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Tradizioni

Le Giornate Medievali a San Marino dal 28 al 31 luglio

pubblicato da debora in: Tradizioni San Marino Video

San Marino e Monte Titano costituiscono una testimonianza eccezionale dell’istituzione di una democrazia rappresentativa basata sull’autonomia civica e l’autogoverno, con un’unica ininterrotta continuità storica di capitale di repubblica indipendente dal 13 ° secolo. Il Centro Storico di San Marino sul Monte Titano include tutti gli elementi che costituivano le fondamenta di questa identità e durante il periodo medievale della città-stato italiane. Unesco.

E per far rivivere questa lunga tradizione anche quest’anno sono stata organizzate le Giornate Medievali di San Marino, in programma dal 28 al 31 luglio. Un’occasione per visitare la città in un contesto particolare, capace di stuzzicare la curiosità dei più piccoli, e dei più pigri.

Figuranti, abbigliati con i vestiti dell’epoca, saranno presenti in tutto il borgo, per far rivivere le storie di cavalieri e dame, artigiani e monaci, cui si affiancheranno i corte storici e quelli di sbandieratori, gruppi musicali, e ricostruzioni di eventi guerreschi. Non mancherà, ovviamente, il lato culinario della storia, con molti ristoratori della Rocca, impegnati a proporre menù a tema MedioEvo.

Destinazioni in Africa: in Uganda sulle tracce dei gorilla

pubblicato da roberta in: Esplorazione Tradizioni In Africa


Adorate questi primati molto simili all’uomo, ma in molti casi assai più piacevoli? Allora mi sa proprio che l’Uganda è il Paese che fa per voi: il governo locale, infatti, ha deciso di favorire gli amanti del turismo ‘biologico’ e ha varato una politica di forti sconti, che arrivano anche al 50%, sui biglietti d’ingresso nelle zone frequentate da queste enormi scimmie.

Gli incentivi dureranno fino al 2013 e sono stati decisi visto l’incremento anche del 90% che ha avuto la domanda turistica di chi viaggia per osservare i gorilla di montagna nel loro habitat: un habitat, tra l’altro, che c’è solo qui, in Rwanda e nella Repubblica democratica del Congo.

Se siete interessati, sappiate che il parco più bello dell’Uganda e dove gli avvistamenti sono più probabili, è Mgahinga: grande solo 33 km quadrati, ma con una biosfera tra le più ricche e interessanti del Paese. Qui è stato appena inaugurato un percorso naturalistico-culturale che arriva a toccare i 2700 metri di quota e che vi consente di visitare un villaggio della tribù dei Batwa e di fare insieme con loro una singolare esperienza di vita quotidiana.

Proprio a questa tribù, appartenente al gruppo etnico dei Bantu e trasferita di forza in queste zone nel 1991, andrà il 50% del prezzo del biglietto che pagherete; inoltre potranno vendere ai turisti gli oggetti della loro produzione artigianale e accompagnarli nel parco come guide esperte.

Foto | Flickr

A fine giugno a Pisa per il Gioco del Ponte

pubblicato da debora in: Tradizioni Pisa

ponte di mezzo a Pisa

A Pisa per qualcos’altro che non sia la solita visita alla Torre ed al Duomo, questa è l’occasione che si presenta tutti gli anni, l’ultimo fine settimana di giugno, quando si tiene il tradizionale Gioco del Ponte, che come per tante altre simili manifestazioni cittadine sparse per lo stivale, coinvolge e appassiona i pisani tutti.

Il gioco si svolge sul Ponte di Mezzo a Pisa, dove per l’occasione viene installato un carrello che corre su dei binari; due squadre, quella di Tramontana e quella di Mezzogiorno, ai due lati del ponte, spingono con tutte le forze in modo da far spostare il carrello verso la sponda avversaria.

Il gioco è il culmine di una festa allae quel partecipano oltre 700 figuranti tutti in costume cinquecentesco, e una quarantina di cavalli, che in corteo attraversano le quattro strade che costeggiano il tratto centrale cittadino del fiume Arno. Appuntamento a Pisa sabato 25 giugno a partire dalla 19.

Foto | Taccolamat.

A maggio aprono i Biergarten bavaresi

pubblicato da debora in: Germania Tradizioni

Bier Garten in Baviera
Alcun dei miei ricordi più belli dei viaggi in Germania, sono legati ai Biergarten, da quello all’Englisher Garten di Monaco, ai quelli dei tipici paesini bavaresi. Da sola o in compagnia, non ho mai perso l’occasione di fermarmi in un “Giardino della Birra“, e attaccare bottone con i vicini di tavolata, complice una bella sorsata di birra.

