Logo Blogo

Toscana

Manciano: come rovinare un borgo antico della Maremma

pubblicato da Nemo in: Attualità Toscana


Lo scorso weekend il paese toscano di Manciano (tra Pitigliano e Saturnia) ha festeggiato a modo suo la fine dell’estate, con l’apertura delle Cantine, ognuna delle quali ha offerto ai visitatori e agli autoctoni musica, vino e prodotti gastronomici tipici (cinghiale, soppressata / coppa, polenta, panini con salsiccia, acquacotta…). L’antico borgo dominato da un piccolo castello si è così concesso lunghe serate di allegra e spensierata baldoria, chiuse dai fuochi artificiali di domenica notte.

Passeggiando per i vicoli del paese ho purtroppo notato, soprattutto in Piazza della Chiesa, i segni del degrado tipici di una amministrazione comunale distratta e di cittadini ancora meno attenti. Mi riferisco in particolare alla scarsa o nulla attenzione al decoro urbano, fondamentale per cittadine come questa: fili e tubi che solcano in bella vista i muri esterni delle case, scuri e persiane diverse ad ogni finestra (alcune di legno chiaro, altre di alluminio, altre con avvolgibili di plastica bianca), antenne paraboliche inchiodate a coppie alle pareti delle abitazioni (ma non si tratta di edifici storici? e non sarebbe stato meglio metterle sui tetti?) . Insomma tutto il campionario della disattenzione e della pessima gestione di un borgo antico riassunto in una sola strada.

Limitandosi all’aspetto turistico della cosa sembra davvero incredibile che l’amministrazione di questo piccolo Comune non si renda conto di quale scelta autolesionista stia portando avanti: se infatti certe brutture sono fastidiose in città grandi e con molte attrattive per i visitatori, diventano incredibili in piccole realtà, dove non ci sono grandi musei, cattedrali e opere d’arte mirabolanti, dove sono l’atmosfera e il contesto a contare.

Nel caso di Manciano la Piazza della Chiesa, così ricca di sfregi moderni, rientra anche tra i luoghi di interesse segnalati dall’Ufficio del turismo:

Nella piazza era infatti collocato il più antico cimitero del paese, citato già negli statuti del 1522, dove viene fatto divieto di erigervi qualsiasi tipo di monumento o lapide dedicatoria. Nel 1766 ne viene deplorato il cattivo stato di manutenzione e alcuni anni dopo, in seguito all’ordinanza di trasferire tutti i luoghi di sepoltura, per motivi igienici, all’esterno delle mura, il cimitero venne trasferito nelle carbonaie presso la Chiesa della SS. Annunziata e l’area viene bonificata.

In ogni caso, se vi trovate a passare da quelle parti, dedicate un’oretta a Manciano, magari anche solo per cenare sulla caratteristica terrazza del ristorante Il Rifugio o per concedervi un aperitivo all’enoteca La Filanda.

L'Istria non è la nuova Toscana, ma quella vecchia...

pubblicato da Nemo in: Viaggiatori Letture Croazia Toscana


Quando una notizia arriva dalla Cnn è vera quasi per forza. In questo caso, fortunatamente, non c’è neppure bisogno di approfondire troppo fonti e numeri, dato che si tratta di una valutazione turistica del tutto personale di Brendan Francis Newnam, che possiamo condividere o meno.

Secondo il giornalista americano è sbagliato indicare l’Istria come la nuova Toscana dato che, per motivi che lui spiega dettagliatamente, sarebbe molto più giusto individuare questa regione della Croazia come la vecchia Toscana. La Toscana non ancora scoperta dal turismo di massa e non ancora celebrata dai film hollywoodiani, quella che gode della profumata brezza del mare e del mite vento fresco dei boschi, la regione degli oliveti e delle colline coronate da castelli, la terra in cui si può procedere per chilometri senza fare code, passando da un paesino medievale all’altro.

Insomma l’Istria, con i suoi tartufi e la sua cucina succulenta, sarebbe una Toscana ancora abbordabile e senza clamore turistico.

Grand Hotel Pianosa: un piccolo albergo sull'ex isola carcere

pubblicato da Nemo in: Hotel Toscana

Tutti gli appassionati del Conte di Montecristo e coloro che amano vacanze un poco originali troveranno irresistibile l’offerta del nuovo Hotel Pianosa! L’isola toscana (le cui vicende attuali ricordano quelle di Zannone, una delle Pontine), ha ospitato un carcere per 140 anni. Una volta chiuso il penitenziario le strutture sono rimaste semi-abbandonate per molti anni, finché una cooperativa di ex detenuti è riuscita a riattivare la vecchia foresteria della prigione, ricavandone 6 camere (spartane ma accoglienti, pare), che vengono proposte a 50 auro a notte, che diventano 90 in pensione completa.

