lunedì 15 marzo 2010

Scampagnata di pasquetta in Lituania

pubblicato da Sthezel in: Tradizioni Lituania Pasqua

lituania, Rumsiskes

Nonostante si trovi nel cuore dell’Est Europa e disti oltre 2mila km dall’Italia, la Lituania non ha poco in comune col nostro Paese. Certamente, storia e retaggi culturali sono differenti e talvolta anche in contrasto ma senza stare a soffermarsi troppo sui particolari, si possono trovare delle curiose e simpatiche analogie.

Un esempio riguarda la Pasqua. Oltre al valore religioso della festività, celebrato da gran parte dei lituani secondo la tradizione cattolica, c’è il ’simbolo’ dell’uovo che in Lituania accresce di valore non limitandosi ad essere un dono ma diventando un vero e proprio oggetto artistico, che ogni anno stimola i pittori di tutto il paese a creare delle opere d’arte. Perfettamente in linea col costume italiano, è poi la scampagnata di pasquetta, la classica gita fuori porta del lunedì dell’Angelo. L’Ente nazionale lituano per il turismo, suggerisce per la prossima Pasqua, far tappa a Rumsiskes, dove trova sede uno dei più grandi musei all’aperto lituani.

Rumsiskes dista un’ottantina di km dalla capitale Vilnius e l’ingresso al museo costa appena 8 lita, ovvero poco più di due euro. In occasione della Pasqua, sono molti gli albergatori ad organizzare dei micro - pacchetti che includono transfert, pranzo e visita del museo a prezzi davvero ridotti. In quel di Vilnius si possono trovare soluzioni per tutte le tasche, per quanto riguarda il pernottamento, dai 35 euro a notte dell’Hotel Rinnò, celebre per le continue esposizioni di quadri, ai 140 euro del Grotus Hotel. Volare a Vilnius sta diventando sempre più facile e conveniente, come vi abbiamo segnalato qualche tempo fa e, l’accoglienza dei lituani vi lascerà davvero piacevolmente colpiti. Se non avete ancora deciso che fare a Pasqua e i costi vi frenano, fateci seriamente un pensierino.

Foto: Flickr

sabato 13 marzo 2010

Mercadillo del Jueves. Il più antico mercato all'aria aperta di Siviglia

pubblicato da Fabio Parri in: Arte Città Spagna Tradizioni A piedi Festival Siviglia Fiere



Se vi trovate a visitare Siviglia, e vi capita di essere in città di giovedì, non mancate di fare un salto nel Barrio della Macarena, in Calle Feria, tra le 7 del mattino e le 3 del pomeriggio. E’ qui, infatti, che si tiene, El Mercadillo del Jueves, il mercatino a l’alria aperta più antico della città andalusa. Addentrarsi in esso è como entrare in una specie di tunnel dei ricordi, per la varietà di articoli che balzano all’occhio, a prezzi adatti ad ogni tipo di tasca. Roba vecchia, attrezzi, abbigliamento, abiti da flamenco, quadri, francobolli, fumetti, libri, vecchie bambole, mobili e tutta una serie infinita di oggetti che attendono solo di essere comprati, ai bordi della strada.

Le origini del Jueves, questo il nome con cui è anche conosciuto tra le persone del luogo, risalgono al tredicesimo secolo, subito dopo la conquista della città da parte di re Fernando III. Pur essendo nato come mercato in cui era possibile trovare qualunque tipo di merce, con il passare del tempo ha finito per specializzarsi in antiquariato e oggetti di seconda mano.

Il mercato è abbastanza grande, con quasi 130 posti riservati ai diversi venditori e la via in cui ha luogo, la già menzionata Calle Feira, che proprio dal mercato prende il nome, è una delle più popolari di Siviglia. Oltre al Jueves ospita anche il Mercado de Abastos, uno degli edifici più antichi della città. Un motivo in più per visitarla!

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venerdì 12 marzo 2010

Al Hadheerah, una cena alle porte del deserto di Dubai

pubblicato da Sthezel in: Ristoranti Tradizioni Dubai

babalshams In quel di Dubai potrete trovare ristoranti di ogni sorta con l’eccellenza a farla da padrone. Sushi, nouvelle cousinie, cucina italiana. Non si tratta di ‘cloni’, bensì di originali ‘importati’ a suon di petrodollari nella ‘perla del deserto’ dove la qualità è davvero indiscutibile.