Ed è proprio a maggio, quando le giornate si allungano e le giornate si fanno più calde, che i bavaresi, oltre ad alzare il proprio Maibaum (quel tronco inghirlandato bianco-celeste -in Baviera- che troneggia nella piazza del paese), aprono i Giardini della Birra, magari all’ombra di un imponente ippocastano.

Quindi quando girate per la Baviera e cercate un posto dove bere e mangiare qualcosa, non siate timidi, e buttatevi nell’atmosfera coinvolgente e casareccia dei Biergarten (occhio che ce ne sono per tutte le tasche); tra un wurst (adoro i braun e i weiss) e un boccale di birra, potreste avere l’occasione di farvi dare delle dritte per il vostro viaggio dal vicino di tavolo.

Foto | Claudia Wünsch Communication.

Il Maibaum, l'albero della cuccagna in versione bavarese

pubblicato da carmine in: Tradizioni

Maibaum

Sapevate che in Baviera la tradizione del Maibaum - l’albero di maggio, o se preferite l’albero della cuccagna - è molto sentita?

Il primo maggio in tutti centri della Baviera, da Monaco fino ai più piccoli paesi, viene eretto un albero con decorazioni tradizionali e i colori della Baviera. Ma nessuno meglio di quelli del Turismo delle Alpi Bavaresi puo’ spiegarci di che si tratta:

Ogni anno, nei paesi e nelle città bavaresi, si rinnova la gara a chi riesce a innalzare e addobbare il “Maibaum” (albero di maggio) più alto (a volte fino a 30 m). L’allestimento di questo “albero” cambia da regione a regione. In alcune località ha la corteccia, in altre viene tolta, dipinto con i colori della Baviera - il bianco e il blu - o addobbato con nastri colorati, decorato con figure intagliate e con una corona. La preparazione del Maibaum richiede l’aiuto di tutta la comunità, la quale lavora utilizzando, come da tradizione, la sola forza fisica. La tradizione vuole che l’albero, abbattuto già molte settimane prima, debba essere “rubato”. E questo succede spesso, malgrado la vigilanza della popolazione. A questo punto si rendono necessarie delle trattative per la restituzione del prezioso tronco, trattative che si concludono sempre con una grande quantità di birra e libagioni varie da consumare tutti insieme.

Via | AlpiBavaresi.it
Foto | Bayern Tourismus Marketing GmbH

Paese che vai, Pasqua che trovi: in Italia

pubblicato da roberta in: Tradizioni Pasqua


E infine eccoci giunti alla nostra tradizione che, vuoi o non vuoi, credenti o no, è comunque quella cristiana. Per i cristiani di tutto il mondo la Pasqua è la festa più importante dell’anno, perché ci ricorda come Cristo abbia vinto la morte terrena, con la quale ha redento tutti i nostri peccati, e sia risorto nella gloria per sedere accanto al Padre.

La Pasqua è quindi una festa di salvezza e di speranza, per arrivare alla quale, però, serve un periodo di preparazione e riflessione. Questo periodo è la Quaresima, lunga 40 giorni che ricordano gli altrettanti giorni che Gesù visse nel deserto tentato dal diavolo: essa ha inizio il Mercoledì delle Ceneri, giorno di digiuno e conversione, ed è un periodo importante in cui si fanno fioretti, ci si confessa, si prega molto e tutti i venerdì ci si astiene dalle carni.

La domenica precedente alla Pasqua è detta Delle Palme perché ricorda l’ingresso di Gesù a Gerusalemme accolto, appunto, dai discepoli che lo salutavano con rami di palma (da noi sostituita con l’ulivo, simbolo universale di pace) e segna l’inizio della Settimana Santa, quella in cui si ripercorre la Passione del Signore.

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Paese che vai, Pasqua che trovi: in Israele è גליקלעך יסטער

pubblicato da roberta in: Tradizioni Israele Pasqua In Asia


Nel giorno di Pasqua concludiamo il nostro viaggio approdando in Italia e in Israele, culle rispettivamente della tradizione cristiana e di quella ebraica, per raccontare brevemente quali sono le due peculiarità delle feste di Pasqua. Per gli ebrei, infatti, la Pasqua, Pesah, che significa passaggio, ricorda proprio l’esodo, durato 40 anni, degli ebrei dall’Egitto, guidati da Mosé attraverso il Mar Rosso.

Secondo le scritture, ogni ebreo prima di partire uccise un agnello di un anno di vita e consumò il pasto in piedi, con il bastone in mano, pronto ad andare, non senza aver prima segnato con il sangue dell’animale ogni casa, in modo che Dio risparmiasse così dalla strage tutti i primogeniti della stirpe.

