce, ecco che alla vigilia arriva il coniglio Osterhase a nascondere dolci e regalini che vengono trovati il giorno successivo al termine di una lunga caccia al tesoro. Il pranzo della domenica di Pasqua, poi, è rigorosamente a base di agnello e uova di cioccolato, ma anche tutte le altre pietanze che lo arricchiscono, come torte dolci e salate, devono avere la forma di un tenero agnellino.

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