Mocadorà. La festa degli innamorati, a Valencia

pubblicato da Fabio Parri

Mocadora. Il giorno degli innamorati a Valencia
Avete sempre pensato che la festa degli innamorati sia ovunque il 14 di Febbraio, il giorno di San Valentino? Vi sbagliavate, lo sapete?

La tradizione di dedicare un giorno in particolare agli innamorati ed al loro sentimento, per quanto universale o quasi, è festeggiata in giorni differenti, in varie parti del mondo. Se vi capita di passare a Valencia, ad esempio, il prossimo 9 ottobre, ne avrete la prova. In questo periodo, infatti, durante il giorno di San Dionigi, patrono dei fornai e dei pasticceri valenciani, gli abitanti della città festeggiano anche il giorno degli innamorati. Simbolo più famoso della festa, la Mocadorà de Sant Dionìs, ossia una fazzoletto ripieno di dolci e dolciumi fatti di marzapane, che viene regalato alla persona a cui si vuole bene.

La tradizione sarebbe nata, secondo quanto racconta una leggenda popolare, per festeggiare l’entrata a Valencia di re Giacomo, il 9 ottobre 1238. Gli abitanti della città, per gioire della riconquista, offrirono alla moglie di Giacomo, la regina Violante d’Ungheria, la frutta e le verdure tipiche della città in un unico piatta di ceramica avvolto in fazzoletti (mocadors, da cui appunto il nome mocadorà) di seta.

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Santiago de Compostela con Chatwin: cammino a piedi e riposo in ostello

pubblicato da roberta

“Non camminare davanti a me, non posso seguirti. Non camminare dietro, non sono la tua guida. Cammina al mio fianco e sarai mio amico”.

È curioso come, a volte, il destino… sono qui con voi a ricordare la mia esperienza personale sul Cammino di Santiago de Compostela proprio il giorno dopo in cui si celebra la festa di San Giacomo (25 luglio) e proprio in un Anno Santo Compostelano, cioè ogni anno in cui la ricorrenza capita di domenica.

L’ultimo giorno dell’anno scorso, infatti, il 31 dicembre 2009, l’arcivescovo di Santiago ha celebrato una solenne cerimonia in cui è stata aperta la porta santa della cattedrale, che verrà richiusa dopo un anno esatto. La prossima volta tutto questo accadrà nel 2021.

Erano molti anni che studiavo e mi documentavo per compiere, un giorno, il Cammino di Santiago, 840 km da Roncisvalle, alle pendici dei Pirenei, fino al luogo della sepoltura del Santo. Sì, perché documentarsi è fondamentale, prima di partire, ma non troppo, per non togliere tutta la magia al cammino…

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Olanda: la Westland Floating Parade nella Zuid-Holland

pubblicato da Grazia



Per conoscere il vero volto dell’Olanda occorre spostarsi dalle principali città per raggiungere la campagna olandese costellata di piccoli paesi e città storiche, come la Zuid-Holland, provincia a sud-ovest del territorio. Qui dal 30 luglio al 1 agosto si volgerà la Westland Floating Parade, un evento floreale a cadenza annuale, che ogni estate si snoda su un percorso diverso.

Venerdì 30 luglio, sabato 31 luglio e domenica 1 agosto circa 60 barche, decorate con fiori, piante, frutta e verdura attraverseranno i villaggi del Westland, del Midden-Delfland, Vlaardingen, Maassluis, Rijswijk, Den Haag e Delft, compiendo un percorso di 70 chilometri. Il tema della Westland Floating Parade 2010 è ‘’Vreemde Vogels’’ (uccelli rari), al quale ogni imbarcazione dovrà fare riferimento proponendo un soggetto a scelta.

La parata è un ottima occasione per scoprire un’Olanda meno nota di Amsterdam, ma comunque già molto frequentata da turisti grazie ai numerosi percorsi ciclabili e la fitta rete fluviale, che ogni anno attirano i più avventurosi.

Foto | Flickr

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Turchia con Terzani: tutti i luoghi della spiritualità cristiana... e non

pubblicato da roberta


Non posso che parlarvi di spiritualità, per raccontavi i miei viaggi in Turchia, una Paese che, nonostante oggi sia uno Stato laico ma profondamente islamizzato, considero una specie di seconda Terra Santa, che racchiude in sé testimonianze importantissime per la storia della religione cristiana.

Tutto questo appare già evidente appena si arriva a Istanbul e si può ammirare la maestosità di Aya Sofia, con quell’inconfondibile sagoma fatta di cupola imponente e quattro minareti che si stagliano contro il cielo. Nel 325 Costantino decise che sarebbe diventata la prima basilica dedicata alla Divina Sapienza.