Ma sebbene possa sembrare un paradosso, mangiare cucina araba e saggiare l’atmosfera mediorientale, stile ‘mille e una notte’, può essere un’esperienza difficile da provare. Per quanto mi riguarda, ho faticato un po’ a trovare un posto che avesse queste coordinate ma dopo insistenti ricerche sono stato ricompensato, andando a cenare al Al Hadheerah, un ristorante all’aperto situato alle porte del deserto.

Dopo una giornata in giro per Dubai, tra grattacieli e strade a otto corsie, Al Hadheerah vi sembrerà un altro mondo. All’ingresso di quello che rassomiglia in tutto ad villaggio realizzato su un’oasi nel deserto, troverete bazar di spezie e di frutta. Il souk si estende anche all’interno con cincaglieria varia, alla quale darete però sicuramente poco peso, catturati dai profumi che provengono dall’area cucina. Gli chef cucinano dal vivo e sotto i vostri occhi, prelibatezze di carne e di pesce, cotte alla griglia e poi kebab(autentici), salse ed altre decine di pietanze gustosissime delle quali non è necessariamente il caso di conoscere ogni ingrediente.

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"Jewmaicans". Visitare luoghi ebraici... in Giamaica!!!

pubblicato da Fabio Parri in: Attualità Tradizioni Giamaica Cosa vedere

E’ proprio vero che a volte di un posto si conosce solo quello che si vuole conoscere. Prendiamo, ad esempio, la Giamaica. Basta nominarla e subito balzano alla mente immagini di splendide spiagge tropicali e di musicisti rasta alle prese con i ritmi del reggae. E se invece vi dicessi che presto, il turismo giamaicano, potrebbe includere un nuovo percorso interamente dedicato alla riscoperta delle proprie radici ebraiche?

Sembra incredibile. Ed invece è tutto vero. Con una popolazione di soli 200 fedeli, e nemmeno un rabbino ad officiare le celebrazioni, la storia ebraica dell’isola caraibica è sicuramente un segreto ben nascosto, centrato perlopiù attorno alla capitale, Kingston. E’ qui, che ancora oggi, è possibile incontrare Giamaicani bianchi e dall’aspetto europeo, ultimi eredi di antenati trasferitisi sull’isola quasi 400 anni fa, in fuga dall’Inquisizione in atto in Spagna e Portogallo. Verso la fine del 1800, erano attive sull’isola ben 6 sinagoghe, frequentate da oltre 2000 persone, perlopiù ricchi mercanti dediti al commercio marittimo. Con il passare dei secoli, la popolazione ebraica si è ridotta sempre più, per via dell’emigrazione, oltre che per la progressiva laicizzazione delle comunità.

Ad ogni modo restano molte le vestigia del passato. Tra di esse la sinagoga Sha’are Shalom di Kingston, una delle poche nel mondo ad avere un pavimento di sabbia, secondo l’usanza sefardita (cioè, degli Ebrei provenienti dalla penisola iberica), atta a ricordare i tempi in cui gli Ebrei coprivano le proprie traccie con la sabbia per attutire il suono delle proprie preghiere durante l’Inquisizione; oppure, il vecchio cimitero vicino ad Hunt’s Bay. Tutti resti di una storia che, sebbene abbia ormai superato i propri giorni più fausti, è ancora viva e presente sull’isola.

Via | Wall Street Journal

martedì 09 marzo 2010

Mascletà. Una festa col botto, a Valencia!

pubblicato da Fabio Parri in: Spagna Tradizioni Festival Valencia Cosa vedere In Europa

Con l’arrivo del mese di Marzo, ed in particolare della festività di San Giuseppe e delle Fallas, chiunque si trovi a passare per il centro di Valencia, in Spagna, verso le 2 del pomeriggio, non potrà non notare la quantità enorme di persone che si dirigono verso la piazza del municipio, Plaza del Ayuntamiento, tutti i giorni, dall’1 al 19. Motivo di un tale assembramento di folla? Presto detto, si tratta della Mascletà! Per chi si domandasse di che si tratta, una mascletà è una forma di spettacolo pirotecnico che dà origine ad una composizione di esplosioni in crescendo, molto (molto!) rumorose e ritmiche, e della durata di circa una decina di minuti.