L’iniziativa permette di godere di un’isola che è stata al riparo dal turismo di massa e che ha molto da offrire:

fare un bagno nelle acque azzurrissime davanti alla spiaggia bianca, ammirare i ruderi di un’antica villa romana che si affaccia su Cala San Giovanni, passeggiare sui sentieri pianeggianti dell’isola godendo il profumo della macchia mediterranea. Le visite nell’interno sono però condizionate dalla presenza di una guida. Poi si può scegliere se passeggiare a piedi, pedalare in bicicletta, o farsi accompagnare da una carrozza trainata dal cavallo.

Per riservare una camera all’Hotel Pianosa è necessario contattare la cooperativa San Giacomo di Livorno, sappiate però che fino a settembre è già tutto prenotato. Ma se il tempo regge anche un bel weekend di inizio ottobre, a Pianosa, potrebbe riservare piacevoli sorprese…

Castiglione della Pescaia, eccellenza turistica: anche nel 2011 ottiene le 5 vele della Guida Blu

pubblicato da Nemo in: Attualità Per Mare Toscana


Castiglione della Pescaia ha ottenuto anche nel 2011 il riconoscimento delle 5 vele della Guida Blu. La bella cittadina toscana, che tra l’altro coccola i turisti anche con ristoranti, gelaterie e caffetterie niente male, può dunque vantare l’apprezzamento di Legambiente e Touring Club, che ogni estate segnalano le località che più si distinguono per qualità ambientale e gestione sostenibile del territorio marino e costiero.

Tra i motivi che hanno fatto meritare il conferimento del premio a Castiglione della Pescaia (quinta in Italia e prima in Toscana) c’è l’impegno per coniugare qualità del territorio, dei servizi e politiche di tutela e sostenibilità. Una determinazione che ha portato a mantenere in buone condizioni il litorale costiero e in particolare l’ecosistema delle dune, ad ampliare le piste ciclabili e ad incrementare la raccolta differenziata dei rifiuti.

La Toscana esce piuttosto bene dai sondaggi svolti per la Guida Blu: sono infatti 32 le spiagge toscane che rientrano tra le più belle a livello nazionale: dalla A di Arenella la spiaggia di Isola del Giglio alla C della spiaggia di Chiarone di Capalbio, dalla spiaggia delle Rocchette a Cala Violina di Castiglione della Pescaia.

Ma quali saranno invece le spiagge peggiori d’Italia secondo Legambiente e Touring Club? Lo vedremo presto….

Dove mangiare in Toscana: Fuori Porta a San Gimignano

pubblicato da Sthezel in: Ristoranti Toscana Enoturismo

Veduta SanGi

San Gimignano è uno dei posti più affascinanti della terra, c’è poco da fare. A pensarla così sono in molti e, questo pensiero è supportato da carovane di turisti che ogni anno affollano le stradine del borgo. Come accade spesso però, trovare un buon posto dove mangiare in una meta così gettonata non è impresa facile.
La mia ultima scoperta è il Fuori Porta, manco a dirlo, appena fuori dalle mura della cittadina, in via Roma al numero 6. Dal centro del borgo ci si arriva in un attimo e, qualche centinaio di metri in più dopo le sgroppate da buon visitatore, non faranno altro che aumentare la fame.

Il ristorante è molto grazioso, con una bella sala interna e una veranda ampia e ventilata. La carta è tutta, giustamente, legata alla tradizione toscana e, giusto per non farvi venire idee balzane, soffermatevi principalmente sulla voce ‘carne’.
Lo chef, Ugo, cucina di tutto ma, il meglio, lo troverete ordinando tagliata alla senese, con pomodorini e rucola, bistecchina, grigliate o fiorentina. Un contorno di verdure saltate mette a posto la coscienza meglio delle patatine fritte ma se invece volete giocare pesate e partire da antipasti, un’apertura con crostini o antipasto misto toscano, basta e avanza. Sui primi, avventuratevi oltre le portate classiche tra lasagnette e pappardelle al cinghiale: osate con i risotti, non deluderanno.

La carta dei vini si sofferma chiaramente a una sola lettera: la C di Chianti. E non vedo come potrebbe essere diversamente, niente è meglio che bere un vino prodotto a una manciata di chilometri dal ristorante. Non garantisco sui vini della casa ma con una ventina di euro vi porteranno al tavolo un Chianti Riserva o Superiore dei Colli Senesi, profumato e dal gusto intenso che vi immobilizzerà alla sedia.