Poi, passata attraverso incendi e terremoti, giunse l’invasione di Costantinopoli da parte dei Turchi e nel 1453 fu trasformata in moschea. Dal 1935, però, per volere del padre della patria Atatürk, è un museo che mostra al mondo i suoi incantevoli mosaici bizantini.

Foto | Roberta Barbi

La Meryemana, casa della Madonna a EfesoEsempio di pittura nelle chiese rupestri in CappadociaA Konya la rappresentazione della danza sacra dei dervisci rotanti

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Dal 6 luglio la festa di San Fermin, con la corsa dei tori, a Pamplona

pubblicato da deborab


La festa di San Fermin anche quest’anno è arrivata, e anche quest’anno si vedranno scene come questa nel video che si riferisce all’Encierro dello scorso anno. Le feste cominciano con il lancio del chupinazo (razzo) dal balcone del consiglio della città , a mezzogiorno del 6 luglio e finiscono a mezzanotte del 14 luglio. Nove giorni di danze, musica, fuochi pirotecnici e spettacoli pervaderanno le stradine della città, ma se volete correre dovete aspettare il 7, quando alle 8 di mattina i tori invadono le strade della città. Si replica tutti i giorni, sempre alle 8 de la mañana fino al 14 luglio.

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Maldive con Becky: bagno nei fiori e aragosta per cena

pubblicato da roberta


Le Maldive sono una di quelle destinazioni da sogno che ognuna di noi dovrebbe avere il sacro diritto di visitare almeno una volta nella vita… meglio se qualcuna in più! Donne in carriera, imprenditrici rampanti, giornaliste d’assalto, ma anche commercianti senza scrupoli, mamme, nonne e casalinghe, tra tutte loro, una volta sbarcate in queste isole, non ci sarà più differenza, unificate da costume, pareo e ciabattine, unite nella tintarella e, qualche volta, nell’eritema solare.

Su queste spiagge bianchissime, all’ombra di queste palme altissime, al fresco degli ombrelloni o sul bagnasciuga cristallino, vi sentirete delle regine, non foss’altro che per i cocktail, i succhi di papaya e i frullati di frutta esotica che potrete gustare direttamente sdraiate sul lettino o, per le meno pigre, al bar della piscina con l’acqua che vi lambisce sui fianchi.

Se la vita da spiaggia dopo un po’ vi sfianca, su tutte le isole più esclusive troverete un beauty center in cui prenotare un trattamento di bellezza o un massaggio rilassante. Sarete accolte da personale impeccabile in divisa (in genere sono donne che vengono dall’Estremo Oriente) e sorseggerete un the freddo al mango in attesa del vostro turno.

Foto | Roberta Barbi e Valerio Cittadini

Le spiegge bianchissimePer rilassarsi... ci vuole silenzio

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Fish and Chips. In Irlanda, un affare da Italiani

pubblicato da Fabio Parri

Forse non tutti lo sanno, ma una delle professioni più tradizionalmente associate, nell’immaginario collettivo, a Gran Bretagna ed Irlanda, quella del venditore di fish’n'chips, è saldamente nelle mani degli immigrati italiani.

O meglio, di certo lo è in Irlanda dove, lo scorso 26 maggio, si è tenuto il primo National Fish and Chips Day, per celebrare il 125 anniversario di questo particolare tipo di negozio.

A cucinare questo cibo, diciamo non proprio tipicamente italiano, per gli abitanti dell’isola celtica, i discendenti di un gruppo di nostri concittadini, tutti proveniente da una valle a metà strada tra Roma e Napoli. Innegabile l’origine, sin a partire dai loro cognomi: Borza, Aprile, Mizzoni. La maggior parte arrivò nel paese dei trifogli subito dopo la Seconda Guerra Mondiale, alla ricerca di un lavoro, di un po’ di benessere e magari, perchè no, del successo.

E di successo ne devono avere avuto, se è vero che si sono recentemente riuniti addirittura in un’associazione, la Irish Traditional Italian Chipper Association. Date un’occhiata alla loro pubblicità, e, occhio, quest’altro, a maggio, si replica! Dopo il salto, una piccola e simpatica intervista ad alcuni membri della famiglia.

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New York. I ristoranti da provare "prima che sia troppo tardi"

pubblicato da Fabio Parri


Si sa. New York è una città dinamica, in perenne movimento e poco propensa, spesso, a conservare e mantenere luoghi e sapori ’storici’. E’ così che giunge davvero gradito questo post, apparso sulla sezione dedicata alla Grande Mela di Eater, dedicato ai ristoranti storici da provare assolutamente, prima che finiscano nell’oblio (tocchiamo ferro, ovviamente).