Anche la Pasqua ebraica ha data variabile: ha inizio con il plenilunio di marzo e i festeggiamenti durano 8 giorni (in Israele 7). Precisamente l’inizio è segnato dal 14 del mese di nisan (ricordate che i mesi ebraici sono lunari) e cade più o meno sempre una settimana prima di quella cristiana.

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Paese che vai, Pasqua che trovi: in Romania é Paşte fericit

pubblicato da roberta in: Romania Tradizioni Pasqua In Europa


Siamo decisamente proiettati verso est e procediamo a passo spedito nel nostro viaggio intorno al mondo alla scoperta delle tradizioni di Pasqua. Oggi siamo in Romania e anche qui le cerimonie della fede cristiana si sovrappongono ai riti di origine pagana che segnano il ritorno della bella stagione.

Il Giovedì Santo, ad esempio, o ‘gioia mare’ in romeno, che in italiano significa più o meno il Giovedì Grande, è il giorno in cui si commemorano i defunti. Si portano in chiesa dolci fatti in casa con grano bollito e ricoperti di noci e zucchero, frutta e vino offerti in ricordo dei morti della propria famiglia, che vengono distribuiti ai poveri.

Il Venerdì Santo, davanti alla croce viene sistemato un tavolo alto tanto da poterci passare sotto. In cima viene collocato un epitaffio e un dipinto o una stoffa ricamata raffigurante la sepoltura di Gesù. A questo i fedeli portano fiori e chiedono perdono per i propri peccati battendosi il petto e passando tre volte sotto il tavolo. La sera, poi, si compie la processione Prohod, che è simile alla nostra Via Crucis, in cui tutto il villaggio, diviso in gruppi e famiglie, segue il cammino della croce.

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Paese che vai, Pasqua che trovi: in Russia è Христос воскрес

pubblicato da roberta in: Tradizioni Russia Pasqua In Europa


Rinascita è il leit-motiv delle giornate intorno alla Pasqua ortodossa russa, che cade in una data diversa rispetto a quella cattolica. Già da giorni, infatti, soprattutto nelle campagne, c’è profumo di primavera: i giovani vanno nei boschi per spogliare le betulle con le quali le ragazze intrecceranno corone da indossare per la festa, mentre gli allevatori liberano le bestie dai recinti e le conducono al pascolo battendole con ramoscelli d’ulivo dopo averle fatte benedire.

Nelle campagne, inoltre, si brucia all’aperto il fieno vecchio e altre cose che sono rimaste sotto la neve tutto l’inverno. Una volta si usava anche confezionare con il fieno un pupazzo che simboleggiava la morte, che veniva poi dato alle fiamme per sottolineare la vittoria della vita sulla morte, e gettato nel fiume, un po’ come si faceva nell’Antica Roma.

La sera del Sabato Santo ci si ritrova in chiesa per la solenne celebrazione: la più bella e imponente si celebra nella cittadina russa di Sagorsk, dove risiede il Pope. Ovunque, però, ci sono processioni e il momento culminante della messa è quello in cui il celebrante toglie il sudario al sepolcro di Gesù ed esclama: “Cristo è risorto!” e la folla risponde: “È veramente risorto!”.

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Paese che vai, Pasqua che trovi: in Grecia è Καλό Πάσχα

pubblicato da roberta in: Grecia Tradizioni Pasqua In Europa


La Pasqua per i greci ortodossi è il momento più importante dell’anno perché permette a tutti di ripercorrere la passione di Cristo prima della Resurrezione. Durante i 40 giorni della Quaresima, in ricordo delle tentazioni subite da Gesù nel deserto, si mangiano solo alimenti di origine vegetale, quindi niente carne, pesce, uova né latticini.

Il clou delle celebrazioni in Grecia arriva con la Domenica delle Palme, in cui a tavola viene servito il pesce che di fatto rompe il lungo digiuno quaresimale. Il Giovedì Santo, inoltre, c’è l’usanza di dipingere di rosso le uova, unendo così il simbolo della vita (l’uovo, appunto) al rosso del sangue versato dal Salvatore lungo il Calvario per espiare i peccati dell’umanità.

Questo ‘rito’ risale a una credenza molto antica secondo la quale, dopo la morte di Gesù, la peccatrice redenta Maria Maddalena si recò a Roma per offrire all’imperatore Tiberio un uovo rosso e annunciargli che Cristo era morto. L’episodio, non narrato dai Vangeli, è raccontato, però, in alcune rappresentazioni iconografiche come quella nella chiesa dedicata a Maria di Magdala a Gerusalemme.

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