Continua a leggere: Dove mangiare in Toscana: Fuori Porta a San Gimignano

Il Tuffo dei 100.000 sulla riviera toscana: la protesta estiva contro le norme europee sulle spiagge

pubblicato da Nemo in: Attualità Per Mare Toscana Pisa

Chi si è trovato a passare, sabato scorso, nel tratto di costa toscana che va da Forte dei Marmi al litorale pisano ha potuto assistere ad una iniziativa del tutto insolita. Ieri pomeriggio infatti circa 100.000 persone (in questi casi i numeri vanno presi senza fare troppe domande…) si sono tuffate contemporaneamente, sincronizzate dal passaggio di un piccolo aereo con un apposito striscione, per protestare contro le norme europee sulle concessioni.

Sembra infatti che, in seguito all’applicazione di una direttiva sul commercio, dal 2015 verrà imposto agli stabilimenti balneari di partecipare ad un’asta: il vincitore otterrà la concessione. Una trovata che non piace a chi le concessioni già ce l’ha e vorrebbe tenersele, magari continuando a pagare una miseria a fronte di guadagni enormi. Un sistema bloccato che tra l’altro porta pochissimi soldi allo Stato…

In ogni caso, tornando alla festa dei 100.000, la manifestazione organizzata dalle Associazioni balneari di Forte dei Marmi, Pietrasanta, Lido di Camaiore, Viareggio, Torre del Lago e Litorale Pisano, che ha coinvolto 519 stabilimenti balneari, si è trasformata anche in una vera e propria festa (con angurie e palloncini colorati palloncini), tentando anche di stabilire il record di presenze contemporanee in acqua: visto l’affollamento degli arenili in questo periodo, non dovrebbe essere stato poi così difficile!

Dove mangiare in Toscana: Locanda dei Mille di Talamone

pubblicato da Sthezel in: Ristoranti Toscana

Garibaldi Talamone

Con la complicità del 150° anniversario della nascita dell’Italia può anche essere sensato andare a scoprire quei luoghi topici per la storia risorgimentale.
Una bella scusa insomma, che affonda deboli radici nel mio altrettanto flebile senso patriottico e che mi porta, dopo scarse mezzore di turismo culturale, inevitabilmente seduto a tavoli di ristoranti, osterie ed enoteche.

Approdo a Talamone, paesino dell’Argentario, in Toscana dove Garibaldi sbarcò con i suoi Mille per far rifornimento di armi e provviste prima dell’avventura nel Regno delle Due Sicilie. Suggestionato dall’impresa o, più che altro, da fame e sete, scelgo un localino grazioso, con un bel dehor nel centro del paese, chiamato, guarda caso, “La Locanda dei Mille”.
Mi siedo a tavola senza troppe aspettive, il rischio di ‘mangiatoia per turisti’ è molto alto ma vengo piacevolmente stupito.

Una carta onesta, con primi piatti a base di pesce e invitanti antipasti. Fettuccine con gli scampi, tagliatellle zucchine e gamberi e un grande classico: spaghetti alle vongole. Con i miei commensali ci scanniamo per rubare forchettate nei reciproci piatti e niente ci lascia deluso. Una seconda portata con cozze in umido, fresche, digerite in otto secondi e insalata di polpo. Il tutto, bagnato dal bianco della casa, fermo giallognolo e senza pretese: sega le gambe e si sposa bene con il pesce. Buoni anche i dolci anche se se ne può fare a meno.

Continua a leggere: Dove mangiare in Toscana: Locanda dei Mille di Talamone

Firenze, Pisa, Pienza, Siena e San Gimignano contro i souvenir trash e volgari

pubblicato da Nemo in: Arte Attualità Toscana

Li abbiamo visti vendere in ogni bancarella, stazione o mercatino. I turisti stranieri forse li trovano pure divertenti. Si tratta dei souvenir che, nelle città d’arte affollate di visitatori, propongono delle divagazioni, solitamente a tema sessuale, sui simboli artistici più noti. Solo che la Torre di Pisa, fallicamente reinterpretata come ornamento per dei boxer, ha fatto infuriare il Comune, che ha previsto una multa da 500 euro per questo oltraggio al prestigioso simbolo cittadino.

Da Pisa è partita la guerra al souvenir trash che ora accomuna i comuni toscani di Firenze, Pienza, Siena e San Gimignano.