Si tratta di 22 ristoranti tra i più prestigiosi ancora presenti in tutta la città, non solo a Manhattan. A sorpresa, tra l’altro, il primo risotante da provare, secondo il redattore della guida di Eater, è proprio un ristorante del Bronx, Dominick’s Restaurant, frequentato, pare, anche dal sindaco, dai giocatori dei Knicks e da molte altre personalità di rilievo. Al secondo posto, ancora un locale extra-Manhattan, la Peter Luger Steakhouse, di Brooklyn. A farci tornare in zona City ci pensa il terzo classificato, ‘21′ Club in cui, da Kennedy in poi, hanno cenato praticamente tutti o quasi i presidenti degli Stati Uniti (pare sia mancato all’appello Bush Jr). Un altro ristorante da provare assolutamente è Katz’s Delicatessen, di cui abbiamo già parlato anni fa.

Insomma, che altro dire? Stampatevi questo elenco se andate in vacanza negli States, perchè questa è la creme de la creme. E, si sa, la crema buona prima o poi finisce…

Via | Eater

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Allo Stadtmuseum una mostra per celebrare il bicentenario dell'Oktoberfest

pubblicato da Grazia

Quest’anno ricorre il bicentenario della festa della birra più famosa al mondo. Per tale occasione allo Stadtmuseum di Monaco sarà allestita e visitabile dal 9 luglio al 31 ottobre 2010 la mostra “Oktoberfest 1810-2010”, che celebra la lunga tradizione dell’evento che ogni anno richiama nella città Tedesca migliaia di visitatori.

Su sito Vacanze in Germania.com si legge:

“L’origine della festa della birra più grande del mondo risale al 1810 e all’idea di un sottufficiale di festeggiare le nozze di Ludwig di Baviera con la principessa Therese von Hildburghausen con una grande corsa di cavalli. Il banchiere e maggiore di cavalleria Andreas von Dall’Armi sottopose l’idea al re Massimiliano I di Baviera che ne fu entusiasta. Il 17 ottobre 1810 la gara ebbe luogo e l’anno successivo si decise di ripetere la festa”.

Attraverso gli oggetti esposti allo Stadtmuseum (l’abito da sposa della principessa Therese, costumi tradizionali, organetti, modellini di ottovolante, quadri, foto e filmati) sarà possibile ripercorrere tutta la storia dell’Oktoberfest e avere un’anticipazione dell’atteso festival che quest’anno si volgerà fra il 18 settembre e il 4 ottobre. La mostra sarà aperta dal martedì alla domenica dalle ore 10:00 alle ore 18:00.

Foto | Flick

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Corpus Christi. Non solo Fallas, a Valencia

pubblicato da Fabio Parri

Chi pensa che Valencia sia una città solo di Fallas, deve ricredersi. Il capoluogo dellà Comunidad Valenciana ospita, infatti, un’altra festa, sconosciuta ai più, ma ugualmente molto bella ed affascinante, quella del Corpus Christi.

Di origine religiosa, la Fiesta del Corpus Christi si tiene, ogni anno, nel giorno omonimo, sin dal 1355, e fino a un secolo fa era considerata la vera grande festa locale. I Valenciani stessi la chiamavano, non per nulla, Festa Grossa o Fiesta Grande y Principal de la Ciudad e la fama delle Rocas, i maestosi carri trionfali che partecipano alla processione religiosa nella città, era talmente estesa da raggiungere tutta Europa.

Proprio le Rocas, o Roques, in valenciano, sono il sigillo della festività attuale. Su di esse sono rappresentati i Misteris, atti sacramentali legati alla Bibbia, e sono proprio loro ad anticipare la processione, con un corteo vistoso e sgargiante, accompagnato dalla musica di tabalet (piccolo tamburi) e dolçaines, strumenti a fiato tipici della regione e simili a piccoli flauti. Durante il resto dell’anno, le Rocas sono custodite gelosamente nella Casa de Las Rocas, un edifcio altissimo del XV secolo in cui, dal 2006, ha sede il Museo del Corpus, visitabile tutti i giorni.

Ricchissimo il programma di eventi, tra quelli ufficiali, dal 3 al 6 giugno, e quelli paralleli, dei festeggiamenti, che partiranno già dal prossimo 11 maggio, per culminare sempre nella giornata del 6 giugno.

Video | nandoarias

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