A differenza dei fuochi d’artificio, che cercano la bellezza visiva, le mascletà hanno come obiettivo quello di stimolare altri sensi, quali l’udito ed il corpo, attraverso la generazione di suoni e vibrazioni creati dall’esplosione dei masclet, petardi molto potenti dai quali l’evento prende il nome. Inoltre, la mascletà avviene di giorno, nelle piazze, in luoghi dunque molto affollati, anche se comunque messi in sicurezza. Di solito si compone di 4 diverse parti: inizio, corpo (in cui cresce l’intensità del rumore), terremoto (in cui le esplosioni fanno vibrare tutto tutto l’ambiente circostante) ed infine, parte aerea, di solito accompagnata da scie colorate.

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lunedì 08 marzo 2010

Irlanda: Last second per San Patrizio a Dublino

pubblicato da carmine in: Voli e Viaggi Low Cost Irlanda Dublino Tradizioni Last Minute

I festeggiamenti di San Patrizio a Dublino

Per i ritardatari e/o fiduciosi nei last second ecco una opportunità per passare il prossimo weekend, quello di San Patrizio, a Dublino, patria della birra e di questa festa. A proposito, non mancate di visitare il sito ufficiale dell’evento.

Questa festa attrae turisti da tutta Europa, quindi bisogna fare un po’ di sacrifici se non si vuole spendere un patrimonio: il primo consiste nel partire e tornare da due aeroporti diversi, ovvero Fiumicino (volo Aer Lingus, partenza venerdì 12 marzo alle 19:45) all’andata e Ciampino (volo Ryanair, lunedì 15 alle 16:05) al ritorno. Premesso questo, se vi va bene una sistemazione in periferia potete considerare il Days Hotel Park West, che si trova parecchio lontano dal centro della città ma a 200 metri dalla stazione ferroviaria, come potete vedere qui: in tal modo il costo totale per volo ed hotel sarà pari a 344 euro a persona. Se preferite alloggiare in centro, i prezzi come prevedibile salgono: con 376 euro a persona potete comunque sistemarvi presso la Clifden Guesthouse, in buona posizione (un chilometro dal Trinity College: mappa), scelta a parer mio consigliabile: dopotutto i soldi risparmiati per l’hotel verrebbero spesi per treni e metropolitana, ergo…

Le due proposte che vi ho indicato sono state trovate con l’aiuto di Edreams: qualora siate interessati potete fare altrettando utilizzando il motore di ricerca volo + hotel presente sul sito stesso. Infine, vi faccio notare che se volete assistere alla Parata dovrete prolungare il soggiorno fino a mercoledì 17, giorno che prevede la fine dei festeggiamenti, ma non disperate: anche in questo caso i prezzi sono tutto sommato accessibili,anzi, visto che non si tratta di un weekend potreste perfino risparmiare qualcosa!

Foto | Flickr

domenica 28 febbraio 2010

Oltre il mare, la natura incontaminata della Sardegna ad Uruzulei

pubblicato da deborab in: Sardegna Tradizioni Video


L’Ogliastra non è solo Tortolì od Arbatax, o la stupenda costa che corre Cala Sisina e Punta de sa cala (a proposito, avete aggiornato le cartine dell’isola con le nuove 4 province?), ma anche (o forse soprattutto) l’entroterra, aspro e selvaggio, che ha forgiato il carattere delle sue genti.

Posto ai piedi di Punta ‘e Ruttas (monte Gruttas) e circondato da altri monti quasi fossero un anfiteatro naturale, Urzulei si presenta come un piccolo paese di circa 1300 abitanti, nella zona nord dell’Ogliastra. I suoi 13000 ettari di territorio sono ancora selvaggi, di natura prevalentemente calcarea, ricchi di grotte molto estese e gole profondissime come Gorroppu, la più profonda d’Europa con pareti che arrivano fino a 450 metri di altezza. Nel territorio si può ammirare, tra le tante cose, il tasso millenario di Sedda ar Bacas, dichiarato Monumento Nazionale, o gli esemplari di Cervo Sardo nell’area faunistica Sa Portiscra. santamarianavarrese

Ma più di tante parole, valgono i 4 minuti del bellissimo video di Riccardo De Luca, confezionato per il BIT di Milano.

martedì 09 febbraio 2010

Nuova raccolta sulle Case Museo italiane

pubblicato da Sthezel in: Arte Tradizioni Basilicata Bari

case museo

Sono ovunque e a centinaia. Sono in ogni angolo d’Italia e appartenenti ad ogni classe sociale. Si tratta delle Case Museo, abitazioni storiche, divenute attrazione e nuovo baluardo del turismo culturale.