E’ prendendo spunto da questo episodio (l’ennesimo del genere) che il vicesindaco di Firenze ha pensato di mettere su un’alleanza contro il trash, partendo dalla lotta alla vendita di souvenir sconci che sfruttano i simboli della città. Anche all’ombra di Palazzo Vecchio la questione decoro è da tempo sotto i riflettori: troppe le bancarelle, specie al mercato di San Lorenzo, che vendono improbabile biancheria intima con le pudenda del David.

I Comuni hanno il potere di intervenire in materia di commercio, sfruttando le regole che vietano l’esposizione di prodotti offensivi del decoro, delle convinzioni religose o sensibilità culturali, ma si trovano anche a dover fare i conti con le direttive europee sulla liberalizzazione del commercio. Chi vincerà questo scontro: i souvenir trash o i sindaci?

Oltre il Palio c'è di più: l'antico Duomo di Siena

pubblicato da Nemo in: Arte Toscana


Secondo una apposita ricerca di Trivago (del 2009), è una delle chiese d’Italia più apprezzate dai navigatori della grande rete. Secondo me è un monumento straordinario e non abbastanza conosciuto, che invece meriterebbe ben altra celebrità (anche se in effetti viene già visitato da 1 milione di persone all’anno). In ogni caso eccoci nel Duomo di Siena, imponente cattedrale della fine del 1100:

la sua mole si innalza nella omonima piazza, costituisce uno degli esempi più insigni di cattedrale romanico-gotica italiana. Secondo la tradizione, quella attuale sostituisce una prima chiesa dedicata a Maria, eretta intorno al sec. IX, sorta nel luogo in cui si trovava un tempio offerto a Minerva. Sempre da notizie prive di una precisa documentazione, apprendiamo che l’edificio fu consacrato nel 1179, alla presenza del papa senese Alessandro III Bandinelli, dopo l’avvenuta pace col Barbarossa.

Complesse vicende storiche a parte, il Duomo è uno scrigno di tesori artistici e di meraviglie, come il pavimento:

l’opera, per più versi eccezionale, è il pavimento, “il più bello…, grande e magnifico… che mai fusse stato fatto”, secondo la definizione di Giorgio Vasari. Iniziato a partire dal XIV secolo è stato concluso soltanto nell’Ottocento. I cartoni preparatori per le cinquantasei tarsie furono forniti da importanti pittori e scultori, tutti senesi, tranne Bernardino di Betto detto il Pinturicchio, autore, nel 1505, della tarsia con il Colle della Sapienza. La tecnica utilizzata per trasferire l’idea dei vari artisti sul pavimento è quella del commesso marmoreo e del graffito.

Ma non bisogna camminare guardando sempre verso terra, anzi… puntate in alto, salite sulla terrazza panoramica del Facciatone del Duomo Nuovo e scoprirete il punto di osservazione più bello di Siena, da cui godere un panorama mozzafiato sul centro storico e sulla famosa Torre del Mangia; a proposito, sapevate che ne esiste una copia, ridotta, a Provincetown, negli Usa?

Se decidete di fare una sosta in questa splendida città della Toscana, ricordatevi di provare la cucina toscana del Permalico e di dedicare un’oretta al Museo delle Acque.

Foto | Flickr

Uno squalo di 4 metri nella acque di Capraia: panico tra i bagnanti

pubblicato da Nemo in: Attualità Toscana


Ancora brutte notizie per bagnanti e appassionati di sport acquatici. Dopo le spiagge mangiate dal mare, la marea gialla e l’alga tossica di Palermo, ecco lo squalo bianco dell’isola di Capraia.

Tutto sarebbe iniziato alla fine di giugno, quando un team di ricercatori, impegnato ad osservare balene e delfini, si è trovato di fronte ad un pescecane. Il dubbio, squalo bianco o meno pericoloso maco, è rimasto insoluto, dato che non c’è stato modo di studiare il grosso pesce con attenzione. Sta di fatto che i 4 metri di animale nuotante che si aggirano in quel tratto di mare hanno messo in crisi il turismo locale.

Il presidente del Parco dell’Arcipelago Toscano tranquillizza tutti: lo squalo potrebbe essere già miglia e miglia lontano da Capraia, inoltre di solito non attacca l’uomo. Però potrebbe anche essersi avvicinato alla costa, soprattutto se sono stati gettati in mare scarti di macellazione…. Se andate in vacanza a Capraia e vicino al vostro residence c’è un mattatoio, cercate una piscina!

Foto | Flickr