Ogni regione ne vanta a dozzine, dalla Reggia di Caserta, al Vittoriale degli Italiani, voluto da Gabriele D’Annunzio sul lago di Garda. Ma il concetto di casa museo, non è solo legato a dimore nobiliari o a uomini illustri. I Sassi di Matera ad esempio, con la Casa Grotta di Vico Solitario, offrono un perfetto assaggio della vita rurale lucana del secolo scorso. Lo stesso fa il Trullo Casa Pezzolla di Alberobello, in provincia di Bari. Si tratta di abitazioni che custudiscono l’eredità degli italiani, tesoro di indubbio valore, che vale la pena visitare.

Da qualche giorno è uscito un volume, che prova a raccoglierle tutte o, almeno a segnalare le più note. Si tratta di ‘Case Museo in Italia’, edito da Gangemi Editore e curato da Rosanna Pavoni. Vale la pena dargli anche solo una sfogliata, per trovare spunti per un fine settimana culturale e per capire, come a distanza di secoli e nonostante ogni vicenda, l’Italia sia ancora considerata il Belpaese.

Foto: Flickr

mercoledì 20 gennaio 2010

Il Carnevale dauno di Manfredonia

pubblicato da deborab in: Puglia Tradizioni Carnevale

Carnevale Dauno di Manfredonia

E’ partito domenica scorsa, in occasione di Sant’Antonio, il Carnevale Dauno di Manfredonia che, raggiunta la 57° edizione, terminerà il 20 febbraio. Il carnevale della città di Re Manfredi ha al suo centro i concorsi dei carri allegorici e dei gruppi mascherati che vedono la partecipazione da un lato dei “professionisti, i gruppi dei cartapestai con i loro grandi carri allegorici, e dall’altro degli “amatori”, dei gruppi di giovani, con la voglia di “sfrugugliare” attaccando i temi dell’attualità o della politica.

Gli appunti maggiori di questo lunghissimo carnevale sono per sabato 13 febbraio con la Sfilata delle Meraviglie, quando i protagonisti saranno oltre tremila bambini delle scuole elementari e materne, domenica 14 febbraio con la Grande parata dei Carri allegorici e dei Gruppi mascherati lungo un percorso di due chilometri e nella Piazza Marconi, e sabato 20 febbraio con la Notte Colorata, quando le sfilate sono replicate in notturna con altre esibizioni coreografiche e concorsi per maschere singole, coppie e gruppi.

Un buon punto di partenza per programmare il vostro soggiorno a Manfredonia in occasione del suo carnevale è Pugliae.com, un motore di ricerca per chi è alla ricerca di un soggiorno in Puglia, sia che cerchiate un hotel, che un B&B.

Foto | Leonardo Antonio Capaiuolo, da Carnevaledauno

martedì 19 gennaio 2010

La Fiera di Sant'Orso ad Aosta

pubblicato da Nemo in: Tradizioni Valle d'Aosta


Sabato 30 e domenica 31 gennaio 2010 torna ad Aosta la grande Fiera di Sant’Orso, con oltre mille espositori, tra artisti ed artigiani valdostani, che espongono le loro creazioni: scultura ed intaglio su legno, lavorazione della pietra ollare, del ferro battuto e del cuoio, tessitura del drap (stoffa in lana lavorata su antichi telai in legno), merletti, vimini, oggetti per la casa, scale in legno, botti. Insomma una grande varietà di prodotti tipici della creatività valdostana.

Nel Medio Evo la Fiera si svolgeva nel Borgo di Aosta, in quell’area circostante la Collegiata che porta il nome di Sant’Orso. Racconti leggendari narrano che tutto ha avuto inizio proprio di fronte la Chiesa dove il Santo, vissuto prima del IX secolo, era solito distribuire ai poveri indumenti e Sabot, tipiche calzature in legno ancora oggi presentate in Fiera. Adesso è tutto il centro cittadino ad essere coinvolto nella manifestazione, all’interno e a fianco della cinta muraria romana. La Fiera è anche musica folklore ed occasione di degustazioni gastronomiche di vini e di prodotti tipici. E’ un momento di festa che si protrae, tra canti e balli tradizionali, nella lunga Veillà, la notte fra il 30 e 31 gennaio con le vie illuminate e piene di gente.

Qui potete trovare il programma dettagliato della Fiera e tutte le info per visitarla e dedicare qualche ora allo shopping aostano.

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